I tre peccati del Business-Blogging

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connessioniFino a poco tempo fa, forse qualche anno al massimo, parlare di Blog e soprattutto di corporate blog, in Italia, era come descrivere in Arabo la situazione politica dell’Iraq!

Piano piano poi la situazione comincia a cambiare, nascono le prime scommesse del web, le persone abbracciano l’idea della condivisione e, nel giro di pochissimo tempo, arriviamo alla massificazione dei social network.

Milioni di utenti collegati in tutto il mondo, possibilità di aggiornare notizie ed informazioni personali in tempo reale, condivisione e grande  interazione fra realtà anche molto diverse fra loro.

Questo è quello che, molto brevemente e semplicemente, ha introdotto il nuovo concetto di web (cosiddetto web 2.0 anche se ormai il termine è già oltrepassato).

A questo punto quindi, se vi chiedessi cos’è un Blog e che ruolo ha, oggi, nel mercato della comunicazione sapreste rispondermi?

Perchè, allo stato attuale, migliaia di aziende decidono di catapultarsi su Internet aprendo profili sui social network e Blog professionali?

Probabilmente perchè, finalmente anche in italia, stanno considerando e testando la forza che un “diario virtuale” può avere nei confronti dei visitatori (e potenziali clienti).

Fin qui tutto bene direi, considerando l’evoluzione della scena imprenditoriale mondiale e considerando il primo assunto del Cluetrain Manifesto: I MERCATI SONO CONVERSAZIONI.

Le imprese comunicano, condividono, si confrontano ed Ascoltano; le persone partecipano, giudicano, consigliano e apprezzano (o meno).

Quand’è, però, che uno strumento così potenzialmente prezioso per l’azienda diventa un pericolo, un’arma a doppio taglio?

La risposta è: Sempre, Costantemente, proprio perchè la sua natura ha implicitamente dentro di se i due lati, il buono e il cattivo.

E’ a questo livello che viene fuori la sfida, che emerge la bravura del blogger e la bontà di un’idea.the-computer-demands-a-blog

Aprire un corporate blog è una scelta mirata, ragionata e ponderata sulla base di quelle che sono le necessità di marketing e, soprattutto, le competenze di chi andrà a gestirlo.

Grazie alla segnalazione di un amico, oggi voglio condividere con voi una piacevole lettura che evidenzia e riassume quelli che sono i tre errori fatali per il  business blogging:

  • Il lato troppo personale: E’ vero che i vostri lettori e visitatori hanno bisogno di sentire una presenza reale ma, il troppo è troppo! Evitate quindi di parlare delle vostre cose private riservandole per il vostro Blog personale
  • L’essere prolissi: Secondo Allison Nazarian, ogni articolo dovrebbe contare all’incorca 150-200 parole. Se si deve descrivere un lungo argomento, è meglio spezzarlo in più parti
  • Dimenticarsi delle regole del gioco: Parole chiave coerenza, competenza e branding. Il vostro blog è uno strumento di marketing e come tale una proroga di tutti i vostri sforzi connessi. Il vostro messaggio e la vostra brand identity deve sempre essere presente in pezzi che sono rilevanti ed interessanti per i vostri lettori. “Ricordate sempre ciò che viene venduto, anche (o soprattutto) se è la vostra esperienza.”

Io, aggiungerei:

  • l’autoelogiarsi, parlando solo di quanto siamo bravi, belli e meravigliosi… Ci pensa già  la pubblicità tradizionale a rimbambire la gente!
  • la partecipazione passiva, ovvero il non rispondere alle eventuali critiche e non partecipare alle discussioni create grazie ad un nostro post. Da un commento negativo può nascere l’opportunità di migliorare il proprio prodotto e la propria reputazione (se gestito bene). Mettersi in gioco significa anche accettare pareri discordanti dal proprio, è così che mi hanno insegnato a crescere 😉

Allison Nazarian, esperta in marketing e linguaggio della comunicazione, spiega che grazie alla sua attività di blogger è riuscita a portare dall’1% al 25% la fetta di clienti provenienti dal web.

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Marusca Cesare