Il doodle dell’Italia futura creato dai bambini delle scuole italiane
I doodle di Google celebrano un momento, un anniversario, una scoperta importante: quello online oggi è stato creato dai bambini di una scuola primaria italiana.
I doodle di Google celebrano un momento, un anniversario, una scoperta importante: quello online oggi è stato creato dai bambini di una scuola primaria italiana.
Che cos’è Google +? E soprattutto, quali sono le opinioni dei fortunatissimi che sono riusciti a usarlo? Ecco le opinioni degli utenti sul servizio che è stato considerato l’anti-Facebook per eccellenza.
Google più arriva sul mercato proprio quando Facebook, fortissimo e implacabile con i suoi 700 milioni di utenti, si posiziona stabilmente al comando dei social networks. E a nulla valgono le critiche, non una parola sugli utenti che decidono di abbandonare la nave, perché il social di Mark Zuckerberg è stato, fino ad oggi, l’unico a ottenere consensi quasi su tutto, discorso sulla privacy a parte.
Negli scorsi giorni però, con un teaser che ha messo l’acquolina in bocca ai web addicted, Google ha annunciato l’avvento del tanto acclamato Google +, che, in buona sostanza, altro non è che un calderone di tutti i servizi di Google, ma con un tocco social. Il fatto poi che in questa primissima fase non tutti possano provarlo (si va ad inviti e attualmente, anche con quello, è impossibile accedere) lascia ancor di più accesa la lampadina della curiosità. L’attesa è quindi grandissima, per quella che si pone come una rivoluzione in fatto di social media. Più privacy, liste di amici ben definite, possibilità di creare videochat multiple, e ancora, condivisione dei feed..
Intanto, quei pochi che sono riusciti a provarlo si dividono: c’è chi lo definisce una copia bella e buona di Facebook, chi riporta alla mente gli esperimenti mal riusciti di Wave e Buzz, altri che, vista la grande fiducia in Google, non se la sentono di dare un giudizio affrettato. Da Twitter in molti non se la sentono di bocciarlo del tutto. @Stefano_Dindo dice: “E’ una copia di FB ma quella dei circles (liste di amici, ndr) è una buona idea. Vediamo come risponderanno gli utenti!“. Dal canto suo @Damiano_Zito è più positivo: “G+ mi piace molto, specie per il minimalismo grafico, la semplicità di utilizzo e l’ordine che riesce a dare alle cose“. C’è invece chi ancora rimane fedelissimo a Facebook, come @davidelico: “Non l’ho ancora studiato bene..bella grafica, poche idee nuove. Diciamo che non ho motivo x spostarmi da fb, x ora!“. @lavyrtuosa punta a ottimizzare molte operazioni lavorative, perché, come dice, “è veloce e permette di condividere informazioni solo con determinate cerchie“. Tra i commenti positivi, @insopportabile è un’entusiasta: “Credo sia il primo vero concorrente di FB. La gestione della privacy è più semplice e l’integrazione con gmail comoda”.
Più lapidario il giudizio di @deadmark: “Durerà da Natale a Santo Stefano come tutte i social di Google“.
Chi la spunterà?
Non è solo un grande motore di ricerca, ma anche un pozzo di informazioni preziose e di creatività. Google e i suoi doodle, animazioni e grafiche ideate da un team specializzato per celebrare determinate ricorrenze non fanno altro che rimarcare il potere delle immagini, che continua ad affascinare il popolo del web, e non solo.
Sui giornali, ma anche sul web, e ancora in tv, il potere delle immagini è quello che più di ogni altra cosa ha impatto sull’opinione pubblica. Una frase può essere pronunciata in molti modi diversi per far sì che venga recepita in un certo modo, ma l’efficacia di un’immagine, una foto, una grafica ben fatta supera di gran lunga il linguaggio verbale.
Dalle parti di Google questo devono averlo capito molto tempo fa: precisamente nel 1998, quando un team di grafici e creativi ideò il primo doodle della storia, Burning man. Da allora, per ogni ricorrenza, ovviamente contestualizzata al paese d’arrivo (un calendario fitto di eventi e celebrazioni), Google propone ai suoi utenti un logo rivisitato, il più delle volte animato e fruibile direttamente con un click del mouse. Dimostrazione lampante che un’immagine può comunicare più di un articolo o di un titolo strillato, basti pensare a quando, nei giorni tristi del mondo, quelli che ricordano ricorrenze tragiche e mortali, Google perde i suoi colori e si trasforma in un logo grigio, in tono con il sentimento generale.
Trasformare un logo, già di per sè garanzia di riconoscimento, in un gioco (Pacman vi dice qualcosa?), in una chitarra (la Gibson dello scorso 9 Giugno cosa vi ricorda?), in un reminder di un evento astronomico (l’eclissi di luna del 15 Giugno), non fa altro che rafforzare la convinzione che, dalle parti di Google il potere dell’immagine sia stato non solo percepito, ma anche potenziato ai massimi livelli. Per la gioia degli utenti di tutto il mondo che ogni giorno si godono i doodle più creativi che siano mai stati inventati.
E’ sempre molto importante per i siti internet avere un buon posizionamento sui motori di ricerca, Google in particolare.
Per questa ragione si cerca di esplorare sempre nuove “tattiche” al fine di migliorare il proprio posizionamento, ma solitamente ci si limita al sito web, senza “sconfinare” troppo.
Ebbene, secondo quanto si nota dall’ultimo report annuale di SEOmoz, e riportato da All Facebook, sembra che ci sia una correlazione tra le condivisioni di una pagina ed il suo posizionamento su Google.
Purtroppo, non è possibile verificare questa “scoperta”, l’unica cosa che si può fare è guardare i dati, che sembrano indicare proprio che il posizionamento è influenzato dal numero di condivisioni della pagina.
Questo dato ha però anche un’altra valenza.
Se infatti il posizionamento può venire influenzato dal numero di condivisioni, diventa necessario, per ottenere un migliore posizionamento, fare in modo che il contenuto venga condiviso su Facebook?
Come fare?
Ovviamente, aggiungere il bottone per il like al nostro sito è molto importante, ma ancora più importante diventa creare contenuti che vengano effettivamente condivisi, che siano quindi sufficientemente interessanti da portare il maggior numero possibile di utenti a condividere quei contenuti.
Voi avere riscontrato dati analoghi per il vostro sito?
Con questo “sospetto”, cosa pensate di fare per migliorare il numero di condivisioni dei vostri contenuti?
Website owners are always interested in new ways to improve the google ranking of their web pages.
SEOmoz, in their recently published annual report, points out that the more a page is shared on Facebook, the best ranking the page has on Google.
It’s not something official, it’s just what they could see analyzing their statistics.
PostRank è un servizio che, nella sua versione gratuita, permette ai blogger di conoscere quali sono i post che hanno riscosso più successo sui Social Network, classificandoli tramite un voto (rank) e permettendo l’installazione di un semplice widget sul blog stesso.
Nella sua versione Analytics, invece, PostRank permette di conoscere con maggiore dettaglio quali siano non sono gli articoli del proprio blog più discussi online, ma anche dove.
Ebbene, recentemente Postrank è stato acquisito da Google, in modo da permettere (in futuro) una maggiore integrazione all’interno delle statistiche relative al proprio sito dei dati provenienti da Social Network, in modo da comprendere meglio cosa riscuota successo online.
Il servizio resta tutt’ora in beta, ma è possibile accedere alla beta compilando il modulo di richiesta online.
PostRank is a powerful tool for data analytics about Social Media activities around your web site, and recently it has been acquired by Google.
This acquisition will allow, in the future, better integration of Social Network analytics inside Google’s Analytics platform.
Il “Web Sociale” ha portato le persone a desiderare sempre più di condividere con i propri contatti i contenuti ritenuti interessanti.
Attualmente, i metodi di condivisione più diffusi sono Twitter e Facebook, i cui pulsanti per “Tweet” e “Like” sono sempre più diffusi all’interno dei siti web, praticamente immancabili all’interno di blog.
Adesso farà la comparsa un terzo pulsante, che crediamo diventerà altrettanto diffuso degli altri due, ovvero il “+1“, ideato da Google.
Secondo Tagliaerbe, l’utilizzo di questo pulsante potrebbe anche influenzare i risultati delle ricerche, premiando i contenuti più condivisi tramite il bottone, ed ovviamente sarà possibile visualizzarne le performance anche da Google Analytics e dai Google Webmaster Tools.
Si tratta di un nuovo modo per condividere i propri articoli preferiti, che potrà premiarli anche nei risultati delle ricerche, anche se ovviamente Google è piuttosto reticente su come questa cosa possa realizzarsi.
People are becoming every day more confident with sharing buttons on blogs and web sites, like the “Tweet” and “Like” buttons that everyone uses to share their favorite contents on Twitter and Facebook.
Google recently released its own sharing button, “+1″, which seems to be also able to give shared pages some kind of boost on the search engine.

Google Shopping migliora l'esperienza dello shopping online
Sono in aumento gli italiani che comprano online, secondo le ultime ricerche, ed anche i portali che forniscono ai consumatori informazioni in merito a prodotti disponibili su cataloghi online stanno crescendo.
Anche Google ha deciso di lanciarsi sul mercato, con il suo Google Shopping.
Non un sito di E-Commerce, ma una specie di “aggregatore” in cui gli esercenti potranno garantirsi una maggiore visibilità gratuitamente, permettendo ai consumatori di ricercare i loro prodotti direttamente attraverso il più utilizzato motore di ricerca al mondo.
Accedendo a Google Shopping infatti l’utente può ricercare un prodotto, e vedere le differenti offerte in merito da parte di vari esercenti, potendo comparare i prezzi ed identificare i differenti venditori in grado di soddisfare la sua richiesta.
Si tratta di un grande vantaggio per i consumatori, che potranno valutare meglio dove effettuare i propri acquisti, ma anche i commercianti potranno beneficiarne, grazie al fatto che la presenza nel catalogo virtuale di Google è assolutamente gratuita e garantirà una maggiore visibilità ai siti E-Commerce.
Online Shopping is growing everywhere in the world, and Google opened his own Online Shopping site: Google Shopping.
Both users and merchants can benefit from it, since users are able to see different offers before choosing where to buy what they’re searching for, and merchants are able to get more exposure thanks to Google.
Le campagna di Greenpeace, organizzazione non governativa ambientalista, sono sempre state esemplari e mastodontiche. Oggi si appoggiano al web per rilanciare iniziative green dedicate al nostro Pianeta: non è un caso che, per fare una richiesta “verde“a un altro gigante della rete, Facebook, abbia lanciato un mini-contest invitando gli utenti della pagina Unfriend Coal a commentare a più non posso in un arco di 24 ore. Superando ogni record.
Per chiedere a Facebook di usare solo energia rinnovabile, senza sfruttare quella nucleare o il carbone, Greepeace ha usato proprio il social network per informare gli utenti e lanciare la campagna dedicata. Secondo le stime, infatti, il settore delle tecnologie informatiche è quello che, più di tutti, sfrutta l’energia, con numeri che fanno girare la testa. A correre ai ripari ci hanno già pensato Google e Yahoo, ma Facebook manca all’appello. Dalla pagina Unfriend Coal, allora, il grido di GreenPeace: racconta perché Fb dovrebbe sfruttare le energie rinnovabili e noi porteremo il tuo commento direttamente a Palo Alto!
Il post ha racimolato in sole 24 ore 81.916 commenti e 12 mila Like. Domani Greenpeace sarà proprio davanti alla sede di Facebook e proietterà i messaggi su un maxischermo per far sì che gli alti dirigenti possano leggerli, interiorizzarli ed eventualmente (si spera) cambiare rotta. Un maxi dirigibile inoltre solcherà i cieli proprio della California per rimarcare ulteriormente il messaggio. Ce la faranno gli ambientalisti a convincere il gigante?
Internet è un immenso archivio, ed i motori di ricerca mantengono indicizzate tutte le pagine che si trovano online al mondo.
Questo significa che le nostre tracce online saranno sempre ritrovabili, potenzialmente anche a distanza di anni.
Ed il passato non è sempre piacevole da ricordare, e soprattutto da mostrare.
Un esempio pratico ed anche relativamente facile da comprendere da chiunque sono le fotografie di Facebook (o anche di altri siti di condivisione fotografica), dove potrebbero saltare fuori fotografie di feste a cui abbiamo partecipato, magari facendoci ritrarre in situazioni non proprio professionali.
Oppure una nostra vecchia home page, il nostro primo sito internet, sopravvissuto su un disperso sito di hosting gratuito di cui abbiamo perso i dati di accesso.
Grazie a Google è possibile rintracciare tutte le informazioni in rete che ci riguardano, che siano recenti, che siano prodotte da noi (quindi tenendo presente la nostra reputazione) o che appartengano al passato e siano magari state caricate su Internet da altre persone.
Vi è mai capitato di ritrovare tracce appartenenti al vostro passato su Internet che preferireste dimenticare e soprattutto non rendere accessibili a probabili clienti o datori di lavoro?
Se sì, come vi siete comportati?
Internet doesn’t forget, your past can always come back online, thanks to friends posting pictures and old home pages still being online.
Did it happen to you?
And what did you do about it?