Creativity Day… un “dei” interessante ed assai caliente.

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Impressioni a caldo di una neo imprenditrice.il logo del creativity day 2009

Ed eccoci arrivati all’Ata Hotel di Milano – Garibaldi: tanti creativi intorno a noi che saltano all’occhio per la loro espressa originalità, in un ambiente così formale che ci fa sentire come un branco di pulci su un levriero di razza. Dico ci, perché è una metafora che condivido con il mio socio, presente anch’egli, sempre interessati al mondo della creatività ed attenti alle innovazioni.

Guardandomi intorno penso che i creativi di nuova generazione rispecchiano quello che può definirsi quale realtà non-convenzionale, e non si offenda Mirko Pallera se non esprimo la sua personale (o comune?) filosofia.
Noi siamo non-convenzionali. Semplici, interessati ai cambiamenti, attenti ai nuovi prodotti ed a come vengono presentati. Fiduciosi delle parole di chi riesce a passarci nuova energia per produrre qualcosa di singolare da proporre ai nostri clienti e potenziali.
Siamo positivi. Siamo davvero desiderosi di aggiungere un mattoncino alle nostre conoscenze o confermare il nostro noto.

Efficacia.
Da creativa, e grafica, il mio interesse è stato soprattutto verso i seminari che presentavano gli aggiornamenti per quanto concerne i software di lavoro. Avrei voluto poter presenziare anche al seminario sul video editing ma non potevo perdermi la presenza di ninjamarketing, percepire con le mie orecchie le parole di chi spesso leggo per passione, divertimento e lavoro.
I seminari di presentazione degli aggiornamenti sono studiati appositamente per creare una sorta di golosità e, non lo nego, Adobe ha sempre il suo fascino, i suoi Guru sono sempre preparati e brillanti e tengono alto il nome di un’azienda che propone strumenti davvero di grande livello. Mirko Pallera, di ninjamarketing,  è stato unconventional e smagliante: un uomo che si propone con una grande semplicità ma che ha un background impressionante, una preparazione profonda e tanti anni di lavoro ed attenzione ed infatti ha tutta la mia più grande stima.
I nuovi creativi, le nuove agenzie sono pronte a seguire le indicazioni di chi, come Mirko, può darci solo valore aggiunto e nuove idee. Non il rifiuto per il tradizionale ma un lavoro attento sulle nuove esigenze. L’apprezzamento a chi merita e lo spregio dichiarato per chi, invece, disprezza il potenziale delle nuove filosofie di comunicazione.

Condivisione.
Anche in questo caso non è una parola buttata lì per dare enfasi ai concetti ma il desiderio di rendere consapevoli gli utenti, in questo caso addetti ai lavori, che possono diffondere un nuovo credo. Una condivisione fatta di realtà espresse con chiarezza, con parole semplici e godibili da tutta la platea. Un invito, a volte un po’ esasperato, a seguire nuovi canali  d’espressione per uscire dal vortice delle banalità nei quali ci ritroviamo incastrati da oltre vent’anni.
Ciò che emerge è il desiderio di diventare partecipi da parte dei consumatori. Di essere parte delle filosofie aziendali, di sentirsi protagonisti di un prodotto o una filosofia. Poter creare, senza nessuna finalità specifica, un gruppo che possa esprimere la propria voce per il puro piacere di condividere.
Questa è la rete. Questo è il nuovo stile comunicativo senza barriere e imposizioni, dove sembrerebbe essere possibile esprimersi liberamente riuscendo ad aggirare eventuali strumenti di controllo.

Azione.
Le parole di coloro che consideriamo maestri, movimentano gli animi di chi partecipa a questi seminari. Sia per l’aspetto pratico sia per quello teorico sensibilizzare la platea ha un suo ritorno che significa soprattutto business.

Consapevolezza.
Tutti noi sappiamo benissimo a cosa andiamo incontro e siamo disposti a tollerare questa informazione mirata perché, di fondo, siamo noi i primi a credere in queste filosofie, in questi prodotti. La coesione indiretta del pubblico rende più forti i relatori che sanno di instillare più che dubbi reali certezze.

La forma.
All’interno della giornata mi sono mossa agilmente, ho trovato i miei spazi e ho gratificato alcune mie curiosità affermando, comunque, il mio ego tronfio della conoscenza data da anni di duro lavoro. Ma, come in tutte le situazioni, non ci si può aspettare la perfezione. L’organizzazione ha peccato in alcuni frangenti che, a mio avviso, potevano avere la loro rilevanza. Il caldo esasperante delle sale e l’aria intrisa di umanità, spesso non ha agevolato le cellule celebrali, a volte ottenebrate per mancanza d’ossigeno.

Quale premessa, al seguito del contenuto di questa mia analisi del Creativity Day, ci tengo a sottolineare l’onestà e la chiarezza con la quale si è svolto il Call 4 Creatives. Siamo certi, ed uso il plurale perché anche il mio socio in questo caso condivide, della genuinità e della validità dei risultati della votazione, che ci ha visti posizionati al quinto posto, su sei finalisti, ma che ci da grandi soddisfazioni tenuto conto della nostra posizione su circa ottanta progetti presentati e sul giudizio della giuria, formata da creativi, marketers e responsabili della comunicazione di Toshiba, che ci ha visti in terza posizione. Una nota di merito a Matteo Vancheri che con il suo progetto, cartaceo, costruito pazientemente in 2D con pezzettini di legno ha vinto, a mio avviso, senza ombra di dubbio (n.d.r. il mio socio, sul web, aveva votato per lui ed in sala abbiamo sprecato le mani negli applausi in suo favore).

La cosa che mi ha fatto particolarmente sorridere è stata la defiance da parte degli organizzatori al momento della premiazione del contest di Toshiba.
Tempi lunghi, troppo lunghi. Una mattatrice, Dora, molto simpatica ma che sembrava abituata a questo tipo di disagi. Mancanza di sinergia e di attenzione ai particolari quali, per esempio, delle schede inesistenti da consegnare alla giuria in sala, con i nomi dei finalisti e lo spazio per esprimere il proprio voto. Un computer poco performante, non preparato alla situazione, con difficoltà di connessione, di collegamento, di apertura dei progetti e, persino, del video preparato dallo staff a raccolta di tutti i progetti non giunti in finale. Una “valletta” improvvisata che imbrattava, senza consapevolezza, una lavagna a fogli mobili dove venivano riportati i risultati. Il conteggio dei risultati fatto a mano! Nell’era della tecnologia e dei fogli di calcolo…

Sono consapevole dei disagi che possono occorrere nel predisporre postazioni tecniche, esigenze di collegamenti, di audio da testare, soundcheck fatti all’ultimo minuto per sovrapposizione di relatori ma, quando si tratta di mettersi in evidenza, in quanto programmatori della giornata stessa, è importante rendersi impeccabili senza creare nella platea noia e, soprattutto, un’ilarità quasi nervosa.

Questo “bug” ha fatto apparire una società di spessore quale Inside, legata particolarmente all’eccellenza della formazione e della tecnologia, come un gruppo di giovani inesperti.

Critiche troppo dure?
No, non credo. Sono certa che un’azienda con questo tipo di valenza saprà far proprie le mie recriminazioni rendendole, in futuro (magari con una patch), dei piccoli fiori all’occhiello che renderanno ancor più brillanti momenti di incontro come questi.

Conclusioni.
Tirando le somme di questa giornata sentiamo di essere parte di un’evoluzione del percorso della comunicazione, forse ad un punto di svolta della stessa, e vorrei concludere citando uno spot che di non-convenzionale ha ben poco, ma che esprime un concetto condivisibile da tutti noi.
Si tratta della chiusura di uno degli ultimi spot Barilla (diffuso su canali tradizionali), che sa ben sensibilizzare gli animi di chi guarda: “Per ora è un sogno… ma se c’è la passione, perché non sognare?”

Cristina Usai

2 COMMENTI

  1. Ciao Cristina,
    grazie mille per la considerazione. Rimando i complimenti anche a Mirko. Mi è spiaciuto non esserci, tuttavia ho scoperto questo bellissimo blog!

    Un abbraccio

  2. Ciao Cristina,
    grazie del report sulla finale del Call 4 Creatives.

    Sono dovuto scappare prima per problemi di coincidenze ferroviarie ma grazie al tuo resoconto è stato come esserci 😉

    P.S. Non avete postato il vostro progetto su Gu?