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	<title>Gu! La comunicazione in jeans. &#187; consapevolezza</title>
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		<title>Creativity Day&#8230; un “dei” interessante ed assai caliente.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 23:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Usai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impressioni a caldo di una neo imprenditrice.
Ed eccoci arrivati all’Ata Hotel di Milano – Garibaldi: tanti creativi intorno a noi che saltano all’occhio per la loro espressa originalità, in un ambiente così formale che ci fa sentire come un branco di pulci su un levriero di razza. Dico ci, perché è una metafora che condivido [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/vario/creativity-day-un-%e2%80%9cdei%e2%80%9d-interessante-ed-assai-caliente.html">Creativity Day&#8230; un “dei” interessante ed assai caliente.</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Impressioni a caldo di una neo imprenditrice.<img class="alignright size-full wp-image-537" style="margin: 5px 10px;" title="cday09" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2009/02/cday09.gif" alt="il logo del creativity day 2009" width="250" height="250" /></em></p>
<p style="text-align: justify;">Ed eccoci arrivati all’<a title="Ata Hotel Milano" href="http://www.atahotels.it/struttura.asp?id=executive&amp;ln=ita" target="_blank">Ata Hotel</a> di Milano – Garibaldi: tanti creativi intorno a noi che saltano all’occhio per la loro espressa originalità, in un ambiente così formale che ci fa sentire come <em>un branco di pulci su un levriero di razza</em>. Dico ci, perché è una metafora che condivido con il mio socio, presente anch’egli, sempre interessati al mondo della creatività ed attenti alle innovazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardandomi intorno penso che i creativi di nuova generazione rispecchiano quello che può definirsi quale realtà <a title="non convenzionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_non_convenzionale" target="_blank">non-convenzionale</a>, e non si offenda <a title="il clan" href="http://www.ninjamarketing.it/il-clan/" target="_blank">Mirko Pallera</a> se non esprimo la sua personale (o comune?) filosofia.<br />
Noi siamo <em>non-convenzionali.</em> Semplici, interessati ai cambiamenti, attenti ai nuovi prodotti ed a come vengono presentati. Fiduciosi delle parole di chi riesce a passarci nuova energia per produrre qualcosa di singolare da proporre ai nostri clienti e potenziali.<br />
Siamo positivi. Siamo davvero desiderosi di aggiungere un mattoncino alle nostre conoscenze o confermare il nostro noto.<span id="more-532"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Efficacia</strong>.<br />
Da creativa, e grafica, il mio interesse è stato soprattutto verso i seminari che presentavano gli aggiornamenti per quanto concerne i software di lavoro. Avrei voluto poter presenziare anche al seminario sul video editing ma non potevo perdermi la presenza di <a title="ninjamarketing.it" href="http://www.ninjamarketing.it/" target="_blank">ninjamarketing</a>, percepire con le mie orecchie le parole di chi spesso leggo per passione, divertimento e lavoro.<br />
I seminari di presentazione degli aggiornamenti sono studiati appositamente per creare una sorta di <em>golosità </em>e, non lo nego, Adobe ha sempre il suo fascino, i suoi Guru sono sempre preparati e brillanti e tengono alto il nome di un’azienda che propone strumenti davvero di grande livello. Mirko Pallera, di ninjamarketing,  è stato unconventional e smagliante: un uomo che si propone con una grande semplicità ma che ha un background impressionante, una preparazione profonda e tanti anni di lavoro ed attenzione ed infatti ha tutta la mia più grande stima.<br />
I nuovi creativi, le nuove agenzie sono pronte a seguire le indicazioni di chi, come Mirko, può darci solo valore aggiunto e nuove idee. Non il rifiuto per il tradizionale ma un lavoro attento sulle nuove esigenze. L’apprezzamento a chi merita e lo spregio dichiarato per chi, invece, disprezza il potenziale delle nuove filosofie di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Condivisione</strong>.<br />
Anche in questo caso non è una parola buttata lì per dare enfasi ai concetti ma il desiderio di rendere consapevoli gli utenti, in questo caso addetti ai lavori, che possono diffondere un nuovo credo. Una condivisione fatta di realtà espresse con chiarezza, con parole semplici e godibili da tutta la platea. Un invito, a volte un po’ esasperato, a seguire nuovi canali  d’espressione per uscire dal vortice delle banalità nei quali ci ritroviamo incastrati da oltre vent’anni.<br />
Ciò che emerge è il desiderio di diventare partecipi da parte dei consumatori. Di essere parte delle filosofie aziendali, di sentirsi protagonisti di un prodotto o una filosofia. Poter creare, senza nessuna finalità specifica, un gruppo che possa esprimere la propria voce per il puro piacere di condividere.<br />
Questa è la rete. Questo è il nuovo stile comunicativo senza barriere e imposizioni, dove sembrerebbe essere possibile esprimersi liberamente riuscendo ad aggirare eventuali strumenti di controllo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Azione</strong>.<br />
Le parole di coloro che consideriamo maestri, movimentano gli animi di chi partecipa a questi seminari. Sia per l’aspetto pratico sia per quello teorico sensibilizzare la platea ha un suo ritorno che significa soprattutto business.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Consapevolezza</strong>.<br />
Tutti noi sappiamo benissimo a cosa andiamo incontro e siamo disposti a tollerare questa informazione mirata perché, di fondo, siamo noi i primi a credere in queste filosofie, in questi prodotti. La coesione indiretta del pubblico rende più forti i relatori che sanno di instillare più che dubbi reali certezze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La forma</strong>.<br />
All’interno della giornata mi sono mossa agilmente, ho trovato i miei spazi e ho gratificato alcune mie curiosità affermando, comunque, il mio ego tronfio della conoscenza data da anni di duro lavoro. Ma, come in tutte le situazioni, non ci si può aspettare la perfezione. L’organizzazione ha peccato in alcuni frangenti che, a mio avviso, potevano avere la loro rilevanza. Il caldo esasperante delle sale e l’aria intrisa di umanità, spesso non ha agevolato le cellule celebrali, a volte ottenebrate per mancanza d’ossigeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale <em>premessa</em>, al seguito del contenuto di questa mia analisi del Creativity Day, ci tengo a sottolineare l’onestà e la chiarezza con la quale si è svolto il Call 4 Creatives. Siamo certi, ed uso il plurale perché anche il mio socio in questo caso condivide, della genuinità e della validità dei risultati della votazione, che ci ha visti posizionati al quinto posto, su sei finalisti, ma che ci da grandi soddisfazioni tenuto conto della nostra posizione su circa ottanta progetti presentati e sul giudizio della giuria, formata da creativi, marketers e responsabili della comunicazione di Toshiba, che ci ha visti in terza posizione. Una nota di merito a Matteo Vancheri che con il suo progetto, cartaceo, costruito pazientemente in 2D con pezzettini di legno ha vinto, a mio avviso, senza ombra di dubbio (<em>n.d.r. il mio socio, sul web, aveva votato per lui ed in sala abbiamo sprecato le mani negli applausi in suo favore).</em></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa che mi ha fatto particolarmente <em>sorridere </em>è stata la defiance da parte degli organizzatori al momento della premiazione del contest di Toshiba.<br />
Tempi lunghi, troppo lunghi. Una mattatrice, Dora, molto simpatica ma che sembrava abituata a questo tipo di disagi. Mancanza di sinergia e di attenzione ai particolari quali, per esempio, delle schede inesistenti da consegnare alla giuria in sala, con i nomi dei finalisti e lo spazio per esprimere il proprio voto. Un computer poco performante, non preparato alla situazione, con difficoltà di connessione, di collegamento, di apertura dei progetti e, persino, del video preparato dallo staff a raccolta di tutti i progetti non giunti in finale. Una “valletta” improvvisata che imbrattava, senza consapevolezza, una lavagna a fogli mobili dove venivano riportati i risultati. Il conteggio dei risultati fatto a mano! Nell’era della tecnologia e dei fogli di calcolo…</p>
<p style="text-align: justify;">Sono consapevole dei disagi che possono occorrere nel predisporre postazioni tecniche, esigenze di collegamenti, di audio da testare, soundcheck fatti all’ultimo minuto per sovrapposizione di relatori ma, quando si tratta di mettersi in evidenza, in quanto programmatori della giornata stessa, è importante rendersi impeccabili senza creare nella platea noia e, soprattutto, un’ilarità quasi nervosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo “<em>bug</em>” ha fatto apparire una società di spessore quale Inside, legata particolarmente all’eccellenza della formazione e della tecnologia, come un gruppo di giovani inesperti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Critiche troppo dure?</strong><br />
No, non credo. Sono certa che un’azienda con questo tipo di valenza saprà far proprie le mie recriminazioni rendendole, in futuro (magari con una <em>patch</em>), dei piccoli fiori all’occhiello che renderanno ancor più brillanti momenti di incontro come questi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni</strong>.<br />
Tirando le somme di questa giornata sentiamo di essere parte di un’evoluzione del percorso della comunicazione, forse ad un punto di svolta della stessa, e vorrei concludere citando uno spot che di non-convenzionale ha ben poco, ma che esprime un concetto condivisibile da tutti noi.<br />
Si tratta della chiusura di uno degli ultimi spot <a title="spot barilla 2009" href="http://www.youtube.com/watch?v=odqDTWac5sI" target="_blank">Barilla</a> (diffuso su canali tradizionali), che sa ben sensibilizzare gli animi di chi guarda: <strong>“Per ora è un sogno… ma se c’è la passione, perché non sognare?”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cristina Usai</em></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/vario/creativity-day-un-%e2%80%9cdei%e2%80%9d-interessante-ed-assai-caliente.html">Creativity Day&#8230; un “dei” interessante ed assai caliente.</a></p>
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		<title>Considerazioni su un nuovo modello di Business</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 11:21:43 +0000</pubDate>
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Il mondo della comunicazione è alle prese con una nuova forma di business e porta con se, ovviamente, tutto quello che è legato al marketing, all&#8217;advertising e altre innumerevoli sfaccettature.
Partendo dalla rivoluzione a carattere sociale segnata dall&#8217;avvento di internet e, in seguito, dall&#8217;evoluzione nell&#8217;uso dello stesso, mi piacerebbe affrontare, in termini di discussione aperta, [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/considerazioni-su-un-nuovo-modello-di-business.html">Considerazioni su un nuovo modello di Business</a></p>
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<p>Il mondo della comunicazione è alle prese con una nuova forma di business e porta con se, ovviamente, tutto quello che è legato al marketing, all&#8217;advertising e altre innumerevoli sfaccettature.<span id="more-160"></span></p>
<p>Partendo dalla rivoluzione a carattere sociale segnata dall&#8217;avvento di internet e, in seguito, dall&#8217;evoluzione nell&#8217;uso dello stesso, mi piacerebbe affrontare, in termini di discussione aperta, un argomento che forse ancora poche imprese intendono considerare.</p>
<p>Le trasformazioni e le evoluzioni rispetto un determinato settore spesso vengono esaminate approssimativamente tralasciando quelle che dovrebbero, invece, rappresentare le prerogative di un azienda.</p>
<p>Se a cavallo tra gli anni &#8216;70 e &#8216;80  abbiamo assistito al passaggio dal consumismo al <span style="text-decoration: underline;"><a title="consumerismo-wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consumerismo" target="_blank">consumerismo</a>, </span>epoca in cui i consumatori divenivano più coscienti di ciò che acquistavano, attualmente possiamo registrare un passaggio ulteriore che vede un utente molto critico sui prodotti, desideroso di poter testare la qualità e, soprattutto, attento a ciò che gli altri consumatori esprimono su un determinato articolo. Le persone si riconoscono in una categoria comune  collocandosi all&#8217;interno di un complesso a sé ed insieme rappresentano e portano avanti battaglie quotidiane contro tutto quello che ritengono ingiusto, scadente o degno di note negative. L&#8217;utente non vuole essere convinto a tutti i costi ma desidera interagire con le varie imprese, chiede attenzione e pretende rispetto.</p>
<p>Tutto questo, se fino a qualche anno fa dilagava tramite semplice passaparola o attraverso discussioni all&#8217;interno di programmi televisivi come, ad esempio, &#8220;Mi manda Raitre&#8221;,  adesso, con la nuova frontiera del web 2.0, si sta diffondendo nella rete tramite i social network, i blog, i siti specializzati e tutte le innumerevoli alternative presenti on line.</p>
<p>Quali sono le conseguenze di tanto fermento possiamo testarle quotidianamente collegandoci e dando uno sguardo ai vari forum nascenti oppure analizzando l&#8217;evoluzione delle varie strategie di comunicazione sulla rete che, attualmente, registrano un incremento decisamente positivo.</p>
<p>Secondo quanto dice <a title="iab" href="http://www.iab.it" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">l&#8217;Interactive Adversing Bureau</span></a>, i ricavi derivanti dalle forme promozionali on line avrebbero toccato, nei primi mesi del 2008, 11,5 miliardi di dollari, con un aumento del 15,2% in più rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno passato. Molto bene direi, considerando l&#8217;attuale stato dell&#8217;economia mondiale e l&#8217;imminente recessione dei principali mercati occidentali.</p>
<p>A questo punto sarebbe lecito chiedersi perché allora il nostro paese stagna nello scetticismo quando si parla di rete, di social network, di <a title="web 2.0" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank">web 2.0</a> e, conseguentemente, di tutto ciò che concerne l&#8217;interazione diretta, attiva, immediata e trasparente che oggi giorno, richiedono i fruitori.</p>
<p>La settimana scorsa, dopo aver assistito al convegno <a title="4comm" href="http://www.pegasoft.biz/4comm/2007/index_01.cfm" target="_blank">&#8220;<strong><em>4Comm</em></strong><em>, Comunicare bene fa crescere l&#8217;impresa</em>&#8220;</a>, ho potuto registrare una serie di dati interessanti da una parte e sconfortanti, dall&#8217;altra.</p>
<p>Partiamo dal lato positivo ovvero dall&#8217;oggettivo riscontro che qualcosa si sta muovendo da parte degli imprenditori.</p>
<p>Il convegno contava all&#8217;incirca 1100 iscritti ed anche se non tutti i presenti erano titolari di aziende, sicuramente ho potuto assistere ad un generale fermento rispetto alle proposte presentate da <em>4Comm</em>; si è parlato di web 2.0, di comunicazione etica, di relazioni innovative fra imprenditoria e cultura e molto altro.</p>
<p>Ciò che mi pare corretto segnalare, rendendo merito agli organizzatori e ricercatori del <a title="cna bologna" href="http://www.bo.cna.it" target="_blank"><strong>CNA di Bologna</strong></a>, è proprio questa voglia di condividere la consapevolezza delle innumerevoli opportunità fornite dalla rete e, di conseguenza, un nuovo modo di fare business slegato dalle tradizionali strategie di marketing.</p>
<p>Il lato negativo di tutto questo, anche se negativo è un termine forse un po&#8217; troppo forte, è stato riscontrare che c&#8217;è ancora molta strada da fare e ancora molta diffidenza da combattere.</p>
<p>Comunicare bene deve apparire come la prerogativa di un&#8217;azienda che vuol farsi conoscere e non come un elemento secondario o addirittura di poco conto; il 45% delle aziende investe meno di mille euro in comunicazione e per il 73% di esse, chi se ne occupa è il titolare il quale, spesso, non è fornito degli strumenti pratici e teorici per poter affrontare un percorso così delicato.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi (81%), il budget relativo a questo frangente viene stabilito di volta in volta a seconda dei casi e questo rappresenta un elemento molto rischioso per un&#8217;azienda che mira alla visibilità allargata.</p>
<p>Investire nella pubblicità e nel marketing rivela sì dei punti di forza determinanti ma, come in tutte le cose, vi è anche il rovescio della medaglia che in questo caso, porta con se una serie pericolosa di risultai negativi.</p>
<p>Nella rete la reputazione è tutto e l&#8217;immagine che l&#8217;azienda da di sé non può derivare da una strategia comunicativa dell&#8217;ultimo minuto, fatta con un impegno relativo e da persone che s&#8217;improvvisano strategycs manager. L&#8217;identità di un&#8217;impresa, una volta resa fruibile e giudicabile da un numero elevato di persone, rappresenta l&#8217;ingrediente più complesso da curare che, se coltivato con i mezzi adeguati, può costituire quel valore aggiunto in grado di differenziare la società all&#8217;interno del mercato.</p>
<p>In Italia il 97% del business viene portato avanti da piccole imprese, le quali spesso non si possono permettere di investire grandi budget nella tradizionale comunicazione. Investire in pubblicità nelle più conosciute industrie mediatiche come Tv, radio o carta stampata, significa affrontare spese decisamente cospicue che, nella maggior parte dei casi, presentano qualche zero di troppo per le casse delle aziende modeste.</p>
<p>E&#8217; questo il punto focale della discussione appena proposta, ovvero aprire le porte ad una realtà comunicativa che può assicurare prestazioni di alta qualità a prezzi decisamente inferiori e accessibili a tutti. Investire sulla rete non solo garantisce una visibilità a carattere mondiale ma permette di dar forma anche a fantasie e richieste fuori dagli schemi convenzionali, il tutto con costi democratici.</p>
<p>La Professionalità ovviamente, come in tutti i settori, dev&#8217;essere obbligatoria e affidarsi a persone qualificate e consapevoli deve rappresentare lo scalino d&#8217;inizio per potersi rapportare ad un mondo veramente multiforme.</p>
<p>La parola d&#8217;ordine, quindi, è CONSAPEVOLEZZA.</p>
<p>Una consapevolezza a tutto tondo che permetterà di affacciarsi con uno spirito migliore alle rivoluzioni in atto e che non potrà far altro che sfruttare tutto il buono che la rete promuove.</p>
<p><em>A cura di</em></p>
<p><em><strong>Marusca Cesare</strong></em></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/considerazioni-su-un-nuovo-modello-di-business.html">Considerazioni su un nuovo modello di Business</a></p>
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