Conosci Faruk? Campagna tesseramento 2012 del Pd su Facebook, un flop il suo tentativo di viral marketing

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Conosci Faruk, campagna virale del Pd

Il Partito Democratico avvia una campagna tesseramenti per il 2012 che vuole essere virale e coinvolgere i social network come Facebook. “Conosci Faruk?”, questi i cartelloni che hanno occupato anche abusivamente le nostre città. Un flop clamoroso, un tentativo che non ha suscitato l’interesse sperato: ecco cosa succede quando si improvvisa nel social e viral marketing!

Ma voi lo conoscete Faruk? E’ di questi giorni la notizia che il Partito Democratico ha tentato di utilizzare i social maldestramente, nel vano tentativo di far tesserare più gente possibile, soprattutto giovani. Lo ha fatto con una campagna virale che sperava di incuriosire la massa a scoprire cosa ci fosse dietro quei manifesti che ci chiedevano se per caso conoscessimo Faruk o Eva. Secondo voi ha funzionato? Assolutamente no: solamente un’ottantina di like sulla pagina sono decisamente pochini, non trovate?

Il Partito Democratico ci ha provato ad essere social, più moderno, proponendo una campagna tesseramento per il 2012 decisamente non convenzionale. Niente dibattiti, niente gazebo in giro per le città, ma l’utilizzo di uno strumento che piace tanto ai giovani, quel Facebook che ha portato bene a numerose altre campagne virali decisamente più riuscite. Ma anche se la politica italiana tenta di svecchiarsi, utilizzando durante campagne elettorali e non solo gli strumenti del web più amati dai giovani, a quanto pare non ce la fa proprio!

I cartelloni affissi in giro per le città italiane (a volte anche in maniera abusiva!) ci invitavano ad andare su Facebook, per approfondire la domanda che campeggiava sui manifesti azzurri (colore del noto social network che spesso ma non sempre i politici italiani usano!): se volevamo sapere chi erano Faruk ed Eva, ci bastava un clic sul sito internet e l’arcano veniva svelato.

Peccato che in pochi abbiano seguito il suggerimento del Pd, anche perché la domanda non era per niente allettante e non invogliava ad approfondire l’argomento. Una campagna decisamente flop per il partito italiano, che è stato anche accusato di aver affisso in giro per l’Italia manifesti abusivi, causando una marea di polemiche sul viral marketing e sul guerrilla marketing. Insomma, un polverone per una campagna che non ha nemmeno funzionato!

E’ indubbio che il marketing non convenzionale vada particolarmente di moda al momento, ma bisogna ricordare che non ci si può improvvisare in nessun campo, soprattutto quando non si conoscono bene gli strumenti che si utilizzano per promuovere il proprio pensiero.

Secondo voi il Pd avrà imparato la lezione? O a breve tornerà alla carica con un altro tentativo ‘giovane’, alla Matteo Renzi, per cercare di svecchiare il partito senza sapere, in realtà, cosa fare? Occhio, perché sa i social network vengono usati bene possono essere utili alla politica, altrimenti possono causare molti danni!

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