Analisi applicazioni di Facebook: ecco l’Hypnose Doll House di Lancome Italia

1109

Il mondo delle applicazioni Facebook abbinate alle attività promozionali o agli eventi in programma di un brand è molto variegato. Oggi analizzeremo quella di una grande casa cosmetica, la Lancôme, per capire i pro e i contro del gioco che hanno proposto ai loro fan.

Le fan page di Facebook hanno dietro non solo l’attività editoriale di un community manager ma anche un apparato grafico e creativo che lavora a stretto contatto con gli uffici marketing e comunicazione dei brand.

C’è da dire quindi che non solo di una linea editoriale ben definita è composta una fan page ma anche di grafiche e applicazioni che servono a lanciare delle promozioni in corso o degli eventi in modo ludico e giocoso.

Inauguriamo quindi una rubrica che ci porterà ad analizzare alcune delle applicazioni brandizzate che circolano in questi giorni sul canale, cercando di capire i punti di forza e di debolezza.
Quella di cui voglio parlarvi oggi è un’applicazione woman-friendly, perché lanciata da una delle case cosmetiche più griffate e conosciute del mondo, ovvero la Lancôme: l’app si chiama Hypnose Doll House. Il concept adoperato per lanciare la linea Hypnose e in particolare il mascara omonimo che promette “ciglia da bambola” è molto semplice: carica una tua foto e customizzala come se fossi una bambola, poi, ovviamente per mantenere la carica virale dell’ iniziativa, pubblicala sul tuo profilo in un album dedicato (se ne richiede la pubblicazione al momento dello sharing) e invita le amiche a creare una bambola a propria immagine e somiglianza.

I passaggi sono tanti, e forse in questo c’è già un limite: le apps di Facebook devono essere immediate e non lunghe e macchinose. Ci sono dei modelli di bambola tra cui scegliere: si cambia la forma e il colore del viso, il vestito, il taglio di capelli.

Il secondo passaggio prevede il caricamento di un’immagine personale, possibilimente frontale, che poi può essere modificata facilmente trascinando gli elementi del viso sulla foto, in modo tale che combacino. Ovviamente, focus sugli occhi: si possono truccare e modificare con ombretti, pennelli e mascara:

Infine, dopo aver truccato la bambola, si può scegliere un atteggiamento e pubblicare l’immagine in un album dedicato sul proprio profilo. Ecco il mio risultato:

Nulla di accattivante, vero? Anzi, il risultato è quasi sempre sghembo, un po’ grottesco, a dire il vero: forse sarebbe stato meglio manterene la foto della bambola anziché lasciare la possibilità di caricare la propria immagine e poi metterne in evidenza solo gli occhi.

Senz’altro un’ottima trovata di marketing: il prodotto gira sulle bacheche e promette scintille, e all’interno dell’app anche un rimando ad altri prodotti e un mini “how to” per come truccarsi.