Cos’è GU?

è il blog di Creativi Digitali che parla in modo semplice ed intuitivo di comunicazione e marketing, offrendo anche case histories a sostegno di ciò di cui si parla e andando a studiare ed analizzare anche le fonti internazionali autorevoli.

Posts Tagged ‘marketing non convenzionale’

Carrelli in Fuga a Roma per il Nuovo Carrefour

Written by Elena. Posted in Analisi di Esperienze 2.0

Un gruppo di carrelli apparentemente in fuga spontanea serviva in realtà a pubblicizzare il nuovo negozio Carrefour


Carrelli in Fuga 300x232 Carrelli in Fuga a Roma per il Nuovo Carrefour

Nelle scorse settimane, a Roma sono stati liberati dei carrelli

Nelle scorse settimane, nella città di Roma, sono stati avvistati vari carrelli della spesa, apparentemente dotati d volontà propria, in fuga verso una destinazione ignota.

I passanti sono stati ovviamente incuriositi dalla cosa, producendo foto e video a documentare lo strano fenomeno.

Allo stesso tempo, è stato realizzato il sito Carrelli in Fuga, per raccogliere testimonianze e commenti degli utenti.
Ad aumentare la visibilità del fenomeno, false notizie diffuse tramite video che documentavano gli avvistamenti.

Solo la scorsa settimana è stato rivelato il senso di tutto questo, ovvero una campagna di Carrefour per la pubblicizzazione del nuovo negozio, che si è rivelato la destinazione finale dei carrelli.

La descrizione della campagna in questo video:

0 Carrelli in Fuga a Roma per il Nuovo Carrefour

Come si può vedere, il costo totale della campagna è stato molto contenuto, richiedendo solo l’acquisto di due pagine pubblicitarie su quotidiani, mentre il ritorno in termini di acquisti da parte dei consumatori è stato molto positivo.

[Be Pink Sheeps]

English Please:

Runaway shopping carts for the new Carrefour in Rome

People in Rome could see, in the past weeks, runaway shopping carts.
Only in the last few days their destination was revealed, and it was the new Carrefour shop in the city.

A cost-effective ad campaign to let people know the new market.


Crashvertise: Pubblicità durante Incidenti Stradali

Written by Elena. Posted in Marketing

Gli incidenti stradali attraggono sempre tante persone, questa è l’idea che sta dietro Crashvertise.

 

crashvertise01 Crashvertise: Pubblicità durante Incidenti Stradali

Crashvertise porta la vostra pubblicità sul luogo di incidenti stradali



Gli incidenti stradali che capitano ogni giorno sono tanti, e sono sempre in grado di attrarre visitatori.
Dai semplici curiosi a quelli che vogliono essere i primi a documentare l’incidente scattando foto e facendo video da condividere in rete.

Sembrerebbe un’ottima occasione per ottenere visibilità, ma essere sempre sul luogo di incidenti è praticamente impossibile.

E’ quello che hanno pensato gli ideatori di Crashvertise, un’agenzia che si occupa di far avere il vostro messaggio pubblicitario all’intero pubblico degli incidenti stradali.
Tramite triangoli con il vostro marchio, e ragazze che visitano il luogo dell’incidente portando il vostro logo.

0 Crashvertise: Pubblicità durante Incidenti Stradali

L’idea è senza dubbio innovativa, ed in effetti dal punto di vista della visibilità che si può ottenere da pubblicità di questo genere la cosa potrebbe anche funzionare.
L’unico dubbio che abbiamo è come potrebbero reagire le persone coinvolte nell’incidente, vedendo il proprio danno quasi “sciacallato” da cartelloni pubblicitari.

[Bloguerrilla]

English Please:

Crashvertise takes your ad to accidents sites

Car accidents attract people, and people at car accidents can take pictures or videos of the accident, that they’ll upload on the Internet.
Advertising during car accidents can give you additional exposure, and this is the idea behind Crashvertise.

Tipp-Ex ed il “Pacco Dono”. Come Continua una Campagna Virale

Written by Elena. Posted in Analisi di Esperienze 2.0, Marketing

Come “conclusione” della campagna virale di Tipp-Ex, c’è stato anche l’invio di “pacchi dono”, ovviamente tematici!

Tipp Ex 150x150 Tipp Ex ed il Pacco Dono. Come Continua una Campagna Virale

Tipp-Ex continua la campagna virale grazie a We Are Social

Della campagna virale di Tipp-Ex vi avevo già parlato qualche tempo fa (vedi), ma non ho avuto modo di dirvi che la cosa è poi continuata.

Leggiamo infatti sul blog di Merlinox che We Are Social (azienda di Web Marketing di Milano) ha deciso di spedire a Riccardo un simpatico “pacco dono”.
Il regalo era ovviamente a tema con la campagna, anche se la scoperta è stata fatta solo dopo l’apertura del pacchetto.

Nessun prodotto da testare nel pacchetto, solo materiale che richiamava alla memoria i video del cacciatore che vi abbiamo già presentato, e che hanno spinto il blogger a dedicare un secondo articolo alla campagna.

Questa esperienza di Tipp-Ex e We Are Social mostra come non sia necessario bombardare i blogger di comunicati stampa e prodotti in prova, ma come una semplice sorpresa (ovviamente tematica con la campagna) possa generare un passaparola forse più efficace.
In questo caso infatti il prodotto non è stato spinto con troppa insistenza, limitandosi, nel materiale inviato, a rimandare alla campagna video (il bossolo di fucile, il volantino che segnala la presenza dell’orso, la corteccia dell’albero e la pigna…).

A prima vista, inviare materiale poco collegato con il proprio prodotto, può sembrare uno “spreco” di risorse, ma se guardiamo il risultato, in termini di visibilità e di reputazione, sia Tipp-Ex che We Are Social (gli autori materiali della campagna) hanno guadagnato non poco, distinguendosi dagli altri proprio per la non invasività della campagna.

Le slides create da Riccardo in seguito alla ricezione dell’omaggio potrebbero diventare quasi delle linee guida per campagne non convenzionali, e spiegano l’effetto che può avere su un blogger una campagna di questo tipo:

NDVmMGEzYTgzNDExZTMzMjdlZDMmb2Y9MA== Tipp Ex ed il Pacco Dono. Come Continua una Campagna Virale

Insomma, quello di Tipp-Ex e We Are Social è proprio un esempio da cui imparare!

Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte

Written by Gu! Staff. Posted in Marketing

Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo ora. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e quindi poco strategica, del marketing non convenzionale.

Iniziamo l’analisi delle slide con il commento ai primi tre punti emersi:

Il marketing in streaming: la strategia di comunicazione diventa flusso continuo

L’obsoleto banner si è trasformato in web 2.0, un termine abusato e oramai vecchio che indica nientedimeno che l’attuale scenario: i Social Network hanno cambiato il modo di usufruire il web. L’utente è il protagonista della rete.

Un brand vincente è quello che scende nell’arena mediatica e cattura l’attenzione dei clienti e dei potenziali tali offrendo contenuti interessanti e coinvolgenti, partecipando attivamente alle discussioni. Un rapporto alla pari che non deve dimenticare una regola fondamentale: rispondere sempre. La curiosità di un cliente va soddisfatta. Sempre, ripetiamo.

Acquista punti e reputazione un brand capace di mettersi in gioco offrendo un vero e proprio servizio clienti sui vari Social: non si tratta solo di educazione o, come volete chiamarla, netiquette… un cliente soddisfatto è un cliente che apprezzerà il vostro brand, ne parlerà bene e lo consiglierà ai propri amici creando quello che si dice WOM, word of mouth: il caro buon vecchio passaparola!

La Googlizzazione dei media: ovvero Content is the King

Perdonatemi l’italianizzazione del già ostico, Googleization, ma il concetto è chiaro: le persone SONO al centro e il centro dei nuovi media. Come se non bastasse ciò, il nuovo  restyling di Google, con l’avvento di Caffeine, ha minato seriamente il lavoro degli esperti di SEO: non bastano più le parole chiave (anche se ricordiamo che una taggatura corretta e killer è sempre molto importante per la rilevanza di un contenuto) e i trucchi del mestiere a portare un brand in prima pagina su un motore di ricerca, ma sono i contenuti a farla da padrone.

In parole povere, conta la qualità di quello che si scrive: una risposta più pertinente e soddisfacente alla ricerca effettuata dal fruitore.

I numeri sono importanti

La qualità DEVE andare a braccetto con i numeri. Non fidatevi di chi vi propone mille campagne o mille tricks e non vi presenta una reportistica accurata: se la pagina fan di Facebook della vostra attività dopo mesi ha una manciata di fans significa che la vostra agenzia non sta lavorando bene. Se gli argomenti di cui parlate, in un sito, in un blog o in un vostro profilo Social, non riescono ad attrarre l’interesse degli altri utenti (quello che in linguaggio tecnico, si dice engagement) dovete raddrizzare il tiro. Se il vostro brand sul web è il Deserto dei Tartari, preoccupatevi. E non fidatevi di chi vi dice che l’editorialità non è importante: dei buoni contenuti associati a un’attività di scouting (sì, dovete essere i primi), associati a professionalità ed esperienza e a qualche trucco del mestiere, portano numeri.
A settimana prossima, per il commento degli altri 3 trends!

pc Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte

Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs

Written by Gu! Staff. Posted in Marketing

Si chiamano “Freedom from Porn” e, come si definiscono loro, sono dei ragazzi amanti del porno.

Steve Jobs, padre patron di Apple e autore della memorabile frase “Freedom from Porn” (a questo link trovate la diatriba) è l’oggetto della contestazione.

Appiccicare adesivi contenenti messaggi espliciti di “gallinelle in calore”, “casalinghe calde” e “nerd vogliose” e creare profili Social fake di un arrapato Steve Jobns all’interno della pubblicità che Apple ha fatto per le strade di San Francisco in occasione del WWDC (Apple Worldwide Developers Conference) di questi giorni è la loro azione.

E, consci della chiusura del sistema Apple, ci si chiede se quella che è partita inizialmente come Rivoluzione non si stia trasformando in una dittatura. Illuminata, ma pur sempre tale.

Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti

Written by Gu! Staff. Posted in Marketing

In Italia la riflessione sulla morte è sempre stata un tabù. Vuoi per scaramanzia, vuoi soprattutto per l’imperante cultura cattolica parlare tranquillamente e laicamente di morte non si fa. Se lo si fa, si viene tacciati di essere corvacci, menagrami, porta sfiga o, nella peggior delle ipotesi, emo, bambini di Satana o Isabella Santacroce.

Sul web, invece viviamo costantemente la morte virtuale. Ogni giorno cancelliamo profili, veniamo sbranati da zombies, clicchiamo su “ignora” o “delete” determinando la “morte” altrui. Nonostante questo viavai di identità, non riusciamo a parlare di morte. Sui mass media “tradizionali” le cose non vanno meglio. Usiamo metafore, allusioni, giochi di parole, poesie e tutti gli stratagemmi possibili per non dire le cose come stanno: che, prima o poi, tutti muoriamo.

Ci ha provato la cybercultura a dare un senso a quello che in realtà un senso ha: fatti fummo di carbonio (e quindi destinati alla disgregazione molecolare), e non di silicio. Purtroppo.

Ci ha provato il numero 24 di Colors, il Death Issue, quando ancora era diretto da un Oliviero Toscani in ottima forma a scandagliare tutti gli ambiti, dall’antropologico all’irriverente, della morte. Ma niente.

Ci ha provato pure Castelvecchi, cavalcando l’ondata nel 1998, pubblicando il trattato “Necrocultura – Estetica e Culture della Morte nell’immaginario di massa”. Ma vai a capire che c’è scritto

Negli anni 2000 ci ha pensato la HBO a creare una serie tv, Six Feet Under, sulle vicende di una famiglia di impresari funebri. Una serie che fatto vedere quello che prima si poteva solo immaginare: dalle buffe morti accidentali ai processi di imbalsamazione del corpo. Una serie che è riuscita a mostrare, grazie a una eccellente sceneggiatura, un mondo sconosciuto ai più con un’eleganza e un senso della normalità mai visti prima in TV.

Ed è, grazie anche alla visione di Six Feet Under, che mi sono sempre chiesta come mai in Italia non si sia mai pensato a fare qualcosa di diverso dallo standard nell’ambito della “comunicazione funeraria”. Con rispetto, tatto, eleganza, valori da cui non si deve prescindere. Io, nel dubbio, da morta voglio farmi caramellare.

In realtà in Italia,non è che nulla sia stato fatto: la creatività di alcune imprese funebri si è materializzata in gadget dal gusto discutibile, quali questi o questi.

La Torboli-Zandonatti, un’impresa funebre di Mori, nel Trentino, si è mossa in maniera differente: ha utilizzato il web in maniera originale, ma in linea con l’azienda, riscuotendo così non solo l’attenzione dei media e dei blogger, ma anche dell’anziano alle pime armi con il PC.

Antonio Zandonatti spiega a CDCM Pro in cosa consiste la novità introdotta nella comunicazione dell’impresa funebre, sostenendo il proprio servizio con questa (illuminante) premessa: “La volonta di progredire in un azienda di onoranze funebri può sembrare una cosa superflua o addirittura controproducente dal punto di vista dell’immagine aziendale. Lo spazio per l’innovazione sembra non esistere ma non è così, per questo motivo alla Torboli – Zandonatti snc di Mori quando abbiamo deciso di innovare, si è pensato di puntare all’introduzione di un “servizio aggiuntivo” che conservasse le caratteristiche di semplicità e discrezione necessarie.” Leggi l’intervista ad Antonio Zandonatti dopo il salto.

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