Da quando ho imparato a camminare, mi piace correre…

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    Buonasera a tutti!

    vortice
    emilianofantuzzi.com

    GU! e tutto lo staff di CDCM Pro vi dedica un sorriso pieno di entusiasmo!

    La scorsa settimana vi sarete accorti che c’è stato uno stop alle pubblicazioni ma, tranquilli, è stata solo una breve sosta.

    E’ stato un periodo molto intenso, frenetico, ricco di piacevoli risvolti che ci ha tenuti fuori sede e con la mente concentrata su innumerevoli progetti da seguire.

    Sarà la primavera alle porte, sarà il sole che finalmente comincia ad illuminare tutto ciò che tocca, saranno una serie di combinazioni che piano piano cominciano a sbloccare alcune porte fin’ora rimaste chiuse ma, non posso far altro che condividere con voi questo entusiasmo che sento scorrermi dentro.

    In questi giorni mi sono confrontata con qualcosa di nuovo, qualcosa che inizialmente appariva più grande di me (o meglio lo è ancora ma forse ho aggiunto un altro piccolo mattoncino…).

    Pensavo che, finiti gli esami universitari, avrei smesso di provare quello strano senso di stropicciamento all’altezza della bocca dello stomaco prima di entrare e trovarmi davanti chissà quale risvolto, quell’ansia d’attesa e quelle vocine che dentro continuano ad intervallarsi e ripetere “Ma dove sta il problema, quello che devi sapere lo sai no? No? Perché lo sai vero?! E se poi arrivata lì mi scordo tutto? Ecco lo sapevo, non mi ricordo niente!“.

    Invece, eccomi la, prima dei miei ufficiali e tanto attesi appuntamenti di lavoro, DA SOLA.

    Mi studio gli appunti, mi ripeto nella testa cosa dire, quali punti affrontare per prima “ok, mi presento, passo alla presentazione aziendale etc. etc. e poi, e poi il resto verrà da se!“, respiro, respiro e…entro!

    Ho davanti persone spesso molto più adulte di me, titolari di piccole e grandi attività che hanno sicuramente alle spalle anni e anni di esperienza…”e allora?  Avranno pur cominciato da qualche parte anche loro no?”.

    Carica come non mai, sicura di ciò che sto andando a proporre e soprattutto intenzionata a non deludere chi sta credendo in me, mi presento e mi lascio trasportare dalle situazioni, dai discorsi, dagli sguardi attenti di chi ho di fronte e da quella miriade di emozioni che salgono tutte insieme.

    Forse starete pensando che sto esagerando, che tutto sommato erano solo appuntamenti di lavoro…

    Bè credetemi, ogni giorno della settimana ormai trascorsa, ha significato per me un susseguirsi di esperienze di questo tipo.

    Non so se sia normale, non so se in qualche modo qualcuno potrà rivedersi in qualche passaggio ma sono sempre più convinta che ogni cosa non accade mai per caso e le prove con le quali siamo perennemente chiamati a paragonarci, sono in grado di rivelarci dei lati di noi che non conosciamo o che, magari, non interroghiamo.

    Sono partita da Milano sabato scorso con l’intenzione di arrivare in Liguria, la mia terra, per mettermi alla prova e per testare quanto, dopo ormai sei mesi di full immersion in questa realtà lavorativa, le nostre idee potrebbero allargarsi.

    Inaugurare la settimana con un potenziale cliente completamente disinteressato e maldisposto certo non è stato rassicurante ma, purtroppo, si impara a  mettere in conto anche questo.

    Ebbene, il mio primo appuntamento signori e signore, è durato addirittura dieci minuti!

    Presentazioni (1 minuto circa), spiegazioni (2,5 minuti), breve confronto (2,5 minuti) e “bene ci siamo detti tutto e poi non ho una lira da spendere, arrivederci“…

    Gli altri minuti li ho spesi tentando di capire dov’ero capitata!!!

    Nessuno aveva parlato di cifre, nessuno aveva parlato di che cosa avrei voluto proporgli e probabilmente il signore in questione, non aveva nemmeno capito di che cosa ci occupiamo realmente.

    Inutile dirvi quante domande e quanti pensieri hanno affollato la mia mente una volta uscita.

    Ero pronta e carica di idee dopo un’analisi dettagliata e studiata in ufficio con Daniele ed invece, non c’è stato il tempo di poter esprimere neanche un solo punto.

    Peccato, per ambedue le parti a mio parere.

    Forse avrà almeno occasione di dare un’occhiata al materiale lasciato e valutare con più calma, con più interesse; nel frattempo, la mia corsa continua.

    Per quanto riguarda invece tutti gli altri incontri, posso dire di essere soddisfatta; c’è stato spazio per comunicare, per fare domande o rispondere, per spiegare e per veicolare ciò che mi ero prefissata e per proporre qualcosa di concreto.

    Riscontrare l’interesse mentre parlavo, ascoltare e chiarire dubbi laddove qualcuno giustamente li sollevava, riuscire ad accompagnare la conversazione verso una determinata linea e conquistare, a poco a poco, l’approvazione di queste persone, mi ha regalato momenti davvero carichi di soddisfazione.

    Ora non mi resta che attendere i risvolti pratici che, in un modo o nell’altro, cercherò di affrontare con lo stesso spirito di oggi.

    Provo, tento, prendo misure, sbaglio, riaggiusto…ma non mi fermo!

    Marusca