Sulla stessa lunghezza d’onda…

1150

Ieri ho partecipato alla prima lezione del seminario organizzato da Maurizio Goetz allo IULM.
Il tema, come preannunciavo due giorni fa anche su GU!, era “L’importanza della reputazione on line”.

La lezione, tenuta da Marco Massarotto, Maurizio Goetz e Stefano Stravato, ha delineato in maniera brillante l’evoluzione del web e la complessa rete di relazioni al suo interno.
remakk.comMolti sono stati i punti toccati da Marco durante il suo intervento e molti gli spunti da lui offerti sulla base di personali esperienze nel campo (stessa cosa vale per Stefano).

Lo scenario, come anche noi da tempo descriviamo, si concretizza in una vera e propria rivoluzione sia rispetto gli utenti sia rispetto le aziende le quali divengono, per assurdo, il target dei consumatori.
E’ difficile pensare ad un’inversione di questo livello ma, oggi, è la realtà.

Gli utenti che ogni giorno consultano Google (cito il più famoso) fanno ricerche mirate, inseriscono parole chiave ben precise per trovare il prodotto o servizio e, in questo mare sconfinato, si è passati dal palinsesto al motore di ricerca. Funziona sempre meno la pubblicità invasiva della tv, attraverso cui l’azienda cerca di “catturare” il consumatore in base a processi di comunicazione intrinsechi e poco reali.

Ciò che oggi le persone vogliono è sincerità, semplicità e libertà di poter scegliere come, dove e quando.

Ciò che la rete, a differenza di altri media offre, è proprio la possibilità di essere gli autori di sé stessi.

I vari social network piuttosto che i blog non sono altro che un megafono attraverso cui la gente fa ascoltare la sua voce e attraverso cui condivide realtà.

E’ terribilmente affascinante pensare quanto si sia evoluta la rete in meno di dieci anni e ciò non è stato solo legato al potenziamento tecnologico ma, soprattutto, ad un totale cambiamento mentale degli utenti.

Da una piccola pallina di neve che faticava a rotolare siamo arrivati ad una valanga, la più grossa della storia, che continua a scendere in picchiata e più rotola più diventa grande, si espande, avvolge tutto quello che trova nel suo cammino; fermare la corsa sembra quasi impossibile!

Potrebbe sembrare un intervento fuori tema rispetto l’argomento del seminario; in realtà era necessaria una premessa di questo tipo per chiarire il contesto di riferimento, l’habitat col quale dobbiamo relazionarci in quanto azienda.

In un ambiente privo di confini, dove tutti possono essere attori e spettatori, diventa complicato prendere le misure, soprattutto per chi vuole mettersi in gioco ora.

E’ vero, internet è democratico, libero (e speriamo resti tale dato che qualcuno si sta già attrezzando per mettere una robusta barriera a metà pista…) e lascia spazio a sfaccettature mai viste prima ma, e c’è sempre un ma, non è così semplice capire fin dove ci si può spingere.

Capita spesso che, presi dall’euforia del momento, ci si imbatta in cose più grandi di noi pagandone poi le conseguenze.

Le aziende che fanno comunicazione on line ormai non si contano nemmeno più, ma quante di loro hanno davvero coscienza di questo nuovo mondo?

Comunicare con la rete è diverso da comunicare sui media tradizionali e gestire un blog, anche se alle spalle hai grossi nomi (vedi mandarina duck e ducati) è un processo molto delicato.

Le famose interrelazioni che avvengono ogni secondo tra gli utenti, che segnalano, consigliano, approvano o bocciano, rappresentano parte di quello che oggi chiamiamo reputazione on line.

Un post, apparentemente insignificante di un utente X, diffuso sul suo blog piuttosto che su un social network, potrebbe essere in grado di far fallire una multinazionale!

Sembra assurdo ma è così.
Pensate solo a quante persone, nella vostra cerchia di contatti, ad esempio su facebook, verrebbero a sapere che l’automobile Z è difettosa “grazie” ad una vostra segnalazione. Quanti, di conseguenza, riferirebbero la notizia ai loro contatti e via così…!

Sembrano particolari di poco conto e invece è così che si muove la rete, è così che le persone scelgono i loro prodotti e premiano o meno le aziende.

Il 70% della gente, prima di acquistare un’automobile, cerca opinioni sui forum, non sta ad ascoltare la pubblicità, e questo è solo un esempio. Per ciò, ancora una volta, le parole chiave sono trasparenza, onestà e condivisione (anche degli insuccessi).

Saper parlare con la gente è fondamentale e scendere dal piedistallo è indispensabile.
Non è l’azienda ma la rete che detta le regole (sempre che ce ne siano).

Trovarmi a condividere queste idee e concetti con persone di un certo spessore, quali Goetz, Massarotto e Stravato per me ha significato molto.

Tutto ciò che è stato detto e descritto a lezione faceva già parte del mio piccolo bagaglio personale, in perenne evoluzione grazie alla mia permanenza in CDCM Pro e grazie, ovviamente, a Daniele e Cristina.

Il loro sogno, ormai divenuto anche mio, trova ovunque conferme.

Certo, dal sogno alla realtà il salto è grosso ma non impossibile!

Trovarsi nella stessa lunghezza d’onda di persone che hanno esperienza pluriennale anche in grandi brand come la Fiat, forse significa davvero essere sulla barca giusta. Noi puntiamo sicuramente ad un’altra categoria di mercato e ci relazioniamo con piccole e medie imprese ma, in Italia, quante sono quelle grosse e floride…? O meglio, quante ne sono rimaste? Quali sono quelle che davvero rappresentano la nostra economia?

Sarebbe stato interessante approfondire meglio questo discorso in aula perchè, a mio parere, l’esperienza delle grandi multinazionali è su un livello ancora differente.

In ogni caso, non posso che ringraziare tutti i relatori per l’interessante e prezioso contributo.

2 COMMENTI