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	<title>Gu! La comunicazione in jeans. &#187; google</title>
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		<title>Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano
Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo ora. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_4720978" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano" href="http://www.slideshare.net/EdelmanDigital/six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano">Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano</a></strong><object id="__sse4720978" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="643" height="543" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" /><param name="name" value="__sse4720978" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4720978" type="application/x-shockwave-flash" width="643" height="543" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" name="__sse4720978" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo <strong>ora</strong>. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e quindi poco strategica, del marketing non convenzionale.</p>
<p>Iniziamo l’analisi delle slide con il commento ai primi tre punti emersi:</p>
<p><strong>Il marketing in streaming: la strategia di comunicazione diventa flusso continuo</strong></p>
<p>L’obsoleto banner si è trasformato in web 2.0, un termine abusato e oramai vecchio che indica nientedimeno che l’attuale scenario: i Social Network hanno cambiato il modo di usufruire il web.<strong> L’utente è il protagonista della rete.</strong></p>
<p>Un brand vincente è quello che scende nell’arena mediatica e cattura l’attenzione dei clienti e dei potenziali tali offrendo contenuti interessanti e coinvolgenti, partecipando attivamente alle discussioni. Un rapporto alla pari che non deve dimenticare una regola fondamentale: rispondere sempre. La curiosità di un cliente va soddisfatta. <strong>Sempre</strong>, ripetiamo.</p>
<p>Acquista punti e reputazione un brand capace di mettersi in gioco offrendo un vero e proprio servizio clienti sui vari Social: non si tratta solo di educazione o, come volete chiamarla, netiquette… un cliente soddisfatto è un cliente che apprezzerà il vostro brand, ne parlerà bene e lo consiglierà ai propri amici creando quello che si dice WOM, word of mouth: il caro buon vecchio passaparola!</p>
<p><strong>La Googlizzazione</strong><strong> dei media: ovvero Content is the King</strong></p>
<p>Perdonatemi l’italianizzazione del già ostico, Googleization, ma il concetto è chiaro: le persone SONO al centro e il centro dei nuovi media. Come se non bastasse ciò, il nuovo  restyling di Google, con l’avvento di Caffeine, ha minato seriamente il lavoro degli esperti di SEO: non bastano più le parole chiave (anche se ricordiamo che una taggatura corretta e killer è sempre molto importante per la rilevanza di un contenuto) e i trucchi del mestiere a portare un brand in prima pagina su un motore di ricerca, ma sono i contenuti a farla da padrone.</p>
<p>In parole povere, conta la qualità di quello che si scrive: una risposta più pertinente e soddisfacente alla ricerca effettuata dal fruitore.</p>
<p><strong>I numeri sono importanti</strong></p>
<p>La qualità <strong>DEVE</strong> andare a braccetto con i numeri. Non fidatevi di chi vi propone mille campagne o mille tricks e non vi presenta una reportistica accurata: se la pagina fan di Facebook della vostra attività dopo mesi ha una manciata di fans significa che la vostra agenzia non sta lavorando bene. Se gli argomenti di cui parlate, in un sito, in un blog o in un vostro profilo Social, non riescono ad attrarre l’interesse degli altri utenti (quello che in linguaggio tecnico, si dice engagement) dovete raddrizzare il tiro. Se il vostro brand sul web è il Deserto dei Tartari, preoccupatevi. E non fidatevi di chi vi dice che l’editorialità non è importante: dei buoni contenuti associati a un’attività di scouting (sì, dovete essere i primi), associati a professionalità ed esperienza e a qualche trucco del mestiere, portano numeri.<br />
<strong>A settimana prossima, per il commento degli altri 3 trends!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1628" title="pc" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg" alt="pc Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte" width="632" height="299" /></a><br />
</strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
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		<title>La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fabio Ghioni è uno dei massimi esperti, a livello mondiale, di sicurezza informatica. In una parola: l&#8217;hacker più famoso d&#8217;Italia, finito in carcere in isolamento per un poco chiaro affaire Telecom e oggi assoldato da Dell come eccellenza nell&#8217;ambito della security. Suo è &#8220;Hacker Republic&#8221;, appena pubblicato da Sperling &#38; Kupfer, in cui viene sostenuto [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html">La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fabio Ghioni</strong> è uno dei massimi esperti, a livello mondiale, di sicurezza informatica. In una parola: l&#8217;hacker più famoso d&#8217;Italia, finito in carcere in isolamento per un poco chiaro <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Dio-patria-e-spioni/1503447/16/0">affaire Telecom</a> e oggi assoldato da Dell come <a href="http://www.fabioghioni.net/2010/05/dell-ripensa-la-sicurezza-e-in-italia-sceglie-fabio-ghioni/">eccellenza nell&#8217;ambito della security</a>. Suo è &#8220;Hacker Republic&#8221;, appena pubblicato da Sperling &amp; Kupfer, in cui viene sostenuto quello che tutti noi abbiamo paura ad ammettere a noi stessi: l&#8217;inesistenza della privacy. Dopo il salto  l&#8217;intervista a Fabio Ghioni realizzata da CDCM Pro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-21.png"><img class="size-full wp-image-1574 aligncenter" title="Immagine 21" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-21.png" alt="Immagine 21 La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni" width="517" height="269" /></a></p>
<p><span id="more-1573"></span></p>
<div><strong>1)Non è un paradosso la questione privacy sulla rete? Un esempio quotidiano: quando noi flagghiamo un &#8220;Accetto le condizioni&#8221; spesso non leggiamo che in realtà è come se stessimo vendendo l&#8217;anima e i diritti sulle nostre pubblicazioni (siano immagini, video, testi) non esistono. </strong></div>
<p>In effetti, la privacy è un concetto superato. Dovremmo sapere che tutto ciò che facciamo con un dispositivo connesso a una rete, sia un cellulare o un computer, lascia una traccia che può essere ricondotta a noi. In realtà, anche quando usiamo la tessera del supermercato o quella dei trasporti pubblici le nostre azioni vengono registrate e finiscono in un database. Non è molto difficile tracciare un profilo di una persona, le sue generalità, le sue relazioni, i suoi movimenti e i suoi gusti. E in molti casi non è necessario essere un hacker, perché queste informazioni sono reperibili da fonti open source, dai nostri profili pubblici nei social network, dalle migliaia di tracce che lasciamo inconsapevolmente in rete. I disclaimer che si accettano senza nemmeno averli letti sono solo un esempio di quanta poca consapevolezza ci sia a riguardo. Ma c&#8217;è di più. In molti casi, non rinunciamo alla nostra privacy solo per negligenza o per pigrizia. Sempre più spesso siamo noi stessi a chiedere di essere controllati, perché questo ci fa sentire più al sicuro. Pensa ai body scanner negli aeroporti, o alla videosorveglianza onnipresente. A Chicago, come in molte altre città del mondo, decine di migliaia di videocamere riprendono ogni angolo di strada ventiquattro ore su ventiquattro. E sono gli stessi abitanti a chiedere di installarle nel proprio quartiere.</p>
<p><strong>2)Sono convinta che le strategie di comunicazione sulla privacy siano comunicazioni volte a farci sentire più sicuri, più che a esserlo veramente. Sei d’accordo con questo? Quali informazioni dovremmo evitare di dare su di noi?</strong></p>
<p>Sì, tutte le informative sulla privacy ci dicono in realtà che la privacy non esiste, che stiamo affidando le nostre vite a qualcuno che si impegna a non utilizzarle oltre certi limiti. Tuttavia, il mercato delle informazioni sensibili è oggi il più fiorente. Inoltre, se anche un&#8217;azienda come Google si impegna a garantire la nostra privacy (cosa che nella realtà dei fatti non fa), purtroppo Google è fatta di persone e chi garantisce sui singoli individui che ci lavorano? Pensa a quell&#8217;ex-dipendente della HSBC, che prima di andarsene ha fatto un copia-incolla dal database della banca, per poi offrire ai governi stranieri le informazioni sui loro cittadini che evadevano il fisco. Per quanto riguarda le informazioni che non dovremmo dare in rete, oltre a quelle che già diamo senza accorgerne ogni volta che ci connettiamo, direi di darne il meno possibile. Ricordate che i social network sono una piazza pubblica a cui chiunque – ripeto: chiunque – può avere accesso.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1575" class="wp-caption aligncenter" style="width: 549px"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-22.png"><img class="size-full wp-image-1575 " title="Immagine 22" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-22.png" alt="Immagine 22 La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni" width="539" height="372" /></a><p class="wp-caption-text">Fabio Ghioni ritratto da http://www.flickr.com/photos/lastknight/</p></div>
<p><strong>3)Esiste un modo per navigare in maniera consapevole? O è nell’essere consapevole di essere costantemente spiati “da un grande occhio” la nostra forza come users attivi?</strong></p>
<p>Diciamo che la consapevolezza di essere sotto gli occhi di chiunque è fondamentale. Da qui, tutto il resto viene da sé: se io so di essere in una piazza pubblica, mi sentirò ancora a mio agio nel raccontare i miei segreti su Facebook?</p>
<p><strong>4)Come si comporta un motore di ricerca quando navighiamo? Come vengono archiviati i nostri dati? Come Google ha costruito la sua fortuna diventando il motore leader?</strong></p>
<p>L&#8217;esempio di Google è emblematico, perché è una vera e propria fonte di intelligence open source. Ogni volta che facciamo una ricerca, il nostro computer invia delle informazioni a Google, localizzandoci. Se poi abbiamo effettuato il login al nostro account, allora associati al luogo da cui siamo connessi ci sono tutte le informazioni del nostro profilo. E siccome con l&#8217;account di Google si accedono a tanti altri servizi, come Gmail e YouTube, la quantità di informazioni che Google ha su di noi diventa notevole. Se a ciò aggiungi il fatto che con Street View possono riprenderci anche sulla porta di casa&#8230; be&#8217;, mettendo insieme tutti questi dati, possiamo dire che Google può sapere praticamente tutto di noi. La sua fortuna, oltre che all&#8217;efficienza del motore di ricerca, è appunto la quantità di applicazioni che offre, utilissime ma anche molto, molto intrusive per la nostra privacy, e alla comodità di doverti registrare a un solo account per accedere a tutte.</p>
<p><strong>5)La consapevolezza porta a un grande problema: la lucidità di vivere in una realtà costituita da quelli che erano i peggiori incubi cyberpunk (controllo, schedatura, libertà minata). Esiste una via d’uscita a tutto questo?</strong></p>
<p>Scusa se ti rispondo con un&#8217;altra domanda, ma perché la lucidità dovrebbe essere un problema? Se io so che c&#8217;è un animale feroce nascosto dietro al cespuglio, ho una chance per non essere mangiato. <strong>La consapevolezza non è un problema, è la soluzione.</strong></p>
<p><a href="http://www.fabioghioni.net/"><strong>Fabio Ghioni website</strong></a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html">La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</a></p>
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		<title>I &#8220;Piazzisti&#8221; del web: webmarketer che puzzano di truffa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gu! Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come probabilmente capita ad ognuno di voi, all&#8217;apertura mattutina del software di posta elettronica, ci ritroviamo di fronte alla solita sfilata di e-mail spam (spazzatura), non richieste e nemmeno tanto gradite. Così inizia la fase di cernita &#8220;tu sì, tu no, tu no, tu no, tu no, tu no&#8230;&#8221; etc.
Stamane però, mentre ancora sorseggiavamo il [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/vario/i-piazzisti-del-web-webmarketer-che-puzzano-di-truffa.html">I &#8220;Piazzisti&#8221; del web: webmarketer che puzzano di truffa</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1363" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/02/ragnatela.jpg"><img class="size-medium wp-image-1363    " title="Cadere nella rete" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/02/ragnatela-300x225.jpg" alt="Web marketing" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">A volte è facile cadere nella rete.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Come probabilmente capita ad ognuno di voi, all&#8217;apertura mattutina del <a title="Thunderbird posta elettronica" href="http://www.mozillaitalia.org/thunderbird/" target="_blank">software di posta elettronica</a>, ci ritroviamo di fronte alla solita sfilata di e-mail <a title="cos'è lo spam" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spam" target="_blank">spam</a> (spazzatura), non richieste e nemmeno tanto gradite. Così inizia la fase di cernita &#8220;t<em>u sì, tu no, tu no, tu no, tu no, tu no&#8230;<span style="font-style: normal;">&#8221; etc.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Stamane però, mentre ancora sorseggiavamo il caffè per riprenderci da sonno e freddo, ci siamo voluti soffermare su <strong>una mail a caso che ha destato la nostra attenzione: il mittente era &#8220;da google webmarketing&#8221;</strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Riporto (omettendo riferimenti mail e nomi, che inventeremo) il testo della mail:</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1358"></span>Oggetto: offerta di posizionamento del tuo sito sempre in prima pagina di google a solo 5,99</p>
<p style="text-align: justify;">Corpo della mail:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;salve vi invio la offerta di posizionamento del giorno:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Posizionamento in prima pagina di google in una lingua con costo contenuto a non più di 5,99 al giorno per qualsiasi settore ,località e query (speciale settore turistico). (inizio da 2,90 /giorno)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oggi la immagine della vostra attività si crea online, il 97% delle ricerche si realizzano su google, contattaci per ricevere senza impegno un progetto di web marketing adatto al vostro settore e aumentare le vostre vendite al massimo. Inizia ad apparire sempre in prima pagina di google.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>saluti da ditta xxx</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>rispondi a: abc@yyy.com (appoggiato su provider spagnolo)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>tel: xxx/xxxxxxxx </em>(un cellulare)<em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>www.kkkk.net&#8221; (azienda italiana)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ho volutamente inserito variabili diverse (xxx, yyy, abc, kkkk) perchè ogni mail, sito web, nome dell&#8217;azienda erano diversi tra loro, come pure il mittente della mail (che appariva come &#8220;da google webmarketing&#8221; ma l&#8217;indirizzo mail era &#8220;ciccio@pesca_al_merluzzo.com&#8221; o giù di lì).</p>
<p style="text-align: justify;">Normalmente non apriamo nemmeno queste e-mail e, se per caso dovessimo mai aprirle, il click subito successivo sarebbe &#8220;elimina&#8221;&#8230; stavolta è andata diversamente e ci siamo presi la briga di rispondere. Di seguito vi riporto la nostra risposta e poi vi spiegherò il perchè.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Risposta di CDCM Pro:</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">&#8221; Prima cosa: chi vi ha autorizzato ad inviarci una email? cancellate immediatamente il nostro contatto dai vostri archivi o sarete denunciati al garante della privacy.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"> Seconda cosa: siete molto poco seri. L&#8217;indirizzo di partenza della mail è: &#8220;da google webmarketing (ciccio@pesca_al_merluzzo.com)&#8221;&#8230; lo sa google che utilizzate il suo nome come mittenti? l&#8217;indirizzo a cui dite di rispondere è abc@yyy.com, pensate di dare un&#8217;immagine di serietà aziendale???</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"> Terza cosa: sul vostro portale(?!?) scrivete: &#8220;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"> -Realizziamo siti, portali , software personalizzati e posizionamento sui motori di ricerca</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"> -i siti da noi realizzati saranno posizionati in prima pagina sul motore di ricerca google</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"> &#8211; soddisfatti o rimborsati per 365 giorni&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">a parte il fatto che il vostro sito a piè pagina è segnalato come fatto da altri (azienda zzz) mentre dite di realizzare portali e siti, è di dubbia veridicità il fatto che possiate garantire la prima pagina su google in qualsiasi settore, località e query (come riporta la vs. mail).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Noi realizziamo veramente siti internet competitivi, abbiamo dei partners che si occupano SERIAMENTE di seo, e non ci sogneremmo mai di abbindolare la gente con queste frasi da &#8220;piazzisti&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Comunque, se mai aveste bisogno di consulenza professionale, chiamate qualcun altro!&#8221;</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Perchè abbiamo voluto rispondere:</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Molti dei lettori di questo blog sono del settore e sanno benissimo la quantità di spazzatura professionale che circonda l&#8217;ambiente del web, con truffatori sempre più agguerriti che spillano, ad ignare aziende e professionisti, parecchi soldi per dei <em>servizi al limite dell&#8217;osceno</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi cerca di operare onestamente, in un mercato sicuramente competitivo, purtoppo si scontra spesso con la diffidenza di ex-clienti di questi &#8220;piazzisti&#8221;, incattiviti dal fatto di esser stati derubati e spesso convinti che &#8220;<em>internet non serva a niente</em>&#8220;, che <em>non porti risultati</em>, che <em>sia tutto un grande bluff</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Normalmente ognuno va per la propria strada, non curante delle azioni degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ci siamo chiesti, stamane, è <strong>se realmente è giusto</strong>, da parte nostra e di chi si sforza quotidianamente di fare bene il proprio lavoro, <strong>lasciare sempre correre su certe azioni</strong> &#8220;truffaldine&#8221; a scapito dell&#8217;immagine dell&#8217;intero comparto, non ostacolando la possibile perdita di potenziali clienti che malauguratamente sono stati prosciugati da personaggi simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi cosa ne pensate? Siete per il motto &#8220;<em>chi si fa gli affari suoi campa 100 anni</em>&#8221; o credete sia giusto segnalare ai propri clienti e potenziali eventuali situazioni anomale?</p>
<p style="text-align: justify;">Daniele Giudici</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/vario/i-piazzisti-del-web-webmarketer-che-puzzano-di-truffa.html">I &#8220;Piazzisti&#8221; del web: webmarketer che puzzano di truffa</a></p>
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		<title>Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/marketing-creativo-google-e-i-mobili-salvaspazio.html</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[maps]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[Nha Xinh]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, in questo post vi mostro due strategie di marketing davvero creative, messe in atto per promuovere dei servizi in modo non convenzionale.
La prima riguarda il colosso Google. Attirare l&#8217;attenzione delle persone verso i servizi di una compagnia web non è impresa facile. Per farlo, Google ha scelto le strade di New York, [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/marketing-creativo-google-e-i-mobili-salvaspazio.html">Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, in questo post vi mostro due strategie di marketing davvero creative, messe in atto per promuovere dei servizi in modo non convenzionale.<span id="more-1150"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1154" style="margin-right:10px; margin-bottom:10px;" title="googlemapsNY1-797743" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2009/09/googlemapsNY1-797743.jpg" alt="googlemapsNY1 797743 Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio" width="111" height="150" /><img class="alignleft size-full wp-image-1155" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="googlemapsNY2-797798" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2009/09/googlemapsNY2-797798.jpg" alt="googlemapsNY2 797798 Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio" width="151" height="150" />La prima riguarda il colosso Google. Attirare l&#8217;attenzione delle persone verso i servizi di una compagnia web non è impresa facile. Per farlo, Google ha scelto le strade di New York, lanciando una campagna di promozione per GoogleMaps.</p>
<p>Con i famosi segnaposto con mirino, vengono indicati i luoghi preferiti (favorite places) dei newyorkesi. Come sapete GoogleMaps consente la visualizzazione di mappe geografiche e la ricerca di luoghi di interesse e non è un servizio facile da promuovere. Dare l&#8217;impressione di essere all&#8217;interno delle famose mappe dei favorite places, è sicuramente un&#8217;ottima strategia.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1152 alignright" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="sedia" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2009/09/sedia.jpg" alt="sedia Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio" width="262" height="186" />La seconda campagna non convenzionale arriva dal Vietnam. L&#8217;agenzia creativa Gray ha avuto per il brand di mobili Nha Xinh un&#8217;idea semplice ma con un grande impatto visivo. Puntando sulla caratteristica di questi mobili di adattarsi ovunque e di creare spazio dove non c&#8217;è, ha posizionato all&#8217;interno di alcune riviste delle inserzioni tridimensionali come questa nella foto.</p>
<p>Anche questa è un&#8217;ottima dimostrazione di come spesso le idee più semplici sono quelle più efficaci, se animate da creatività e spirito non convenzionale. Potete vedere altre foto della campagna di <a href="http://communicagroup.libero.it/multimedia/main.php?g2_itemId=20295" target="_blank">Nha Xinh  qui</a></p>
<p>A presto!</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Valeria Scarano<br />
Gu! Staff</p>
<p style="text-align: right;">
<h4>English, please!!!</h4>
<p>Hi everybody, in this article I&#8217;m showing you two different creative and non-conventional marketing strategies.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="googlemapsNY1-797743" src="../wp-content/uploads/2009/09/googlemapsNY1-797743.jpg" alt="googlemapsNY1 797743 Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio" width="111" height="150" /><img class="alignleft" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="googlemapsNY2-797798" src="../wp-content/uploads/2009/09/googlemapsNY2-797798.jpg" alt="googlemapsNY2 797798 Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio" width="151" height="150" />The first one is about the big web company Google. Drawing people attention is not an easy job for web companies, but Google hit the mark setting a marketing campaign through the streets of NY, in order to promote GoogleMaps, the web mapping service. Road signs show newyorkers&#8217; favorite places, using the symbols of GoogleMaps. You can get the feeling you&#8217;re right in the map!</p>
<p><img class="alignright" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="sedia" src="../wp-content/uploads/2009/09/sedia.jpg" alt="sedia Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio" width="275" height="197" />The second campaign has been made in Vietnam by a creative agency named Gray. This agency had a simple but incisive idea to advertise the furniture brand Nha Xinh. These furniture can be adapted in every kind of home, they can be a solution to space problems in small rooms. Emphasizing the distinctive features of the furniture, the agency put inside a magazine three-D advertisement, like the one in this picture.</p>
<p>This campaign shows you how often simple ideas can be incisive, always when they&#8217;re full of creativity and non-conventional mood. You can see other pictures of this campaign <a href="http://communicagroup.libero.it/multimedia/main.php?g2_itemId=20295" target="_blank">here.</a></p>
<p>See Ya!</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Valeria Scarano<br />
Gu! Staff</p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/marketing-creativo-google-e-i-mobili-salvaspazio.html">Marketing creativo: Google e i mobili salvaspazio</a></p>
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		<title>Pagare i Blogger per far parlare di se, è corretto?</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/pagare-i-blogger-per-far-parlare-di-se-e-corretto.html</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 15:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Press</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area discussioni]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marusca: Diario in CDCM Pro]]></category>
		<category><![CDATA[Blogger]]></category>
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		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle più grandi agenzie di consulenza, Forrester, dichiara che pagare i blogger per parlare di un brand, di un prodotto o di un servizio, sia un&#8217;attività proficua.
Quindi, in parole semplici, se io grande azienda, per esempio, ingaggiassi un tot di blogger (popolari o meno) al fine di scrivere delle recensioni positive rispetto ad un [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/pagare-i-blogger-per-far-parlare-di-se-e-corretto.html">Pagare i Blogger per far parlare di se, è corretto?</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle più grandi agenzie di consulenza, <a title="forrester" href="http://www.forrester.com/rb/research" target="_blank">Forrester</a>, dichiara che pagare i blogger per parlare di un brand, di un prodotto o di un servizio, sia un&#8217;attività proficua.</p>
<p>Quindi, in parole semplici, se io grande azienda, per esempio, ingaggiassi un tot di blogger (popolari o meno) al fine di scrivere delle recensioni positive rispetto ad un mio prodotto, aiuterei sicuramente la mia attività dal punto di vista della visibilità.</p>
<p>Più visibilità = Miglior vendibilità sul mercato.</p>
<p>Abbiamo scoperto l&#8217;acqua calda!</p>
<p>Da quanto si evince dall&#8217;<a title="analisi" href="http://www.womarketing.netsons.org/viral-marketing/buzz-marketing/636/forrester-dichiara-che-e-una-buona-idea-di-pagare-i-blogger/" target="_blank">analisi</a> della vicenda &#8220;<a title="mart" href="http://www.chrisbrogan.com/advertising-and-trust/" target="_blank">the case of KMart and Chris Brogan</a>&#8220;, l&#8217;attività del <strong>pay for post</strong>, sarebbe in grado di apportare una serie di benefici sia a livello di pubbliche relazione, sia a livello di pubblicità e, ovviamente, sia a livello di conversazioni sponsorizzate.</p>
<p>Fin qui tutto ok.<span id="more-577"></span></p>
<p>I brand si fanno pubblicità nel modo più economico possibile e, dato l&#8217;attuale panorama del web, nella maniera più incisiva.</p>
<p>Sappiamo tutti quanto un commento positivo, apparentemente senza secondi fini, sia interessante e stimolante per la rete (<a title="google" href="http://www.slideshare.net/girlgeekdinnersitalia/seo-tips-for-bloghers?type=powerpoint" target="_blank">tu sei quello che google dice di te</a>&#8230;) e quindi per gli utenti che, prima di acquistare un bene o affidarsi ad un servizio, consultano le opinioni altrui.</p>
<p>A questo punto però, vorrei soffermarmi sul primo concetto: commento positivo <strong>senza secondi fini</strong>.</p>
<p>E&#8217; vero che, da che mondo è mondo, se remunerati siamo in grado di dare il meglio di noi ma, per quanto riguarda l&#8217;eticità delle cose, quanto è corretto un processo di advertising di questo tipo?</p>
<p>Un conto è fare pubblicità, cercare di far brillare un certo prodotto seguendo le logiche della comunicazione finalizzata ma, altra storia, è voler sponsorizzare qualcosa attraverso un canale che, fino a questo momento, sembra essere il più trasparente.</p>
<p>Non sto dicendo che è sbagliato fare PR sui blog, cercare di attirare l&#8217;attenzione su di se andando a commentare post e rimandando link verso il proprio sito o altre strategie di buzz marketing alle quali assistiamo quotidianamente.</p>
<p>Senza ciò, cadrebbe tutto il potenziale del web 2.0 (condivisione, reti, collegamenti, passaparola etc. etc.) e, simpaticamente, dovrei cambiare lavoro!</p>
<p>Ciò a cui mi riferisco è un ingrediente un po&#8217; più delicato, legato a dei valori di trasparenza e rispetto nei confronti degli utenti.</p>
<p>Sulla rete il meccanismo del passaparola e del virale, è qualcosa che cammina da solo, che ha vita propria, che è incontrollabile (o meglio, poco controllabile) e che è quasi privo di regole.</p>
<p>Possiamo pensare di fargli prendere una determinata via attraverso una serie di pianificazioni ma, nella maggior parte dei casi, il corso degli eventi sarà costruito da qualcosa di più grande di noi, da un flusso privo di barriere spazio temporali.</p>
<p>Il fatto di dover spingere un blogger a scrivere in cambio di soldi o attraverso un cambio merce (tu parla di me e io, per un periodo, ti faccio provare il mio prodotto), se da una parte può anche fungere da stimolo per chi ama condividere contenuti in rete, dall&#8217;altra può essere un&#8217;arma a doppio taglio.</p>
<p>Un blogger, in quanto tale, scrive per il piacere di farlo e mette in gioco qualcosa di molto importante e, ahimè, fragile: la <strong>REPUTAZIONE</strong>.</p>
<p>Vale la pena sbilanciarsi tanto e magari mandare all&#8217;aria il lavoro di anni (ricerche, studi, approfondimenti, aggiornamenti etc.) per delle &#8220;marchette&#8221; (passatemi il termine)?</p>
<p>E&#8217; eticamente corretto scendere a compromessi sapendo che si sta &#8220;pubblicizzando&#8221; qualcosa in cui non si crede?</p>
<p>Come si fa poi a riconquistare la fiducia di lettori che ti hanno sempre seguito proprio per la tua trasparenza, per la tua voglia di comunicare senza secondi fini?</p>
<p>Ci si può ritenere comunque blogger o  si rischia di diventare recensori commerciali?</p>
<p>Prima di pagare i blogger per far parlare bene di te, non conviene proporre loro di esaminare il tuo prodotto/servizio e chiedere cosa ne pensano?</p>
<p>Gli utenti premiano anche l&#8217;umiltà e laddove si sentiranno parte attiva di un processo di miglioramento, non potranno che rivedere anche ciò che consideravano negativamente.</p>
<p>Mi sento di porvi questi interrogativi perché sono pensieri che mi stanno fluttuando nella mente e perché vorrei capire, invece, come la pensa chi, come me da qualche tempo, è attivamente entrato nel mondo dei blog, del web marketing e della comunicazione non convenzionale.</p>
<p>Sono considerazioni personali e magari solleveranno opinioni differenti ma, come si dice, sbagliando s&#8217;impara e io&#8230;sono qui per sbagliare!</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Marusca Cesare</strong></em><br />
Press &amp; Marketing<br />
<a title="cdcm pro" href="http://www.cdcmpro.com" target="_blank">CDCM pro</a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/pagare-i-blogger-per-far-parlare-di-se-e-corretto.html">Pagare i Blogger per far parlare di se, è corretto?</a></p>
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