Politica 2.0, si può imparare e prendere spunto?

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II parte: Campagna elettorale 2.0, la forza della semplicità

I am running for the Presidency of the United States of America, but this campaign can’t only be about me. It must be about us – it must be about what we can do together. This campaign must be the occasion, the vehicle, of your hopes and your dreams. It will take your time, your energy, and your ideas to push us forward when we’re doing right and to let us know when we’re not. This campaign has to be about reclaiming the meaning of citizenship, restoring our sense of common purpose, and realizing that few obstacles can withstand the power of millions of voices calling for change.

Barack Obama

A questo punto, come preannunciato, passiamo ad un’analisi a livello di marketing.
Molti sono i punti attraverso cui Obama ha articolato la sua campagna 2.0, in linea con la nuova frontiera comunicativa offerta da internet.
Partiamo dall’onnipresenza in rete: “Obama everywhere” proclama il suo sito e in effetti, il nuovo presidente, è ovunque. Da Wikipedia, l’enciclopedia on line redatta dagli utenti (uno dei primi giganti della frontiera interattiva) a YouTube, Facebook, Flickr, My Space e Linkedin. Ma ciò che rappresenta la vera rivoluzione della politica, o meglio di un nuovo concetto di politica, è la possibilità offerta a TUTTI gli utenti, Americani o meno, di entrare in contatto direttamente con Barack. Non solo quindi guardare, leggere, ascoltare ma, soprattutto, CONDIVIDERE e INTERAGIRE.

II.I Obama e i Social network

Su Facebook, tutti possono diventare “amici” del Presidente e, di conseguenza, lasciargli messaggi in bacheca, condividere link, note, video e molto altro.
Su YouTube, spazio in cui Obama ha una pagina personale, tutti possono vedere e ascoltare video in cui è protagonista, dai comizi politici agli stralci di vita personale.
Su Flickr, il social network dedicato alla condivisione di materiale fotografico, si contavano alla fine di marzo, 16.300 immagini che riguardavano la campagna elettorale.
Su Linkedin il Presidente, oltre ad esporre la sua vita, la sua istruzione, le sue esperienze, espone i motivi per cui porterà avanti una campagna totalmente improntata sulla condivisione e sulla voglia di puntare i riflettori sui bisogni della gente.

Insomma, una vera e propria ragnatela ben tessuta e curata che, piano piano, ha invaso tutte le più conosciute e gettonate piattaforme di social network, in modo semplice, elegante ma nello stesso tempo terra a terra e, soprattutto, coinvolgente.
Molti sono i punti di forza da sfruttare in questo contesto e sicuramente, sia Obama che il suo team, hanno saputo mettere a frutto le conoscenze pregresse.
Dialogo diretto, coinvolgimento su più fronti, raggiungimento del target, costruzione di un’immagine al passo coi tempi, trasparenza, immediatezza della risposta, semplicità d’espressione.

II.II Il target

E’ vero che anche una tradizionale propaganda politica riesce a raggiungere una grossa fetta di popolazione ma, in questo caso, bisogna chiederci se effettivamente il modo in cui colpisce è in linea con gli scopi prestabiliti; o meglio, siamo sicuri che martellare i fruitori con i classici strumenti, le abituali insegne pubblicitarie su cartelloni, i tipici interventi sui talk show entro cui, alla fine, si parla di tutto tranne che dei reali progetti politici, sia il modo migliore per instaurare un rapporto di fiducia con le persone?
Un progetto innovativo e differente ha bisogno di un’altrettanta non convenzionale campagna e, l’avvocato quaratasettenne, sembra averlo capito da subito, convogliando la parte tradizionale (interventi televisivi, commercializzazione di gadget, interviste etc.) con la parte fuori dai soliti schemi.

Il target che si può raggiungere attraverso la piattaforma internet è decisamente multiforme, si va dal ragazzino delle superiori al laureato, dall’operaio al manager, dalla casalinga alla direttrice d’azienda. Insomma, un mondo entro cui muoversi da un lato in maniera universale, dalla’altro in maniera mirata e incisiva rispetto alla fetta di mercato che abbiamo davanti (uso il termine mercato per creare da subito il filo conduttore con un nuovo concetto anche a livello aziendale sulla linea della campagna qui analizzata).

Creare un profilo su facebook non sarà uguale a crearne uno su linkedin ad esempio. Con questo non voglio dire che, rispetto a dove ci stiamo muovendo, bisogna costruire immagini diverse anzi, una volta intrapresa una certa linea, quella bisogna tenere, la democrazia on line è delicatissima. Quello che è importante però è essere consapevoli della piattaforma, dello spazio usato e, soprattutto, del target di riferimento. Parlare ad una platea che include soprattutto ragazzi/studenti dai 17 anni in su non è la stessa cosa che parlare ad un pubblico di anziani e lo stesso succede per i social network, ognuno dei quali si articola in maniera differente; cogliere e sfruttare le sottigliezze significa sfruttare al meglio tutte le opportunità.
Parola d’ordine: Coerenza.

Dar modo di colloquiare, esporre problematiche personali e condividerle, creando una spirale al cui centro converge Obama, rappresenta una svolta incisiva nella storia. La gente è consapevole dei problemi economici e sociali e continuare a promettere la luna, quando a malapena si arriva a comprare una stellina luminosa da appendere al soffitto dei proprio figli, non può che fomentare la sfiducia verso le cariche statali. Le persone hanno bisogno di confrontarsi e, dove possibile, segnalare i soprusi e quant’altro. Il nuovo inquilino della casa bianca ha reso da subito disponibile la sua faccia e il suo operato come mezzo di riscossa, una riscossa a tutto tondo però sia verso il sistema, sia verso di lui eventualmente. Ecco la forza della trasparenza e della sincerità, isotopie tematiche dell’intera campagna.

Quale strumento migliore di internet poteva aiutarlo a raggiungere questo scopo?

A cura di
Marusca Cesare

Marketing & Press

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