Facciamo caso al caso…

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Ciao a chi legge

non sono finito qui per caso, nel senso che di mesterie faccio il copywriter.

Natale è passato, e allo stesso modo in cui voglio credere ancora a Gesù bambino, alla Befana e per accontentare tutti anche a Rudolph naso rosso, credo anche fermamente che una campagna pubblicitaria debba, se può, in primis dire sempre la verità ed essere veicolo di messaggi utili che suscitino ancor più utili riflessioni.

Insomma una campagna ti deve lasciare qualcosa, dentro. E di solito l’occasione più ghiotta per un Copy o un creativo in generale di riuscire a farlo sono le cosidette campagne sociali.

OK allora al lavoro, individuata la tematica, l’obiettivo di comunicazione, il concept, il benefit, il visual, la head, la sub head, la body copy, scattiamo e produciamo, tutto ok, ci piace molto, abbiamo la nostra campagna sociale… e qui arriva il bello.

Campagna non-profit. Guida in stato di ebrezza alcolica.

Infatti non sempre trovare il patrocinio di una istituzione o di un ente importante è cosa semplice, anzi sei obbligato a scontrarti con una cozzaglia di stadi intermedi che ti separano da chi ha il potere decisionale, che ti snerva, ti infastidisce ti atterra e ti sfinisce.

La domanda nasce spontanea quindi: ma non dovrebbe essere di utilità sociale promuovere tematiche sociali in modo creativo e di impatto? Per di più quando la campagna viene condotta sotto il nobile stendardo del movimento NON PROFIT – cioè senza la richiesta di nessun compenso se non nella necessaria forma di rimborso spese? (ho scritto in maiuscolo perchè stavo urlando)

La risposta è Ni, nel senso che lo sarebbe, ma evidentemente esistono a monte celati substrati di trame e di intrecci anche economico-politici tali da rendere quasi impossibile al signor Riccardo dal Cognome Qualunque e al suo Art – che si presentano come Freelance – la realizzazione di un piccolo grande e gratuito sogno.

Io vi ho solo raccontato il mio caso, e spero che non lo consideriate pietoso, il mio intento è solo quello di farci ragionare su come vanno le cose tanto nel nostro mestiere come nel nostro paese.

In realtà poi la nostra campagna è stata pubblicata da un gentile editore di un quotidiano on-line che si occupa di marketing e comunicazione , e gliene siamo davvero grati, ma spesso capita che un buon lavoro non trovi il giusto spazio e ciò non dovrebbe accadere.

1 commento

  1. ciao, il vostro lavoro è veramente bello. Per il resto hai ragione. nn ho altro da aggiungere.