Cos’è GU?

è il blog di Creativi Digitali che parla in modo semplice di comunicazione non convenzionale e di nuove forme di marketing, offrendo case histories e andando a studiare ed analizzare anche le fonti internazionali più autorevoli.

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Lo scopo non è vendere ma, comunicare…

Written by Press. Posted in Marketing

Se siete lettori assidui del nostro blog, o comunque appassionati del nuovo web, non sarà una novità sentir parlare di User Generated Content (d’ora in poi UGC).

E’ giusto però, per chi invece ha poca dimestichezza con la terminologia “tecnica”, chiarire di cosa si tratta.

consumismo

Icona del consumismo

Gli UGC sono i contenuti generati dagli utenti quindi, tutti quei pareri, opinioni, argomenti e discussioni prodotti dalle persone (principalmente navigatori on line).

Il termine Persone, nel contesto attuale della comunicazione e delle imprese, assume un significato determinante proprio perché, a differenza di circa trent’anni fa, non si può più parlare di consumatori o di risorse umane.

Il cliente assume un’importanza fondamentale nella logica imprenditoriale non solo a livello di acquirente ma, soprattutto, a livello di relazione continuativa.

Ciò a cui punta l’azienda (o dovrebbe puntare…) non è prettamente la vendita di un prodotto o servizio ma, innanzitutto, l’obiettivo fidelizzazione.

Tutto questo è il risultato di una serie di cambiamenti di carattere socio-economico i quali, dopo il boom degli anni ’60/’70, hanno delineato un differente modo di relazionarsi al brand.

Quelli che venivano etichettati come meri consumatori o polli da spennare si tramutano, nel giro di dieci anni, in clienti attenti ed esigenti ed il mercato, saturo a livello commerciale, comincia a dare i primi segni di cedimento.

Oltre la comunicazione abituale: un piccolo sottobosco di utenti dimenticati

Written by Cristina Usai. Posted in Vario

Perplexed Senior Couple with a Laptop ComputerMolti anni fa, per svariate motivazioni, mi avvicinai al mondo dell’insegnamento. Insegnare, per me, ha sempre significato trasmettere le mie conoscenze con il gusto ed il piacere di vedere l’allievo progredire e migliorare la propria preparazione rendendolo autonomo e offrendogli anche la mia serenità, che qualcuno ha pensato di rapportare allo stoicismo. Oggi direi “condivisione”.

Inizialmente ho creduto di limitarmi a quello che, in realtà, era il mio punto di forza: la grafica;  ma, con l’andare del tempo ho conosciuto svariate persone che si sono approcciate a me in maniera differente.

Un mulino che ascolta…

Written by Press. Posted in Marketing

Che bella sorpresa!

Questa mattina sono andata a visitare la nuova piattaforma  Mulino bianco, non priva di scetticismo sinceramente, dato l’articolo di recensione letto su simply addicted e invece, devo ammettere che sono rimasta piacevolmente stupita.

Lo spazio studiato dall’azienda Italiana, nella quale non poteva mancare il blog, è decisamente performante sotto tutti gli aspetti, grafici, contenutistici e creativi.

Partiamo dalla grafica: sobria, pulita, leggera e ben strutturata. L’utente riesce a trovare subito quello che cerca e le sezioni principali seguono una linea coerente con quello che è stato lo scopo enunciato dal direttore Marketing nel primo post del 5 marzo:mulino_bianco02

“Ma perché fare tutto questo? Perché investire tempo e risorse per creare questo laboratorio di ideazione, confronto, immaginazione? Mah!? Quella che sentiamo è certamente l’esigenza di riallacciare un rapporto più diretto per dare voce a chi, là fuori, ha continuamente dimostrato il proprio affetto nei confronti di questo grande sogno che si chiama Mulino Bianco. E lo ha fatto scrivendo messaggi, seggerimenti, idee, richieste, sviluppando così una vera e propria comunità spontanea. Ecco, c’è bisogno di un luogo in cui dare spazio a tutto questo, affinchè possa essere visto, commentato, elaborato da tutti, in modo che tutti possano partecipare allo sviluppo ed alla crescita di questo sogno. Perché ognuno ha, dentro di sé, un proprio Mulino, una collezione grande o piccola di desideri per migliorarlo. Una visione di come fare a sviluppare e far crescere e maturare questo luogo dell’immaginazione, che però è capace di regalarci delle esperienze sensoriali così buone e reali. Ed allora il Mulino che Vorrei diventa il luogo in cui contribuire a tutto questo. In cui esprimere le proprie idee e la propria visione. In cui discutere, elaborare e sviluppare insieme queste idee. Ed in cui noi prendiamo l’impegno di studiarle, approfondirle, verificarle, per riuscire a renderle reali e concrete. Un impegno nuovo, un’avventura nuova, che ci porta a dare un valore nuovo all’ascolto, per portarlo dentro di noi ed arricchirlo con quello che, da sempre, è il nostro modo di affrontare il lavoro: facendo, provando, pasticciando, assaggiando… Si tratta di un modo nuovo di guardare avanti e che per questo vogliamo affrontare insieme. Per poter dire, ognuno per la sua parte: questo è il mio Mulino!

Privato VS Pubblico, è ancora possibile sulla rete?

Written by Press. Posted in Area discussioni

Da accanita lettrice del blog delle Girl Geek Dinners, sempre fresco di notizie molto interessanti e di esperienze stimolanti, sento di dover condividere su GU! una riflessione postata da Sara Maternini.

L’articolo in questione pone alla luce un problema, o meglio, una questione molto delicata e importante per tutti gli utenti che, ormai da tempo, generano contenuti sulla rete e magari hanno sia un profilo aziendale sia un profilo privato.

C’è chi ha un blog personale e chi utenze su social network; sta di fatto che, in un modo o nell’altro, proietta una parte del suo mondo su Internet, condividendo pensieri, emozioni, opinioni, foto e quant’altro .

Vi chiederete qual è la novità, ormai tutto questo sembra essere la norma ma, “Quando anche il tuo capo è on line?” come ci si dovrebbe comportare?

Difficile rispondere anche perché, ad oggi, chi riesce a controllare tutto ciò che pubblica o che gli altri pubblicano?

Prendiamo l’esempio di facebook con i suoi tag, rimandi, condividi etc. etc.

Come facciamo a sottrarci da tanto fervore, a tanto share?

Impossibile direi, a meno che non decidiamo di cancellare il nostro profilo!

A questo punto verrebbe da dire “non c’è niente da fare!”

Creativity Day… un “dei” interessante ed assai caliente.

Written by Cristina Usai. Posted in Marketing, Vario

Impressioni a caldo di una neo imprenditrice.il logo del creativity day 2009

Ed eccoci arrivati all’Ata Hotel di Milano – Garibaldi: tanti creativi intorno a noi che saltano all’occhio per la loro espressa originalità, in un ambiente così formale che ci fa sentire come un branco di pulci su un levriero di razza. Dico ci, perché è una metafora che condivido con il mio socio, presente anch’egli, sempre interessati al mondo della creatività ed attenti alle innovazioni.

Guardandomi intorno penso che i creativi di nuova generazione rispecchiano quello che può definirsi quale realtà non-convenzionale, e non si offenda Mirko Pallera se non esprimo la sua personale (o comune?) filosofia.
Noi siamo non-convenzionali. Semplici, interessati ai cambiamenti, attenti ai nuovi prodotti ed a come vengono presentati. Fiduciosi delle parole di chi riesce a passarci nuova energia per produrre qualcosa di singolare da proporre ai nostri clienti e potenziali.
Siamo positivi. Siamo davvero desiderosi di aggiungere un mattoncino alle nostre conoscenze o confermare il nostro noto.