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	<title>Gu! La comunicazione in jeans. &#187; social media</title>
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			<title>Gu! La comunicazione in jeans.</title>
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		<title>Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano
Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo ora. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_4720978" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano" href="http://www.slideshare.net/EdelmanDigital/six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano">Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano</a></strong><object id="__sse4720978" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="643" height="543" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" /><param name="name" value="__sse4720978" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4720978" type="application/x-shockwave-flash" width="643" height="543" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" name="__sse4720978" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo <strong>ora</strong>. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e quindi poco strategica, del marketing non convenzionale.</p>
<p>Iniziamo l’analisi delle slide con il commento ai primi tre punti emersi:</p>
<p><strong>Il marketing in streaming: la strategia di comunicazione diventa flusso continuo</strong></p>
<p>L’obsoleto banner si è trasformato in web 2.0, un termine abusato e oramai vecchio che indica nientedimeno che l’attuale scenario: i Social Network hanno cambiato il modo di usufruire il web.<strong> L’utente è il protagonista della rete.</strong></p>
<p>Un brand vincente è quello che scende nell’arena mediatica e cattura l’attenzione dei clienti e dei potenziali tali offrendo contenuti interessanti e coinvolgenti, partecipando attivamente alle discussioni. Un rapporto alla pari che non deve dimenticare una regola fondamentale: rispondere sempre. La curiosità di un cliente va soddisfatta. <strong>Sempre</strong>, ripetiamo.</p>
<p>Acquista punti e reputazione un brand capace di mettersi in gioco offrendo un vero e proprio servizio clienti sui vari Social: non si tratta solo di educazione o, come volete chiamarla, netiquette… un cliente soddisfatto è un cliente che apprezzerà il vostro brand, ne parlerà bene e lo consiglierà ai propri amici creando quello che si dice WOM, word of mouth: il caro buon vecchio passaparola!</p>
<p><strong>La Googlizzazione</strong><strong> dei media: ovvero Content is the King</strong></p>
<p>Perdonatemi l’italianizzazione del già ostico, Googleization, ma il concetto è chiaro: le persone SONO al centro e il centro dei nuovi media. Come se non bastasse ciò, il nuovo  restyling di Google, con l’avvento di Caffeine, ha minato seriamente il lavoro degli esperti di SEO: non bastano più le parole chiave (anche se ricordiamo che una taggatura corretta e killer è sempre molto importante per la rilevanza di un contenuto) e i trucchi del mestiere a portare un brand in prima pagina su un motore di ricerca, ma sono i contenuti a farla da padrone.</p>
<p>In parole povere, conta la qualità di quello che si scrive: una risposta più pertinente e soddisfacente alla ricerca effettuata dal fruitore.</p>
<p><strong>I numeri sono importanti</strong></p>
<p>La qualità <strong>DEVE</strong> andare a braccetto con i numeri. Non fidatevi di chi vi propone mille campagne o mille tricks e non vi presenta una reportistica accurata: se la pagina fan di Facebook della vostra attività dopo mesi ha una manciata di fans significa che la vostra agenzia non sta lavorando bene. Se gli argomenti di cui parlate, in un sito, in un blog o in un vostro profilo Social, non riescono ad attrarre l’interesse degli altri utenti (quello che in linguaggio tecnico, si dice engagement) dovete raddrizzare il tiro. Se il vostro brand sul web è il Deserto dei Tartari, preoccupatevi. E non fidatevi di chi vi dice che l’editorialità non è importante: dei buoni contenuti associati a un’attività di scouting (sì, dovete essere i primi), associati a professionalità ed esperienza e a qualche trucco del mestiere, portano numeri.<br />
<strong>A settimana prossima, per il commento degli altri 3 trends!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1628" title="pc" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg" alt="pc Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte" width="632" height="299" /></a><br />
</strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
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		<title>Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 10:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[controllo social]]></category>
		<category><![CDATA[gatorade]]></category>
		<category><![CDATA[impegno aziendale]]></category>
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		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Monitorare il social media marketing è la strada per relazionarsi in modo corretto alla rete. Le aziende che decidono di essere presenti sul web, dovrebbero tener conto degli effetti che lo stesso può "causare" al proprio brand, sia in termini positivi sia in termini negativi, ed interagire con le persone assecondando i loro desideri. Gatorade si è strutturata con il Gatorade's Social Control Center per migliorare e ridefinire immediatamente la propria comunicazione. In Italia il percorso per ottenere riscontri dalla rete è decisamente più articolato, ma viene fatto in modo accurato ed approfondito dalle agenzie che offrono questo servizio.<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html">Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ispirata da un nuovo, interessante, post di Carlo Mazzocco (che potete leggere <strong><a title="Carlo Mazzocco" href="http://carlomazzocco.blogspot.com/2010/07/gatorade-ha-un-centro-di-controllo-per.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+carlomazzocco+(Carlo+Mazzocco)" target="_blank">qui</a></strong>), vorrei invitare quanti di voi pensano al <strong>social media marketing</strong> in modo semplicistico a fare le opportune valutazioni per capire come un <strong>reale impegno</strong> sulla rete possa creare degli effetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo impegno è basato sull’<strong>ascolto in tempo reale</strong> di quanto viene “detto” sulla rete del proprio brand. L’azienda che decide di intraprendere il percorso del web, strutturandosi in modo tale da poter parlare al maggior bacino d’utenza consentito, deve essere disposta a <strong>migliorarsi ed a correggere il <em>tiro</em></strong><em> </em>secondo dati e statistiche che vengono rese dal proprio operato.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a queste forme di <strong>controllo e di adattamento</strong>, a livello di comunicazione, le aziende possono raggiungere le persone secondo i loro desideri espressi, preparandosi in modo evoluto ad <strong>assecondare le scelte</strong> dell’utente finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante aziende, oggi, in Italia fanno un’efficace azione sul web?</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strumenti per l’ascolto ed il monitoraggio, nel nostro paese, sono ancora un po’ “<a title="difficoltà nel monitorare la rete" href="http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/10/analisi-automatica-del-sentiment-su-twitter-tweetfeel/" target="_blank">rallentati</a>” ed a volte l’azione non è immediata come si potrebbe sperare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’epoca in cui l’autonomia di gestione <em>pare </em>bandire l’outsourcing, mirando ad ottimizzare al massimo i propri tempi e sfruttare il più possibile le proprie competenze, ci troviamo spesso a constatare come  delle <strong>buone idee non riescano a trovare il giusto sbocco</strong> e gli spazi idonei per mancanza di tempo di chi le gestisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di <a title="gatorade sito ufficiale" href="http://www.gatorade.com/default.aspx#home" target="_blank">Gatorade</a>, ovviamente, è una visione amplificata e in larga scala di quello che, di fatto, avviene all’interno di un’agenzia che offre questo tipo di servizi. <strong>Analisi, ricerca, controllo e pronta trasformazione dell’operato secondo i risultati d’azione ed i riscontri ottenuti</strong>, sono azioni da non sottovalutare per garantire la buona riuscita di una campagna di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invito a dare uno sguardo al video &#8220;Gatorade&#8217;s Social Control Center&#8221; che, certamente, solleticherà la fantasia di molte agenzie che <em>guardano </em>al &#8220;social control&#8221; in modo snello ed evoluto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Cristina Usai</em></p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html">Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 08:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dopo qualche mese di attesa, oggi esce, in versione beta, Cupidtino, il sito di dating per amanti del Mac. Inutile fingere: solo se si è in possesso di un Macbook, di un iMac, di un iPhone o di un iPad ci si può registrare al sito che gli altri siti di dating invidieranno presto. La [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html">Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-104.png"><img class="size-full wp-image-1588 aligncenter" title="Immagine 104" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-104.png" alt="Immagine 104 Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac" width="521" height="240" /></a></p>
<p>Dopo qualche mese di attesa, oggi esce, in versione beta, <a href="http://cupidtino.com/about"><strong>Cupidtino</strong></a>, il sito di dating per amanti del Mac. Inutile fingere: solo se si è in possesso di un Macbook, di un iMac, di un iPhone o di un iPad ci si può registrare al sito che gli altri siti di dating invidieranno presto. La grafica ricalca infatti in tutto per tutto l’essenzialità e il minimalismo che le applicazioni Apple ci hanno insegnato ad amare.</p>
<p>La filosofia che sta alla base del social è semplice: se hai sposato la filosofia Mac dovresti avere molti punti in comune con chi, come te, ha scelto la Mela.</p>
<p><em>Dopo il salto, la recensione di Cupidtino</em></p>
<p><span id="more-1587"></span></p>
<p><strong>Ma come funziona?</strong> Basta andare sul sito e registrarsi. Il passo successivo è inserire i propri interessi in modo cool come da suggerimento e stalkerare gli altri. A quest’ora, le 10 e 15 di un’assolata mattinata a Cologno Monzese, siamo in 10 Machearts ad essere presentati come “i più recenti”. Se si può parlare di percentuali siamo il 90% uomini e il 10% donna travestita da orso polare.</p>
<p>Se non fosse un sito di dating, si candiderebbe come uno dei più bei social network: unisce i pregi di Facebook, Twitter, FriendFeed con tanto di pulsante “Mac her!” o “Mac him!” integrato per tentare la scalata pubblica al rango di “Rubacuori”.</p>
<p>Inoltre ci sarà una funzione “Apple Gadgets” che al momento sembra tanto fumosa sulla sua natura, quanto appetibile a noi Machearts.</p>
<p>Il primo difetto riscontrato? La policy sul linguaggio. Mi hanno già censurata, ma lo ripeto qua: You’re my type if… you suck! <strong>Buon tacchinaggio a tutti!</strong></p>
<p><a href="http://cupidtino.com/">Per iscriverti a Cupidtino, clicca qui</a><strong><br />
</strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html">Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</a></p>
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		<title>Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 13:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avremmo potuto scrivere “La velocità corre sul filo della patata” ma non volevamo ricalcare i più beceri titoli dei siti di gossip: fatto sta, che è proprio la patata al centro del “contenzioso” tra Opera e Google Chrome. L’oggetto della sfida è la velocità del browser.
Tutto ha inizio da Google Chrome che il 3 maggio [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html">Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avremmo potuto scrivere “La velocità corre sul filo della patata” ma non volevamo ricalcare i più beceri titoli dei siti di gossip: fatto sta, che è proprio la patata al centro del “contenzioso” tra<a href="http://www.opera.com/"> Opera</a> e <a href="http://www.google.com/chrome">Google Chrome</a>.<strong> L’oggetto della sfida è la velocità del browser.</strong></p>
<p>Tutto ha inizio da<strong> Google Chrome</strong> che il 3 maggio esce con questo video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il 27 maggio<strong> Opera</strong>, browser norvegese, risponde a Google, con questo sarcastico video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Come Davide contro Golia, <strong>Opera</strong>, grazie a questa intelligente operazione di marketing non convenzionale, ha tutti i numeri per guadagnare punti sul colosso dei browser. E tutto per merito della patata. (Una chiusa,questa, come i migliori siti di gossip insegnano.)</p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html">Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</a></p>
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		</item>
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		<title>La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fabio Ghioni è uno dei massimi esperti, a livello mondiale, di sicurezza informatica. In una parola: l&#8217;hacker più famoso d&#8217;Italia, finito in carcere in isolamento per un poco chiaro affaire Telecom e oggi assoldato da Dell come eccellenza nell&#8217;ambito della security. Suo è &#8220;Hacker Republic&#8221;, appena pubblicato da Sperling &#38; Kupfer, in cui viene sostenuto [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html">La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fabio Ghioni</strong> è uno dei massimi esperti, a livello mondiale, di sicurezza informatica. In una parola: l&#8217;hacker più famoso d&#8217;Italia, finito in carcere in isolamento per un poco chiaro <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Dio-patria-e-spioni/1503447/16/0">affaire Telecom</a> e oggi assoldato da Dell come <a href="http://www.fabioghioni.net/2010/05/dell-ripensa-la-sicurezza-e-in-italia-sceglie-fabio-ghioni/">eccellenza nell&#8217;ambito della security</a>. Suo è &#8220;Hacker Republic&#8221;, appena pubblicato da Sperling &amp; Kupfer, in cui viene sostenuto quello che tutti noi abbiamo paura ad ammettere a noi stessi: l&#8217;inesistenza della privacy. Dopo il salto  l&#8217;intervista a Fabio Ghioni realizzata da CDCM Pro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-21.png"><img class="size-full wp-image-1574 aligncenter" title="Immagine 21" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-21.png" alt="Immagine 21 La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni" width="517" height="269" /></a></p>
<p><span id="more-1573"></span></p>
<div><strong>1)Non è un paradosso la questione privacy sulla rete? Un esempio quotidiano: quando noi flagghiamo un &#8220;Accetto le condizioni&#8221; spesso non leggiamo che in realtà è come se stessimo vendendo l&#8217;anima e i diritti sulle nostre pubblicazioni (siano immagini, video, testi) non esistono. </strong></div>
<p>In effetti, la privacy è un concetto superato. Dovremmo sapere che tutto ciò che facciamo con un dispositivo connesso a una rete, sia un cellulare o un computer, lascia una traccia che può essere ricondotta a noi. In realtà, anche quando usiamo la tessera del supermercato o quella dei trasporti pubblici le nostre azioni vengono registrate e finiscono in un database. Non è molto difficile tracciare un profilo di una persona, le sue generalità, le sue relazioni, i suoi movimenti e i suoi gusti. E in molti casi non è necessario essere un hacker, perché queste informazioni sono reperibili da fonti open source, dai nostri profili pubblici nei social network, dalle migliaia di tracce che lasciamo inconsapevolmente in rete. I disclaimer che si accettano senza nemmeno averli letti sono solo un esempio di quanta poca consapevolezza ci sia a riguardo. Ma c&#8217;è di più. In molti casi, non rinunciamo alla nostra privacy solo per negligenza o per pigrizia. Sempre più spesso siamo noi stessi a chiedere di essere controllati, perché questo ci fa sentire più al sicuro. Pensa ai body scanner negli aeroporti, o alla videosorveglianza onnipresente. A Chicago, come in molte altre città del mondo, decine di migliaia di videocamere riprendono ogni angolo di strada ventiquattro ore su ventiquattro. E sono gli stessi abitanti a chiedere di installarle nel proprio quartiere.</p>
<p><strong>2)Sono convinta che le strategie di comunicazione sulla privacy siano comunicazioni volte a farci sentire più sicuri, più che a esserlo veramente. Sei d’accordo con questo? Quali informazioni dovremmo evitare di dare su di noi?</strong></p>
<p>Sì, tutte le informative sulla privacy ci dicono in realtà che la privacy non esiste, che stiamo affidando le nostre vite a qualcuno che si impegna a non utilizzarle oltre certi limiti. Tuttavia, il mercato delle informazioni sensibili è oggi il più fiorente. Inoltre, se anche un&#8217;azienda come Google si impegna a garantire la nostra privacy (cosa che nella realtà dei fatti non fa), purtroppo Google è fatta di persone e chi garantisce sui singoli individui che ci lavorano? Pensa a quell&#8217;ex-dipendente della HSBC, che prima di andarsene ha fatto un copia-incolla dal database della banca, per poi offrire ai governi stranieri le informazioni sui loro cittadini che evadevano il fisco. Per quanto riguarda le informazioni che non dovremmo dare in rete, oltre a quelle che già diamo senza accorgerne ogni volta che ci connettiamo, direi di darne il meno possibile. Ricordate che i social network sono una piazza pubblica a cui chiunque – ripeto: chiunque – può avere accesso.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1575" class="wp-caption aligncenter" style="width: 549px"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-22.png"><img class="size-full wp-image-1575 " title="Immagine 22" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-22.png" alt="Immagine 22 La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni" width="539" height="372" /></a><p class="wp-caption-text">Fabio Ghioni ritratto da http://www.flickr.com/photos/lastknight/</p></div>
<p><strong>3)Esiste un modo per navigare in maniera consapevole? O è nell’essere consapevole di essere costantemente spiati “da un grande occhio” la nostra forza come users attivi?</strong></p>
<p>Diciamo che la consapevolezza di essere sotto gli occhi di chiunque è fondamentale. Da qui, tutto il resto viene da sé: se io so di essere in una piazza pubblica, mi sentirò ancora a mio agio nel raccontare i miei segreti su Facebook?</p>
<p><strong>4)Come si comporta un motore di ricerca quando navighiamo? Come vengono archiviati i nostri dati? Come Google ha costruito la sua fortuna diventando il motore leader?</strong></p>
<p>L&#8217;esempio di Google è emblematico, perché è una vera e propria fonte di intelligence open source. Ogni volta che facciamo una ricerca, il nostro computer invia delle informazioni a Google, localizzandoci. Se poi abbiamo effettuato il login al nostro account, allora associati al luogo da cui siamo connessi ci sono tutte le informazioni del nostro profilo. E siccome con l&#8217;account di Google si accedono a tanti altri servizi, come Gmail e YouTube, la quantità di informazioni che Google ha su di noi diventa notevole. Se a ciò aggiungi il fatto che con Street View possono riprenderci anche sulla porta di casa&#8230; be&#8217;, mettendo insieme tutti questi dati, possiamo dire che Google può sapere praticamente tutto di noi. La sua fortuna, oltre che all&#8217;efficienza del motore di ricerca, è appunto la quantità di applicazioni che offre, utilissime ma anche molto, molto intrusive per la nostra privacy, e alla comodità di doverti registrare a un solo account per accedere a tutte.</p>
<p><strong>5)La consapevolezza porta a un grande problema: la lucidità di vivere in una realtà costituita da quelli che erano i peggiori incubi cyberpunk (controllo, schedatura, libertà minata). Esiste una via d’uscita a tutto questo?</strong></p>
<p>Scusa se ti rispondo con un&#8217;altra domanda, ma perché la lucidità dovrebbe essere un problema? Se io so che c&#8217;è un animale feroce nascosto dietro al cespuglio, ho una chance per non essere mangiato. <strong>La consapevolezza non è un problema, è la soluzione.</strong></p>
<p><a href="http://www.fabioghioni.net/"><strong>Fabio Ghioni website</strong></a></p>
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		<title>Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 31 maggio sarà il “Quit Facebook Day”: chi vorrà potrà dire addio alle foto in cui è stato taggato in situazioni imbarazzanti, a ex-fidanzati stalker, ad amicizie tra il serio e il faceto e a spam molesta. Come? Dichiarando al sito la propria volontà e cancellando, nella data del suicidio virtuale di massa, il [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/web/quit-facebook-day-uccidi-il-tuo-account-per-la-privacy.html">Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31 maggio sarà il<strong> <a href="http://www.quitfacebookday.com/">“Quit Facebook Day”</a></strong>: chi vorrà potrà dire addio alle foto in cui è stato taggato in situazioni imbarazzanti, a ex-fidanzati stalker, ad amicizie tra il serio e il faceto e a spam molesta. Come? Dichiarando al sito la propria volontà e cancellando, nella data del suicidio virtuale di massa, il proprio account.</p>
<p>L’accusa al social network più popolare del mondo è una, e insindacabile: <strong>il discutibile trattamento dei propri dati personali.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook-is-more-addictive-than-crack-front.jpg"><img class="size-full wp-image-1561 aligncenter" title="facebook-is-more-addictive-than-crack-front" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook-is-more-addictive-than-crack-front.jpg" alt="facebook is more addictive than crack front Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy" width="541" height="600" /></a></strong></p>
<p><em>Dopo il salto, tutti i motivi per cui dovresti cancellarti da Facebook.</em><strong> </strong></p>
<p><strong><span id="more-1560"></span></strong></p>
<p><strong>Privacy questa sconosciuta</strong></p>
<p>Troppo spesso accettiamo le fantomatiche “condizioni di utilizzo” senza leggerle: basta flaggare “I agree” per vendere la propria anima al diavolo. Le lacrime da coccodrillo del giorno dopo servono a ben poco: è stato dimostrato, che anche se cancellati, i nostri dati fluttuano nel mare magnum di Google per almeno due anni. La vogliamo flaggare questa consapevolezza quando carichiamo online qualsiasi contenuto che riteniamo discutibile per la nostra reputazione online e, soprattutto, offline? Non siamo soggetti passivi: un bel mea culpa è spesso più saggio di un’accusa al sistema.</p>
<p><strong>Perché lasciare Facebook</strong></p>
<p>Nel manifesto del “Quit Facebook Day” innumerevoli e sensate sembrerebbero le motivazioni per cancellare, il 31 maggio, il proprio account:</p>
<p>-  Facebook è una droga: è innegabile che crei dipendenza, soprattutto tra coloro che non l’ammettono;</p>
<p>-  Facebook danneggia la salute, smettere di usarlo è come smettere di fumare: a parte il famoso studio per il quale in Inghilterra,<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/03/24/visualizza_new.html_1736629106.html"> “grazie” al social network</a> sarebbero aumentati i casi di sifilide, è un’esagerazione;</p>
<p>-  Facebook cambia le tue abitudini: diciamo che le facilita, stalking compreso;</p>
<p>-  Facebook sembrerebbe ignorare la questione privacy: come tutta la rete, aggiungiamo.</p>
<p>Facebook è maledettamente divertente, aggiungiamo noi: questo può provocare risate compulsive e chiacchierate in stile “L’ho visto/letto/taggato su FB”, provocando (giustamente) lo scherno dei vostri amici.</p>
<p><strong>Quali alternative a Facebook?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il Quit Facebook Day propone nell’ordine una combinazione di mail+Twitter+Flickr o l&#8217;utilizzo di<a href="http://www.ning.com/"> Ning</a> (quest’ultimo, oltre a performare male, dopo aver licenziato il 40% del personale, diventa a pagamento). Come questi trick, nemmeno tanto geniali, possano bypassare la questione  privacy non ci è dato saperlo. Chissà se i 2531 (dato in crescita) aspiranti suicidi eseguiranno il gesto estremo? Chi stalkererà, vedrà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/69tx0t.png"><img class="size-full wp-image-1562 aligncenter" title="69tx0t" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/69tx0t.png" alt="69tx0t Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy" width="460" height="345" /></a></p>
<p><strong>Italian for dummies version</strong></p>
<p>31st May will be the “Quit Facebook Day”. These are the reasons  why you should have to delete your FB account, according to the manifesto:</p>
<p>-   Facebook is a drug:  it gives addiction. Oh yeah!</p>
<p>-    Facebook is like smoking: no good for health</p>
<p>-  Facebook changes your habits:  it’s easier to stalk, we say</p>
<p>-   Facebook ignore privacy, like Internet does</p>
<p>The solution to avoid FB would be a mix of mailing-Twitter-Flickr or Ning. We don’t know how this solution will be better for privacy. But we will follow if 2531 (right now) “virtual suicides” will happen. Who stalks, will see. You can find all the information you need to delete your account,<a href="http://www.quitfacebookday.com/"> here</a>.</p>
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		<title>Flash Mob questo (s)conosciuto: intervista a Giorgio Marandola</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 15:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[cdcm pro]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Del Flash Mob oramai crediamo di sapere tutto. Da quello di Michael Jackson all’ultimo della Diesel, chiamato erroneamente così (si chiama performance), molti di noi se ne sono già fatti un’opinione, classificandolo o nella “figata” o nella “noia più totale”. Sempre nuovo, già vecchio, deserto, festaiolo, banale, sorprendente: un flash mob non è mai uguale [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html">Flash Mob questo (s)conosciuto: intervista a Giorgio Marandola</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob"><strong>Flash Mob</strong></a> oramai crediamo di sapere tutto. Da quello di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FzzhZauMf5Q">Michael Jackson</a> all’ultimo della<a href="http://www.youtube.com/watch?v=rQUgdBIV7Y4"> Diesel</a>, chiamato erroneamente così (si chiama performance), molti di noi se ne sono già fatti un’opinione, classificandolo o nella “figata” o nella “noia più totale”. Sempre nuovo, già vecchio, deserto, festaiolo, banale, sorprendente: un flash mob non è mai uguale a sé stesso. Ah, per chi se lo stesse chiedendo, i due Flash Mob citati appartengono alla categoria “di successo”.</p>
<p>Anche alcuni brand si sono accorti della forza di questo evento. Ma quanto può un evento organizzato spontaneamente (almeno nelle intenzioni) diventare un’arma a doppio taglio? Sia chiaro, le sibille della comunicazione sono spesso talmente subdole da rendere l’evento di 4 gatti, un evento di successo. Basta fotografare in maniera giusta e gonfiare i risultati et voilà: il Flash Mob è pronto.</p>
<p>Mi perdonino gli uomini di marketing, ma la cosa non sta affatto così. Oramai la rete è abbastanza attenta nel fiutare immediatamente gli insuccessi. Tempo fa mi è capitata una cosa del genere: la comunicazione sulla rete era gonfiata, l’evento in sé (un frozen) era già così visto che non se ne poteva più, la finestra sui social era praticamente un comunicato stampa da agenzia. Il contrario di quello che un flash mob deve essere: spontaneo, originale e, per usare un inglesismo che ne sottolinea l’impeto desiderato, un <em>breakthrough</em> nella quotidianità.</p>
<p>La realtà è stata ben diversa: 15 coppie che partecipavano, qualche curioso, qualche fotografo del team che scattava in maniera furba. Un evento decisamente sfigato: in linea con l’essere frozen, si è congelato come comunicazione. Un buco nell’acqua organizzato per una sorta di brand awareness di cui non si ha avuto traccia, né online né offline.</p>
<p><em>Dopo il salto, l&#8217;intervista a Giorgio Marandola.</em></p>
<p><span id="more-1530"></span></p>
<p>Il Flash Mob in Italia è esploso da un paio d’anni, giusto il tempo che tutti i creativi italiani si sporcassero la bocca con questa parola e diventasse automaticamente motivo di <em>coolness </em>tra gli aspiranti pubblicitari italiani. E poi, come se non bastasse, a rincarare la dose di “che palle sto flash mob” ci ha pensato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xymu42oqC7w">“Notte prima degli esami”</a>, film di Fausto Brizzi, che vede nel cast attori del calibro di Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi.</p>
<p>Ma sentiamo come si difende <strong>Giorgio Marandola</strong>, <a href="http://www.technicoblog.com/">blogger</a>, <a href="http://www.facebookcafe.net/">imprenditore</a>, <a href="http://www.facebook.com/pages/VIODIO/119358954756289?ref=search&amp;sid=1473502135.3174200013..1#!/photo.php?pid=996648&amp;op=11&amp;o=global&amp;view=global&amp;subj=1403390920&amp;id=1375721169">cazzeggiatore</a> e, non contento, agitatore della Capitale. Ha infatti ideato con altri ragazzi <a href="http://www.flashmobroma.it/">Flash Mob Roma</a>, ottenendo quasi immediatamente successo popolare e mediatico. L’ultimo evento organizzato dal gruppo è stato questo:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Vediamo cosa risponde<strong> Giorgio Marandola</strong> alle domande impertinenti di CDCM Pro! ( Per motivi tecnici, dovuti alla tecnologia di Skype e al maledetto lunedì, abbiamo avuto qualche problema nella registrazione. Abbiamo avuto comunque l’accortezza di eliminare, dal risultato finale, le nostre imprecazioni nei confronti di Pamela, software di registrazione, di cui per la buoncostume non riportiamo la nostra recensione.) Buona visione a tutti!</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html">Flash Mob questo (s)conosciuto: intervista a Giorgio Marandola</a></p>
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		<title>Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista</title>
		<link>http://www.mediagu.com/web/lega-nerd-alla-vigilia-della-terza-repubblica-intervista.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/web/lega-nerd-alla-vigilia-della-terza-repubblica-intervista.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 16:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[la pupa e il secchione 2]]></category>
		<category><![CDATA[lega nerd]]></category>
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		<description><![CDATA[Lega Nerd non è un refuso. Lega Nerd, come l’altra Lega, è volgare, colorita e paracula. Lega Nerd, per chi ancora non la conoscesse nemmeno per nome, è uno dei pochi siti di liveblogging made in Italy.

Si astengano le persone prive di ironia. Su Lega Nerd, viaggia di tutto: da come creare una password inespugnabile, [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/web/lega-nerd-alla-vigilia-della-terza-repubblica-intervista.html">Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lega Nerd </strong>non è un refuso. <strong>Lega Nerd</strong>, come l’altra Lega, è volgare, colorita e paracula. <strong><a href="http://leganerd.com/">Lega Nerd</a></strong>, per chi ancora non la conoscesse nemmeno per nome, è uno dei pochi siti di liveblogging made in Italy.</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/leganerd1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1505" title="leganerd1" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/leganerd1.jpg" alt="leganerd1 Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista" width="611" height="141" /></a></p>
<p>Si astengano le persone prive di ironia. Su Lega Nerd, viaggia di tutto: da come creare una password inespugnabile, ai gadget più inverosimili, all’ultima prodezza di Paris Hilton. Tutto quello che fa, per un motivo o un altro, buzz.</p>
<p>Ed è sul buzz che Lega Nerd ha costituito la sua fortuna, creando uno zoccolo duro di fans/aspiranti autori/amatori da far invidia alla maggior parte delle community online.</p>
<p>In una parola sola: geniale. Di quel geniale che strizza l’occhio al marketing non convenzionale. E, a quello più tradizionale: nell’attuale edizione di La Pupa e il Secchione, uno dei concorrenti (Andrea Corteggi, per il gossip) è made in Lega Nerd. Alla faccia del product placement!</p>
<p>Visti i mala tempora, sembra essere giunto il tempo per una Terza  Repubblica: la Repubblica dei Nerd. E noi incrociamo le dita per il  colpo di stato!</p>
<p><strong> Questa è l&#8217;intervista che Itomi, creatore e boss supremo della Lega Nerd, ha rilasciato a CDCM Pro.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/leganerd4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1517" title="leganerd4" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/leganerd4.jpg" alt="leganerd4 Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista" width="613" height="239" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong><span id="more-1504"></span></strong></p>
<p><strong>1- Come e quando nasce l’idea di ”costituire” una Lega Nerd?</strong></p>
<p>La prima idea era semplicemente un live blog che parlasse degli argomenti che piacciono ai nerd, quindi molto vari, dal cinema al gioco, dall&#8217;astronomia alla zoologia, praticamente di tutto.</p>
<p>La formula del live blog è poco usata, ma vincente, crea discussioni sulla homepage come se fosse una chat, divise in argomenti/ thread come un forum, ma si mantiene l&#8217;aspetto e i vantaggi di un blog. Un mix letale che piace molto agli utenti a quanto pare.</p>
<p>Inizialmente scrivevo solo io, poi mi è venuta l&#8217;idea di invitare a scrivere altre persone, prima conoscenti della rete, poi semplici lettori che si proponevano. In poco tempo diventare Autori è diventato un onore.</p>
<p>Per ultime sono state aggiunte le feature da semi Social Network che spingono ancora di più gli utenti alla socializzazione e danno identità al sito.<br />
<strong>2- Se foste un partito politico, quali sarebbero i vostri valori? Qual è il vostro programma?</strong></p>
<p>Eheh, non abbiamo un programma e non siamo un partito politico, siamo una banda di fulminati a cui piacciono tante cose, quello che ci accomuna è proprio la curiosità e la voracità nel mangiare nuove informazioni.</p>
<p>Di partiti ce ne sono anche troppi in Italia.<br />
<strong>3- Di quanti utenti si compone la  Lega Nerd? Quali sono gli utenti più attivi?</strong></p>
<p>Lega Nerd è letta ogni giorno da 5000 persone, in continua crescita. Al blog contribuiscono più di cento autori, provenienti da tutta Italia, di ogni età e professione.</p>
<p>Nella<a href="http://leganerd.com/autori"> pagina degli autori</a> è possibile vedere chi ha scritto di più.</p>
<p>4- <strong>Avete mai fatto scouting (anche involontario) di fenomeni web prima che diventassero tali? Si possono rivelare o esiste il segreto di stato?</strong></p>
<p>Oh sicuro. Ogni giorno vengono postati quasi 50 nuovi articoli su Lega Nerd, gran parte dei quali vengono poi riportati da tantissimi altri blog, italiani e non. Essere pubblicati su Lega Nerd ti da quei 15 minuti di fama di cui tutti abbiamo bisogno.</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/leganerd3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1510" title="leganerd3" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/leganerd3.jpg" alt="leganerd3 Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista" width="640" height="270" /></a></p>
<p><strong>5- Esiste un background comune agli utenti della Lega Nerd? Ci descrivi l’utente medio?</strong></p>
<p>Lega Nerd non ha un tema, parla di tutto e di più. I suoi utenti semplicemente sono persone molto curiose, che vogliono passare dall&#8217;articolo serioso sull&#8217;ultima scoperta scientifica alla vignetta stupida su Paris Hilton ad un bel paio di poppe.</p>
<p>Ciò che è bello, è su Lega Nerd. Almeno secondo noi.</p>
<p>Ah, un&#8217;altra cosa: noi parliamo come mangiamo. Siamo volgari, aggettivo che personalmente ritengo un grande complimento. Parliamo chiaro senza inutili paroloni. Piacciamo tanto anche per questo.</p>
<p><strong>6- Come si diventa autore di Lega Nerd? Cosa posta un utente promosso ad autore?</strong></p>
<p>Per diventare autore è necessario essere promossi. Solitamente scelgo chi promuovere tra chi posta nuovi articoli sul <a href="http://leganerd.com/groups/bazinga/forum">Bazinga</a>, il nostro forum aperto a tutti quelli che ci vogliono suggerire qualcosa da pubblicare.</p>
<p>Se volete scrivere per noi la cosa migliore è scrivere qualcosa di originale, divertente o interessante sul Bazinga.</p>
<p><strong>7- Qual è, secondo voi, la tendenza web del momento?</strong></p>
<p>Oh, non sono abbastanza figo per sparare minchiate sulle tendenze del momento.. quelle sciocchezze le lascio ai finti esperti la fuori. Sicuramente Lega Nerd è un modello nuovo di blog, che sia la tendenza del momento, del passato o del futuro non mi interessa molto <img src='http://www.mediagu.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista" /> </p>
<p><strong>8- Abbiamo letto che uno dei concorrenti della seconda edizione de La Pupa e il Secchione è della Lega Nerd: commenti a proposito?</strong></p>
<p>Un paio di mesi fa la Endemol ci ha chiesto di aiutarli a trovare dei &#8220;secchioni&#8221;, come li chiamano loro, termine a dire poco imbarazzante. Abbiamo messo sul sito per un po&#8217; un form da compilare e so che gli sono arrivati vari profili..</p>
<p>Tre giorni fa ho scoperto che uno di quei profili è stato preso nella trasmissione e ieri sera ho visto il programma in cui veniva ripetuto più volte che quel &#8220;secchione&#8221; è un membro Lega Nerd&#8230; mi ha fatto molto piacere, sono un uomo del marketing d&#8217;altro canto, ogni pubblicità diretta o indiretta al sito è benvenuta.</p>
<p>Di sicuro c&#8217;é che grazie a noi quel secchione ora ha avverato il suo desiderio di partecipare a quella trasmissione, non ho commenti particolari in proposito se non che son contento per lui!</p>
<p>In ogni caso Il prossimo anno voglio fare il casting delle pupe, non so che diavolo avevo in testa quest&#8217;anno <img src='http://www.mediagu.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' title="Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista" /> </p>
<p><strong>9- Non resta altro che dire, <a href="http://leganerd.com/">ENJOY LEGA NERD!</a></strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/web/lega-nerd-alla-vigilia-della-terza-repubblica-intervista.html">Lega Nerd alla vigilia della Terza Repubblica: intervista</a></p>
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		<title>Video senza Senso, la demenza firmata Saatchi&amp;Saatchi corre sul web</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 09:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gu! Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi di Esperienze 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la settimana della cultura, che si svolge in tutta Italia dal 16 al 25 aprile e che permette di partecipare gratuitamente a innumerevoli eventi quali mostre, laboratori didattici e convegni, il team creativo di Saatchi&#38;Saatchi di Milano ha ideato Video Senza Senso, una campagna web che si chiede: se guardi gratis video dementi, perchè [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/video-senza-senso-la-demenza-firmata-saatchisaatchi-corre-sul-web.html">Video senza Senso, la demenza firmata Saatchi&#038;Saatchi corre sul web</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/index.html">la settimana della cultura</a>, che si svolge in tutta Italia dal 16 al 25 aprile e che permette di partecipare gratuitamente a innumerevoli eventi quali mostre, laboratori didattici e convegni, il team creativo di <a href="http://www.saatchi.com/">Saatchi&amp;Saatchi</a> di Milano ha ideato<strong> Video Senza Senso</strong>, una campagna web che si chiede: se guardi gratis video dementi, perchè non guardare allo stesso prezzo, un capolavoro dell&#8217;arte italiana?</p>
<p>Per chi non lo sapesse, Saatchi&amp;Saatchi si è sempre contraddistinta, nel mare magnum dell&#8217;adv made in Italy, per l&#8217;originalità (reale o solo inseguita) dei suoi lavori. Per la settimana della cultura, bisogna darle merito di avere creato una campagna web utilizzando il linguaggio e gli strumenti del web. Quest&#8217;ultima osservazione potrebbe sembrare scontata, se non ci trovassimo in un Paese che ancora considera la comunicazione web minore rispetto a televisione, stampa e radio. E i risultati, con una politica come questa, appaiono anni luce distanti dalla media europea. (e no, non siamo esterofili).</p>
<p><span id="more-1487"></span></p>
<p>Bando alle polemiche e parliamo della campagna: a partire dal 19 marzo, sono stati creati dei video di 1-2 minuti basati sul non-sense (a volte incomprensibile come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EyAN19W-5Ro">questo</a> o<a href="http://www.youtube.com/watch?v=evJ4fbu6YnA"> questo</a>) uploadati su un canale <a href="http://www.youtube.com/user/VIDE0SENZASENS0">Youtube</a> che ha avuto più di 40mila visualizzazioni in un mese. Contemporaneamente è stata creata una fan page su <a href="http://www.facebook.com/chiarazecchetto?ref=profile#!/pages/VIDEO-SENZA-SENSO-Un-Video-Senza-Senso-al-giorno/371238881738?ref=ts">Facebook</a> (con più di 3500 fans) e una splash <a href="http://www.videosenzasenso.com/">page</a> su cui poter caricare il proprio Video Senza Senso. Il 16 aprile, giorno d&#8217;inizio della settimana della cultura, è stato svelato il teaser con questo video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/video-senza-senso-la-demenza-firmata-saatchisaatchi-corre-sul-web.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nonostante qualche imprecisione di forma e qualche dubbio riguardo al dato ufficiale di centinaia di video ricevuti, non possiamo che riconoscere a Saatchi&amp;Saatchi il merito di aver avvicinato l’adv tradizionale al mondo del non convenzionale. Sperando &#8211; ci auguriamo &#8211; che sia il primo di una lunga serie.</p>
<address><strong><em>Credits</em></strong></address>
<address><em>Firmano la campagna Luca Lorenzini (copywriter) e Luca Pannese (art  director), che sono anche i registi dei soggetti tv. Ha collaborato alla  realizzazione del progetto un team creativo formato da Andrea Afeltra,  Davide Iacono, Riccardo Gianangeli. Direzione creativa di Agostino  Toscana e Alessandro Orlandi.</em></address>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/video-senza-senso-la-demenza-firmata-saatchisaatchi-corre-sul-web.html">Video senza Senso, la demenza firmata Saatchi&#038;Saatchi corre sul web</a></p>
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		<title>iPad, le prime recensioni del tablet firmato Apple</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 17:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[iPad]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iPad, l&#8217;ultima creazione della fervida mente di Steve Jobs, sarà ufficialmente in vendita da sabato 3 aprile negli Stati Uniti. Sono uscite, però, già due recensioni ad opera del Wall Street Journal e del New York Times su quello che si appresta a diventare, a seconda dei rumors, The Next Generation Laptop, un iPod Touch [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/news/ipad-le-prime-recensioni-del-tablet-firmato-apple.html">iPad, le prime recensioni del tablet firmato Apple</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;<strong>iPad</strong>, l&#8217;ultima creazione della fervida mente di Steve Jobs, sarà ufficialmente in vendita da sabato 3 aprile negli Stati Uniti. Sono uscite, però, già due recensioni ad opera del <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304252704575155982711410678.html?mod=WSJEUROPE_hpp_LEFTTopStories">Wall Street Journal</a> e del <a href="http://www.nytimes.com/2010/04/01/technology/personaltech/01pogue.html?hp">New York Times</a> su quello che si appresta a diventare, a seconda dei rumors, The Next Generation Laptop, </em><em>un iPod Touch troppo cresciuto,</em><em> il computer che non avevamo mai potuto immaginare prima, il nuovo gadget tecnologico di culto, il primo flop colossale. </em></p>
<p>A quale di queste definizioni vi sentite più vicini? Queste le prime considerazioni a caldo.</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-30.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1447" title="Steve Jobs" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-30.png" alt="Immagine 30 iPad, le prime recensioni del tablet firmato Apple" width="456" height="282" /></a></p>
<p><span id="more-1446"></span>La prima volta che Steve Jobs ha presentato &#8220;quella pazza idea&#8221; dell&#8217;iPad, risolini di scherno si sono levati. Pad, infatti, in inglese significa assorbente e l&#8217;associazione mentale su dove ficcarlo è quasi automatica per chi non vede l&#8217;ora che il colosso di Cupertino compia un passo falso. E subito il web, all&#8217;annuncio di questa rivoluzionaria notizia, si è scatenato in un grande circo multimediale di: Steve Jobs che presenta tamponi,  geek girls che conversano allegramente di iTampon, fino all&#8217;immagine simbolo che sembra decretarne la profonda natura (e l&#8217;amara verità):</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/topelement.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1448" title="topelement" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/04/topelement.jpg" alt="topelement iPad, le prime recensioni del tablet firmato Apple" width="487" height="242" /></a></p>
<p>Certo è che i minus sottolineati dagli emeriti giornalisti lasciano un po&#8217; l&#8217;amaro in bocca. Nelle recensioni dell&#8217;ultimo nato in casa Apple, si scopre che:</p>
<p>- <strong>l&#8217;iPad non ha l&#8217;hardware che ci si aspetta di avere da un normale computer (e questo già lo sapevamo).</strong> Via la tastiera per un comodo touchscreen, via la webcam, via le porte usb per una rivoluzione che s&#8217;ha ancora da fare e per la quale, come sostiene Walt Mossberg del Wall Street Journal, serviranno molti anni perchè possa sostituire gli attuali netbook; cosa che non sembra essere nella mission dell&#8217;azienda, replichiamo noi, da bravi paladini;</p>
<p><strong>- l&#8217;iPad non è l&#8217;iPhone, e nemmeno un laptop</strong>. L&#8217;iPad funziona per applicazioni, e ne sono previste uno sproposito per soddisfare le esigenze più disparate degli utenti più esigenti. E&#8217; esclusa dall&#8217;elenco, però, la maggior parte delle applicazioni per iPhone, comprese le basilari Weather and Clocks. Per quanto riguarda i software di gestione dei contenuti, l&#8217;iPad prevede un&#8217;applicazione per documenti, simili a Word, e una per le presentazioni. Più un&#8217;innumerevole quantità di applicazioni di grafica e di photo editing, ben lontani però dal surrogare l&#8217;assenza di un Adobe Creative Suite. E, cosa non trascurabile, non legge i contenuti in Flash. Ehm&#8230;</p>
<p>- <strong>l&#8217;iPad è un bellissimo e-book.</strong> Peccato che sul mercato esista già Kindle, che si può tenere su una mano sola, sottolinea sarcastico uno dei due giornalisti.</p>
<p>Fuck, come direbbero gli americani. Il Paese delle Meraviglie è a portata di touch: l&#8217;iPad sembra essere, infatti, il supporto migliore di chi la rete la vuole vivere. Navigare, social-izzare, giocare saranno da sabato 3 aprile ancora più leggeri, veloci e goduriosamente di durata maggiore (10 ore dichiarate da Apple, 11 ore e un quarto e 12 ore dichiarate rispettivamente dal Wall Street Journal e dal New York Times).</p>
<p>L&#8217;essere sempre un passo oltre, l&#8217;edonismo, la spregiudicatezza, la passione, lo stupore come vis creativa: di questo odora, da quando è apparso sul mercato il brand, di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sturm_und_Drang"> Sturm und Drang</a>. E se rimarremo delusi dal nostro amore incondizionato, noi sostenitori di Apple negheremo sempre e comunque.</p>
<p>Anche in caso di &#8220;<em>sòla&#8221;.</em></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/news/ipad-le-prime-recensioni-del-tablet-firmato-apple.html">iPad, le prime recensioni del tablet firmato Apple</a></p>
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