La crisi premia l’unconventional

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micropolis-segnocritico.it

Traggo spunto dall’articolo di Leonardo De Nardis, redatto sul blog di Crazy Marketing, per condividere con voi un momento di riflessione.
Tutto e tutti parlano di crisi, crisi mondiale che va ad intaccare il mercato assalendolo dall’alto verso il basso.
Le borse scendono, i debiti salgono, le imprese falliscono e la gente resta a casa, questo lo scenario descritto dai media, dall’informazione e, di conseguenza, dalle persone comuni.
Un immenso vortice che sembra spazzare via ogni certezza e rimette in gioco il sistema nel complesso.
Ma forse, da buona fatalista, non tutto succede per caso e da ogni cosa, pur terribilmente difficile,  si può trarre spunto per ripartire.
Non sono certo nella posizione di dare delle risposte o fare un’analisi a livello economico ma, piuttosto, sento di voler spingere la corrente pessimistica verso una visione un po’ meno catastrofica.
E’ vero ed è oggettiva la crisi dei mercati mondiali quanto è vero che il nostro paese, di conseguenza, la risenta praticamente in tutti i settori  tradizionali.
E’ anche vero, però, che nonostante il drammatico scenario, le persone, da qualche anno a questa parte, continuano a premiare tutti i canali non convenzionali.
Secondo alcuni dati forniti da Aegis Media, il 28% delle entrate a livello di comunicazione d’impresa, proviene proprio da attività unconventional.
Cos’è un’attività non convenzionale?
E’ tutto ciò che si muove parallelamente ai canali ordinari e che offre qualcosa di differente, qualcosa di originale ed in grado di coinvolgere le persone emotivamente.
Quando si parla di unconventional ci si può riferire a svariati settori ovviamente ma, in questo caso, veicoliamoci verso il canale comunicativo.
Ciò che in questo momento,a mio parere, la gente sta manifestando è la voglia di essere capita per poter essere stupita.
E’ difficile investire per mancanza di capitali, è difficile spendere per mancanza di fondi e quindi, come ne usciamo?
Tirando fuori il meglio di noi!
Ricordate la favola di Esopo, quella de “La cornacchia e la brocca”?
La sua attualità in questo momento non è mai stata più sensata…
C’è un forte bisogno di un ritorno alla realtà, una sana esigenza di creativa trasparenza.
Le persone premiano un servizio all’avanguardia ed è su questo che bisogna proiettare la ricerca.
Ed è proprio così, passiamo dalla realizzazione di un evento alla realizzazione di un sito/blog/community che permetta all’azienda di valutarne la satisfaction, alla realizzazione di una campagna stampa con indirizzo verso il web per un acquisto e-commerce, ad una campagna outdoor che rimanda ad un sito ad hoc per quella campagna invogliando iscrizioni e informazioni utili all’azienda promotrice.
So che non bastano solo i buoni propositi né tanto meno un puro ottimismo ma, dati alla mano, è reale la migrazione delle persone verso un modo differente di approcciarsi al mercato.
Se davvero internet adesso sembra rispecchiare a pieno le esigenze di una fetta di popolazione che va dai 25 ai 54 anni (63% dell’utenza italiana) allora significa che, oltre al fattore aggregazione e socialità, la multicanalità significa business.
L’utente medio sembra essere più maturo ed interessato, ad esempio, allo shopping on line, “I siti dedicati allo shopping, ad esempio, hanno più che raddoppiato la loro popolarità e sono visitati dal 35% degli utenti di Internet nel 2008”.
Le campagne di marketing sono dirette e veicolate sulla rete che, a parere di addetti al settore, lascia spazio ad una maggiore libertà d’espressione e ad un feedback (positivo o negativo che sia) immediato.
Insomma, tutto parla di multimedialità e forse è arrivato il momento, soprattutto per le piccole e medie aziende, di rivalutare il proprio potenziale e credere, senza troppo scetticismo, nelle nuove realtà che vanno creandosi.
Le difficoltà generano le idee migliori, facciamoci coraggio e proviamo a risalire!

Marusca Cesare
Press & Marketing
CDCM Pro

2 COMMENTI

  1. La crisi spinge naturalmente il consumatore a spendere meglio i propri soldi, a investire oculatamente ogni centesimo faticosamente guadagnato, magari precariamente, con il sudore della propria fronte.
    Internet, con la sua flessibilità e le sue potenzialità, è il luogo ideale dove sempre più italiani (il resto del Mondo già c’è arrivato da un bel pezzo) possono soddisfare i propri bisogni (anche quelli primari, come il cibo) spendendo meno e potendo contare su commenti spassionati di altri utenti che consigliano, o meno, un dato servizio. In totale (o quasi) libertà.
    Quindi, almeno per l’e-commerce, secondo me, il futuro è, se non proprio roseo, molto meno nero. E concordo in toto con Marusca sul discorso dell’offrire servizi d’avanguardia e sviluppare idee sempre nuove. Internet vive, si evolve, cresce e gli utenti diventano sempre più esigenti 🙂

  2. sono d’accordo, credo che internet offra (sommersa ovviamente sotto tonnellate di bugie virtuali e fregature gratuite) quello che è rimasto di un mercato “democratico”.. è forse uno dei pochi posti rimasti dove le autorità e le istituzioni ancora poco possono intromettersi, essendo il web un spazio condiviso a livello mondiale… questo vale sia a livello informativo (per tutti quelli che non intendono farsi rimbecillire dalla tv del signor B) che economico.. gli scambi “economico-culturali” sul web sono convenienti perché permettono di uscire dal recinto legislativo in cui ci troviamo.. internet offre l’opportunità di fuggire alle costrizioni dello stato padrone e farsi influenzare, o meglio contagiare, da culture altre, senza muoversi dalla propria scrivania.. attenzione però, è sconsigliato x chi non è pratico di questi luoghi.. per quanto riguarda la questione crisi, non metto in dubbio che siamo in 1 periodo non tanto facile, ma andiamo, quando mai non c’eravamo? forse la cosa migliore è “rimboccarsi le maniche” e mandare a quel paese certi politici…