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è il blog di Creativi Digitali che parla in modo semplice di comunicazione non convenzionale e di nuove forme di marketing, offrendo case histories e andando a studiare ed analizzare anche le fonti internazionali più autorevoli.

Posta taggato ‘campagne pubblicitarie’

Bimbi Senzatetto: Campagna di Sensibilizzazione in Ucraina

Written by Elena. Posted in Analisi di Esperienze 2.0

Quando si vuole evitare di affrontare un problema, il primo impulso è nasconderlo. Ma non risolve il problema.


Bambini Senzatetto in Ucraina

Interessante campagna di sensibilizzazione creata da Leo Burnett per l'Ucraina

Il problema dei bambini senzatetto è un grosso problema in Ucraina, dove però si preferisce nascondere il problema, portando i bambini in questione fuori dalle città.

Nascondere così il problema (“lontano dagli occhi, lontano dal cuore“) però non lo risove.
I bambini continuano ad essere senza un tetto sopra la testa, anche se non sono immediatamente visibili nelle strade.

Da questo problema nasce l’idea della campagna ideata da Leo Burnett, che come prima iniziativa ha pensato ad attaccare sagome di bambini per la strada, quasi invitando a rimuoverle (“puoi rimuovere me, ma non il problema” dice la scritta), per poi rimpiazzarle.

Una seconda fase prevede l’inserimento di sagome analoghe nelle riviste più popolari, per poi arrivare anche sul web e su Facebook, dove sono stati anche coinvolti personaggi famosi, le cui foto sono state ritoccate inserendo le sagome dei bambini.

Il dilemma, per il personaggio famoso, diventa poi se rimuovere il tag (ma non il problema), e fare una potenziale figuraccia, oppure lasciarsi coinvolgere come testimonial della campagna.

Un video illustra le differenti fasi della campagna di sensibilizzazione, senza dubbio innovativa e molto interessante:

[I believe in Advertising]

English Please:

You Can Remove the Children, but not the Problem

Homeless children are a serious problem in Ukraine, and a campaign by Leo Burnett addresses it in a very innovative way.

The first step was to install homeless children shapes on the street, with the writing “You can remove me, but not the problem” almost inviting people to remove the shape (which will be replaced as soon as possible).
Then, the same thing was applied to popular magazines and even on the web and on Facebook, to get the most awareness.


Diesel: La Campagna al New York Transit Museum (chiuso al pubblico)

Written by Elena. Posted in Marketing

Altra campagna pubblicitaria a tinte forti per Diesel, questa volta al New York Transit Museum, che per l’occasione è stato tenuto chiuso al pubblico.


Diesel al New York Transit Museum

Diesel al New York Transit Museum


Abbiamo già visto, qualche giorno fa, la campagna Diesel alla Brooklyn Law School, che ha sollevato polemiche a causa dell’accostamento tra la prestigiosa scuola di legge e i modelli davvero poco vestiti.

Dopo quella campagna, Diesel ne ha avviata un’altra, anche questa caratterizzata dall’utilizzo di un luogo famoso (il New York Transit Museum) , ed anche questa caratterizzata dallo scarso abbigliamento dei modelli (trattandosi di intimo, comprensibilmente).

Questa volta sembra che non ci siano state polemiche, forse anche in virtù del fatto che le vetture, durante gli scatti fotografici, sono state tenute chiuse al pubblico, ma conferma l’intento di Diesel di far parlare di sé non solo grazie ai propri prodotti ma anche sfruttando la “forza” delle campagne pubblicitarie, volutamente forti e volutamente in grado di urtare la sensibilità di alcune persone.

Campagne pubblicitarie di questo genere restano senza dubbio nella mente di chi le vede, che sarà portato a parlarne e a discuterne con gli amici, ed in alcuni casi a fotografare i manifesti della campagna per portare la discussione su Internet, dove quindi Diesel (o chi altri abbia intenzione di utilizzare campagne di questo tipo) avrà una ulteriore (e soprattutto gratuita) visibilità ulteriore per le proprie campagne ed i propri prodotti.

[Be Pink Sheeps]

English Please:

New Diesel Campaign, at the New York Transit Museum

After the photos taken at the Brooklyn Law School, Diesel shot another campaign that could stay in the viewer’s memory for quite some time.
This time the setting is the New York Transit Museum, where photos with the almost naked models were taken.
It’s worth to say that, while the campaign was shot, the Museum was closed.

Anyway, it’s another campaign that could make people talk about, giving the brand more visibility, without having to pay for the extra.

Diesel: Campagna Pubblicitaria Troppo “Forte”?

Written by Elena. Posted in Marketing

L’ultima campagna pubblicitaria Diesel, realizzata alla Brooklyn Law School, forse è troppo “Forte”.

Campagna Diesel
La Campagna Diesel, forse è un po’ “Forte”

Clickando sull’immagine a lato, potete vedere più in grande una delle immagini dell’ultima Campagna Pubblicitaria della Diesel.
Come sempre, il marchio ha utilizzato tinte forse un po’ “Forti” per questa sua campagna, realizzata alla Brooklyn Law School (con il permesso e la supervisione della scuola, ovviamente).

Il problema è affiorato dopo l’uscita della campagna, e le lamentele ci sono state, facilmente immaginabili viste le foto prodotte ed il fatto che è stata realizzata in una scuola di legge.

Questa polemica (ripresa anche da Repubblica qui in Italia) non danneggia però l’immagine di Diesel, che dal polverone sollevato dalla campagna e dalla scuola di legge può trarre vantaggio data la visibilità che ottiene proprio a causa delle polemiche.

E a poco serve la dichiarazione della scuola di legge, che pensava (forse troppo ingenuamente) che le fotografie avrebbero riguardato jeans e non biancheria intima, visto che si sa che le campagne di Diesel sono normalmente abbastanza “Forti“.
Piuttosto troviamo qui una ulteriore dimostrazione di come sia possibile ottenere pubblicità quasi gratuitamente grazie anche a polemiche.
Una ulteriore dimostrazione del fatto che “non importa se bene o male, l’importante è che se ne parli“.

[Be Pink Sheeps]

English Please:

Diesel “Law and Dis-Order”, and Brooklyn Law School argues about it

The latest Diesel advertising campaign, titled “Law and Dis-Order” used photos shoot at the Brooklyn Law School.
Seeing the images (here), you can easily imagine why the Law School argued about the use of its library for the photos, but this can be another chance for Diesel to get more media attention.

ENPA: Il Primo Sito Web Senza “Casa” (The First Web Site With No Home)

Written by Elena. Posted in Analisi di Esperienze 2.0

Budget ridotto all’osso, ed una idea molto creativa, hanno permesso all’ENPA di creare il primo sito web senza “casa”

Immagine anteprima YouTube

ENPA: The First Web Site With No Home

Il sito web creato da ENPA, che sembra un errore 404

La Home Page di un sito web è molto interessante, e senza dubbio fa notizia l’esistenza di un sito web “senza casa“.
La casa di cui si parla è quella dei cani, a cui l’ENPA vorrebbe donare una casa, e la campagna era per raccogliere donazioni per portare avanti le attività dell’associazione.

Come mostra il video qui sopra, il sito web thefirstwebsitewithnohome.com mostra quella che sembra una pagina 404, che rappresenta il messaggio del web server quando la pagina richiesta non è disponibile.

Il sito web ha ovviamente fatto notizia, e la pagina, strutturata in questo modo, ha fatto sì che le donazioni aumentassero del 60% rispetto all’anno scorso.

Come indicato anche nel video, il budget necessario è stato nullo.
E’ bastato avere l’idea giusta e realizzarla, per far passare il messaggio.

La campagna è stata creata da Lowe Pirella Fronzoni.

[The First Web Site With No Home, Ads Of The World, I Believe in ADV, Be Pink Sheeps]

Campagne Online, “Beta Advertising” e “StorySharing”

Written by Elena. Posted in Nuovi media

“Beta Advertising” e “StorySharing” sono due termini che potrebbero diventare importanti per le campagne pubblicitarie online.

Quando si pensa a campagne pubblicitarie online, si cerca anche di fare in modo che il messaggio venga diffuso il più possibile.
Le campagne video sono le prime candidate per questo, con i Video Virali che vengono condivisi da molte delle persone che li vedono.

Il problema più grande che bisogna affrontare però riguarda il come ottenere la viralità, come fare a spingere le persone a parlare della nostra campagna pubblicitaria all’interno del proprio Blog, della propria pagina Facebook, o a condividere i nostri video tramite Twitter.

La “ricetta perfetta” forse non esiste, ma Ottavio Nava (di We Are Social) ci spiega, grazie a due esempi pratici, in cosa consistono il “Beta Advertising” e lo “StorySharing

Beta Advertising

Si tratta in questo caso di fare in modo di ricevere Feedback da chi ha visto la nostra campagna, e soprattutto di tenerne conto; in questo modo si riesce non solo ad ottenere una campagna pubblicitaria più efficace (adattata a seconda dei Feedback dei nostri utenti), ma anche a migliorare il prodotto,  tenendo conto dei commenti che il prodotto riceve attraverso la campagna (che, essendo veicolata online, si presta naturalmente ad essere commentata).

StorySharing

Tipp-Ex
Tipp-Ex

L’esempio portato da Ottavio per il concetto di StorySharing lo conosciamo bene, dato che su queste pagine ne avevamo già parlato (qui e qui).
Si tratta di
Tipp-Ex e della ormai più che famosa campagna video del cacciatore e dell’orso, dove l’utente poteva modificare il video visualizzato (il finale, per la precisione) a seconda del titolo che veniva immesso.

In questo caso, il risultato della campagna è stato visibile per chiunque.
Il video è stato condiviso su vari
blog, su Twitter, su Facebook, e se ne è parlato per qualche giorno.

La possibilità di condividere una storia, soprattutto se associata alla possibilità di modificarla, fanno sì che gli utenti siano molto più propensi a condividerne il messaggio.

Quando quindi pensiamo ad una campagna pubblicitaria online, dobbiamo costruirla tenendo presente anche questi due fattori, che ne aumentano di molto le possibilità di condivisione e quindi di viralizzazione.