La privacy può convivere con il nuovo web?

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L’argomento privacy, on line, è un tasto abbastnza dolente per molti utenti, dal privato all’azienda.

Grazie a social network, blog, forum e quant’altro ci ritroviamo, direttamente o meno, coinvolti in un meccanismo in cui tutti sanno tutto di tutti.

privacy_01La mania della condivisione, ormai, ha preso il sopravvento anche su aspetti che, troppo spesso, si tende a sottovalutare.

Quanti di voi, quando pubblicano dei contenuti, dei video, delle foto e chi più ne ha più ne metta, si chiede “chi potrebbe vederle” ?

Secondo una ricerca della OTO Research, commissionata dall’agenzia SEMS, oltre 2.000 italiani, lo scorso maggio, avrebbero risposto ad alcuni quesiti incentrati proprio sulla tematica della privacy sul web.

Ciò che è emerso è, come al solito, abbastanza discordante ed incoerente fra ciò che si pensa e ciò che poi realmente si fa.

Ma questo non mi stupisce… daltronde, siamo in Italia!

Dunque, tornando all’indagine, gli Italiani sarebbero molto preoccupati della loro reputazione: cit.” due italiani su tre online sono preoccupati da ciò che si può trovare attraverso i motori di ricerca su loro stessi; il 6% è molto preoccupato ed il 4% vorrebbe addirittura poter obbligare i motori di ricerca a cancellare tutte le informazioni indicizzate su di loro. Solo il 29% degli intervistati non ha manifestato preoccupazione per questo fenomeno.

notebook-privacy
www.pcworld.it

Quindi, tutti molto in ansia per il fatto che in rete potrebbero circolare informazioni o altro materiale che, normalmente, non vorremmo mai far vedere a sconosciuti.

A questo punto, però, sarei curiosa di sapere quali sono le accortezze e le mosse che ogni utente fa per prevenire situazioni alquanto imbarazzanti o preoccupanti.

Mi capita spesso, su facebook piuttosto che su altri social o blog, di assistere a pubblicazioni in grado di lasciarmi a bocca aperta (post, immagini, video o condivisione di pensieri…).

Tanta gente forse fa fatica a concepire il fatto che su internet, una volta che si edita qualcosa, è per sempre.

Ricordiamoci che sulla rete non ci sono solo amici, parenti, conoscenti e persone con le quali non avremo mai un contatto diretto.

Essendo globale, la rete collega utenti di qualsiasi tipo… anche l’azienda che magari stava per farvi una proposta di lavoro interessante (prima di accorgersi che i vostri profili sono pieni di materiale che forse sarebbe stato meglio lasciare privato!).

E’ giusto che il lato privato delle persone rimanga scisso da quello professionale ma è anche vero che, in un’ agorà di questo livello, risulta difficile mantenere totalmente separate le due cose.

Senza considerare poi implicazioni più gravi che potrebbero derivare da un uso poco accorto del proprio account (furti d’identità, truffe etc. etc.)

Arrivati a questo punto vi chiedo:

  • Quanto tenete alla vostra privacy?
  • Come vi comportate per evitare spiacevoli sorprese?
  • Vi siete mai trovati costretti a contattare il garante della privacy?
  • Come considerate il livello di protezione da parte di siti, portali, social e blog?

Francesco Pizzetti, presidente Garante Privacy, nel presentare la Relazione 2008 del suo istituto ha dichiarato che “assicurare a ciascuno il controllo totale sulla propria vita e, dunque, anche sui propri dati personali appare sempre più come l’ultimo sogno dell’uomo contemporaneo. Cambia la dimensione tradizionale dello spazio, perché attraverso la Rete possiamo manifestare la nostra esistenza in ogni parte del mondo. Cambia anche la dimensione del tempo, perché sulla Rete le informazioni e i dati vivono al di fuori di ogni temporalità”.

Marusca Cesare
Press & Marketing
CDCM Pro