Marketing su Twitter: Troppa Aggressività fa più Danno che Altro

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La tentazione di pubblicare su Twitter aggiornamenti “shock” può fare veri danni alla reputazione di un’azienda. Vediamone un caso reale.

Twitter è un potente mezzo per veicolare i propri messaggi, farsi conoscere, ed anche pubblicizzare se stessi ed i propri prodotti.
Una volta scoperto che può funzionare, che la gente ci segue e che sembra apprezzarci, però, la tentazione di “abusare” del mezzo può essere forte.

Ma abusarne non è solo postare troppi aggiornamenti poco pertinenti con la nostra attività o di scarso interesse per i nostri “seguaci”, abusarne può anche essere cercare di sfruttare una notizia popolare a cui è legato un hastag seguito da molti per far passare un messaggio puramente pubblicitario, che a questo punto diventa di pessimo gusto, come il tweet che segue:

 


Twitter Kenneth Cole
Kenneth Cole approfitta della popolarità dell'hashtag #Cairo per veicolare un messaggio pubblicitario


In questo caso, Kenneth Cole, linea di abbigliamento, ha pensato bene (in senso molto ironico) di approfittare del seguito che avevano i fatti in corso al Cairo, per cercare di veicolare un messaggio meramente pubblicitario (la traduzione cita: “C’è grande confusione al Cairo, alcune voci dicono che hanno saputo che la nostra collezione primaverile è in vendita online“.

Ora, immaginatevi di essere un utente interessato ai fatti in corso al Cairo, che per tenersi aggiornato utilizza la ricerca di Twitter con l’hashtag #Cairo.
Come reagireste vedendo il tweet di cui sopra nel flusso di notizie?
Male!

Potrebbe sembrare una battuta, ma la serietà della situazione imporrebbe di astenersi da battute di questo genere, veramente fuori luogo e di cattivo gusto.

Le reazioni non sono mancate, ed infatti Kenneth Cole ha cancellato il tweet dal suo flusso di aggiornamenti, non prima però che la storia diventasse di pubblico dominio e forse una Case History riutilizzabile da chiunque voglia spiegare come non utilizzare Twitter per veicolare i propri messaggi pubblicitari, come riassunto anche sul blog Ninja Marketing.

Quello che si può pensare è però che una cosa del genere, restando confinata nel mondo online, possa avere scarse ripercussioni sui negozi fisici del brand.
E questo è un altro errore.

Un utente ha infatti pensato che tutti i clienti e potenziali tali di Kenneth Cole avrebbero dovuto sapere cosa il brand pensa di questi importanti fatti, e ha incollato il tweet su una vetrina, in bella mostra anche per i passanti “analogici”:

 


Vetrina Kenneth Cole
Il "tweet della vergogna" viene incollato su una vetrina, per renderlo noto anche ai passanti


A questo punto ci si dovrebbe fermare a pensare.
Se è vero che questo “Autogol” di Kenneth Cole ha portato al brand maggiore visibilità (infatti ne scriviamo anche noi), è vero che il brand in questione non ne esce con una reputazione molto pulita.

E’ davvero valida la massima °bene o male, l’importante è che se ne parli“?
Voi comprereste qualcosa da Kenneth Cole correndo il rischio che i vostri amici vi facciano notare che avete comprato un prodotto di qualcuno che pensa che la rivolta del Cairo sia solo una possibilità per pubblicizzarsi?

English Please:

Twitter is good for having visibility, but being too much aggressive can be bad

Many people think Twitter is a great place to get visibility.
You can use hashtags to be found by users, and this is very powerful. 
But be warned, being too much aggressive, like Kenneth Cole in the tweet in the above screenshot, can harm your reputation.

Some hashtags are somehow “reserved” to important news, users use them to keep themselves up-to-date with the news, and finding such a tweet in the stream can be annoying.

The will be reactions, and those reactions are not good for the brand’s reputation.