Politica 2.0, si può imparare e prendere spunto?

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Parte I: Il logo

Porgo alla vostra attenzione un tema molto attuale e interessante dal punto di vista analitico.

In questi giorni anche l’Italia ha potuto assistere al fenomeno mondiale delle elezioni in America, le quali schieravano, dopo l’uscita di scena di Hillary Clinton, per il partito democratico Barack Obama e per il partito repubblicano, John Mc Cain.

Non è questa la sede per affrontare un discorso politico e non è nemmeno mia intenzione.

Ciò che mi piacerebbe estrarre ed analizzare in questo contesto è l’elemento comunicativo o meglio, ciò che ha rappresentato una vera e propria strategia di marketing tutta 2.0 legata ad una figura politica.

Il senatore dell’Illinois, oltre a rappresentare una vera e propria novità nel contesto sociale Americano, ha cambiato le regole del marketing elettorale riuscendo a proiettarsi nell’attuale contesto dell’era multimediale.

Il modo attraverso il quale ha promosso la sua candidatura si concretizza in una campagna di taglio non più politico ma, piuttosto, corporate, simile a quella adottata dai brand globali.

Dato che il materiale su cui lavorare è abbastanza consistente e i temi da affrontare meritano una trattazione approfondita, per non obbligarvi a mettere gli stuzzicadenti agl’occhi alla fine dello scritto, ho pensato di suddividere la mia analisi in più sezioni.

Partiamo dal LOGO coniato dal nuovo presidente.

Il messaggio trasmesso è veicolato attraverso l’immagine di un sole tutto Americano che sorge e illumina i campi, la terra degli Stati Uniti; il tutto a simboleggiare vita, creazione, semplicità. E’ un sole centrale, onnipresente, che non sta ad indicare un qualcosa “al di sopra delle parti” ma, piuttosto, un qualcosa che può guidare verso una strada differente coinvolgendo tutti; non riflette direttamente dall’alto ma ingloba la “terra”, sorge con essa… Quest’ultima sembra muoversi rispetto alla staticità del sole, elemento che veicola l’intenzione di rappresentare, in un momento di cambiamento, comunque un punto fisso. Le sfumature più chiare appena sopra ai campi Americani, rievocano un momento particolare della giornata, L’alba, e questo non a caso. L’alba significa inizio, dopo la notte, di un nuovo giorno da scoprire e se comincia con un bel sole pieno, caldo, rilassante (condizione dettata dalle tonalità usate), certo possiamo aspettarci delle ottime prospettive! Sotto questa figura appena descritta, troviamo, con la medesima isotopotia cromatica, il nome apostrofato dall’anno, traducibile con “Il 2008 di Obama”. Uno slogan incisivo e diretto, senza mezzi termini, che fa trarre immediatamente la forza del messaggio celato dietro. Analizzando il logo nella sua completezza, la prima cosa evocatami è il contesto olimpico (potremmo contattare il designer per i prossimi giochi!), evocativo di un’atmosfera di vittoria e competizione che, in questo contesto, porta con se valori di lealtà, impegno e costanza. Insomma, un vero e proprio marchio/brand, (che sicuramente meriterebbe un’analisi molto più approfondita) per il politico AfroAmericano, attento ad ogni minimo particolare e a tutti i meccanismi che stanno dietro alla costruzione di un’immagine “vendibile”.

L’isotopia generale, delineata poi nella generale costruzione del personaggio pubblico, si può ricondurre al concetto di CAMBIAMENTO, una nuova luce che coltiva e fa crescere la speranza per un futuro migliore e differente.

Sotto OBAMA’08 troviamo l’indirizzo del sito ufficiale del presidente, elemento fondamentale per aprire una nuova discussione analitica, rimandata alla seconda parte.

Ricordo che l’analisi è strettamente legata e portata avanti per un fine che non ha niente a che fare con opinioni rispetto a un orientamento politico; i valori qui estrapolati sono esclusivamente derivanti da uno studio personale a livello semiotico.

A cura di
Marusca Cesare
Marketing e Press

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1 commento

  1. Complimenti per l’analisi. In effetti funziona molto bene e rispecchia i valori su cui si è fondata la campagna, e sui quali si è resa possibile la vittoria di Obama. La forza della semplicità.
    Buon lavoro!a presto!