<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
>

<channel>
	<title>Gu! La comunicazione in jeans.</title>
	<atom:link href="http://www.mediagu.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mediagu.com</link>
	<description>web 2.0, nuovi media, comunicazione... con parole semplici.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Jul 2010 20:27:37 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<!-- podcast_generator="podPress/8.8" - maintenance_release="8.8.4" -->
		<copyright>2006-2007 </copyright>
		<itunes:new-feed-url>http://www.mediagu.com/?feed=podcast</itunes:new-feed-url>
		<managingEditor>info@cdcmpro.com (CDCM Pro)</managingEditor>
		<webMaster>info@cdcmpro.com (CDCM Pro)</webMaster>
		<category>comunicazione, nuovi media, web 2.0, crossmedia, low cost</category>
		<ttl>10080</ttl>
		<itunes:keywords>web, nuovi media, tecnologia, comunicazione, low cost, pubblicitagrave;, 2.0, crossmedia</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>un podcast che parla di web 2.0, nuovi media, e nuova comunicazione con parole semplici ed in modo divertente.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Blog  podcast che tratta di web 2.0, nuovi media e comunicazione, con parole semplici.</itunes:summary>
		<itunes:author>CDCM Pro</itunes:author>
		<itunes:category text="Technology">
	<itunes:category text="Tech News"/>
</itunes:category>
<itunes:category text="Technology"/>
<itunes:category text="Business">
	<itunes:category text="Management &amp; Marketing"/>
</itunes:category>
		<itunes:owner>
			<itunes:name>CDCM Pro</itunes:name>
			<itunes:email>info@cdcmpro.com</itunes:email>
		</itunes:owner>
		<itunes:block>No</itunes:block>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:image href="http://www.mediagu.com/logo_gu_300.jpg" />
		<image>
			<url>http://www.mediagu.com/logo_gu_144.jpg</url>
			<title>Gu! La comunicazione in jeans.</title>
			<link>http://www.mediagu.com</link>
			<width>144</width>
			<height>144</height>
		</image>
		<item>
		<title>Mashape: non tutti i giovani italiani sono bamboccioni</title>
		<link>http://www.mediagu.com/web/mashape-non-tutti-i-giovani-italiani-sono-bamboccioni.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/web/mashape-non-tutti-i-giovani-italiani-sono-bamboccioni.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 15:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0 e tools online]]></category>
		<category><![CDATA[applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mashape]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[techcrunch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1633</guid>
		<description><![CDATA[Tre ragazzi italiani emigrano in U.S.A. e trovano un terreno fertile per la propria idea: no, non è fantascienza ma è quello che è successo ad Augusto Marietti (22 anni), Marco Palladino (21 anni) e Michele Zonca (28 anni) ed alla loro creatura, Mashape, che ha suscitato l&#8217;interesse dell&#8217;autorevole TechCrunch.
Ma cos’è Mashape? Mashape è un [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/web/mashape-non-tutti-i-giovani-italiani-sono-bamboccioni.html">Mashape: non tutti i giovani italiani sono bamboccioni</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tre ragazzi italiani emigrano in U.S.A. e trovano un terreno fertile per la propria idea: no, non è fantascienza ma è quello che è successo ad <strong>Augusto Marietti </strong>(22 anni), <strong>Marco Palladino</strong> (21 anni) e <strong>Michele Zonca</strong> (28 anni) ed alla loro creatura,<a href="http://mashape.com/"><strong> Mashape</strong>,</a> che ha suscitato l&#8217;interesse dell&#8217;autorevole<a href="http://techcrunch.com/"><strong> TechCrunch.</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma cos’è Mashape?</strong> Mashape è un sistema per creare velocemente e in maniera semplice applicazioni facendo un mash-up delle applicazioni esistenti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/mashapers-crew.jpg"><img class="size-full wp-image-1634   aligncenter" title="mashapers crew" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/mashapers-crew.jpg" alt="mashapers crew Mashape: non tutti i giovani italiani sono bamboccioni" width="570" height="380" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Leggi l’intervista ad Augusto Marietti, uno dei tre Mashapers, dopo il salto!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span id="more-1633"></span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1 –  Da quante persone è formato il vostro team di lavoro? Presentatevi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Augusto Marietti, 22, che si occupa di tutta la parte di business, vision del prodotto, UX (user experience), e anche un po di html e css. (laureato in economia, Cattolica di Milano)</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Palladino, 21, developer da quando ha 13 anni e lavora su tutto il backend</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Zonca, 28, developer backend e frontend (Laureato in CS in Bicocca Milano)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2 -  Quando nasce Mashape? E che esigenza vi ha spinto a crearla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi su più di 300 milioni di americani solo 500.000 ha conoscenze tecniche e di programmazione. In tutto il Mondo, meno del 1% della popolazione mondiale può creare applicazioni web. <strong>Noi vorremmo dare la possibilita&#8217; di creare apps a tutti quanti, anche mia mamma.</strong> L&#8217;esigenza è stata semplice. Io non sono un hardcore developer, ma ho comunque idee e voglio svilupparle. Non posso però perche non so programmare.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui l&#8217;esigenza mia personale, di darmi la possibilità tramite uno strumento adatto di poter creare anche io la mia killer app senza dover rincorrere sviluppatori in giro per il mondo. Non credo che nel 2030 la maggior parte delle apps sia ancora fatta con righe di codice, ma quanto piuttosto con componenti pre esistenti di varia forma e natura che chiunque potrà assemblare per creare l&#8217;app dei suoi sogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo potere di creare, oggi e&#8217; limitato ad una parte troppo piccola della popolazione, credo che se l&#8217;umanità avesse in mano uno strumento come Mashape, le opportunità e la creatività di decine di milioni di persone possa essere sfruttata come mai prima d&#8217;ora, aprendo all&#8217;istante una nuova dimensione per mondo piu divertente efficiente, veloce ed economico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3- Quale applicazione creata dagli utenti vi ha sorpreso? Quali applicazioni vanno per la maggiore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ultimamente sta andando molto forte l&#8217;applicazione fatta per i mondiali di calcio (<a href="http://onair.mashape.com/m/mundial-twitter"><em>vai a questo link per provarla</em></a>). Praticamente integra twitter, con gmaps e geolocalizza i tweets delle persone che stanno parlando di due squadre concorrenti. Ha fatto 1000 users già il primo giorno dalla creazione!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/mashape3.png"><img class="size-full wp-image-1636 aligncenter" title="mashape3" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/mashape3.png" alt="mashape3 Mashape: non tutti i giovani italiani sono bamboccioni" width="593" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4 -  “Life isn&#8217;t about finding yourself, life is about creating yourself” (il motto di Mashape): voi l’avete messo in pratica trasferendovi negli States. Una scelta voluta o una necessità?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Entrambi; è stato sia voluto perché ci piace la California, e in parte una necessità perché se vuoi cambiare il mondo e hai solo vent&#8217;anni, lì trovi qualcuno che per lo meno ti ascolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5- Quali opportunità offrono gli Stati Uniti per un Under30 rispetto all’Italia? La risposta è amaramente scontata, ma raccontateci la vostra esperienza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se non hai coraggio, pazzia, non serve a niente andare in USA, anzi, quasi vieni emarginato. Ma se credi fortemente in quello che stai facendo, e non molli mai, allora qualcuno ti noterà e investirà sul tuo talento; che sia determinazione folle o perfetta execution nel creare prodotti, entrambi sono talenti. L&#8217;America è un paese duro da affrontare, c&#8217;è moltissima concorrenza. Se vuoi emergere, devi essere remarkable in ogni azione che fai, altrimenti si rischia di perdere tempo e soldi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6- Quali sono, a vostro avviso, le prossime frontiere di quello che in Italia continuiamo a chiamare ostinatamente e in maniera obsoleta, web 2.0?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">6-  La geolocalizzazione/realtime e i servizi che vi ruotano intorno stanno assumendo un certo spessore.  Si avranno coupons e ads in base a dove ci si trova ed ai bisogni di quel momento. Nell&#8217;e-commerce si sta avendo finalmente un po&#8217; di innovation dai tempi di Ebay, grazie ai flash sales, social ecommerce e la nascita di club privati per la vendita di marche scontate. Anche il brand placement interattivo, con l&#8217;introduzione dell iPad avrà un boom. Sto guardando una foto di una ragazza con una bella gonna, clicco sulla gonna e la compro direttamente su Amazon.  Infine i micro-payments, (quei pagamenti al di sotto di 1 dollaro) sia per comprare notizie, per fare beneficenza o per comprare un pupazzetto virtuale su facebook da regalare ad un amico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7- In Italia Internet è ancora vista come, passami il termine provocatorio, un’elongatio penis: generalizzando, chi si professa guru di Internet oltre ad arrivare spesso giorni dopo a pubblicare notizie che hanno già fatto il giro del web, assume un atteggiamento snob che non sembra contagiare i colleghi esteri. Solita esterofilia o c’è del vero?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ormai le notizie girano veloci, in Italia arrivano un po&#8217; dopo, ma con ritardo accettabile. Quello che mi spaventa è la cultura sbagliata e diffusa. Per fare solo un esempio, non si può avere un paese competitivo, quando i ragazzi a 26 anni stanno ancora studiando mentre il coetaneo francese a 23 già lavora (all&#8217;estero la triennale è una laurea, la specialistica non esiste, si chiama master ma lo fanno in pochissimi e solo dopo un paio di anni passati a sporcarsi le mani), quello americano a 22. Le aziende del paese ci hanno messo la loro, assumendo solo chi ha una specialistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultato? Si trovano 26 enni pieni di teoria inutile che non serve, ed ecco che devono ricominciare da capo. Per lavorare bene devi avere: leadership, creatività, calma ma con velocità d&#8217;esecuzione e vision. Queste cose non si studiano sui libri.  Non credo che abbiamo un problema con la tecnologia, abbiamo un problema intrinseco negli ingranaggi del paese, che a cascata porta un ritardo su tutti i pilastri di una nazione, compreso quello dell&#8217;innovazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica differenza tra un musicista e un imprenditore sono gli strumenti ma se vuoi fare un capolavoro ci vuole del talento in entrambi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sinceramente non vedo futuro per l&#8217;Italia come paese, ma lo vedo negli italiani come persone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://mashape.com/"><em>Scopri Mashape a questo link&gt;&gt;</em></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/web/mashape-non-tutti-i-giovani-italiani-sono-bamboccioni.html">Mashape: non tutti i giovani italiani sono bamboccioni</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/web/mashape-non-tutti-i-giovani-italiani-sono-bamboccioni.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[cdcm pro]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[marketing non convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[wom]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1618</guid>
		<description><![CDATA[Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano
Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo ora. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_4720978" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano" href="http://www.slideshare.net/EdelmanDigital/six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano">Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano</a></strong><object id="__sse4720978" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="643" height="543" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" /><param name="name" value="__sse4720978" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4720978" type="application/x-shockwave-flash" width="643" height="543" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" name="__sse4720978" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo <strong>ora</strong>. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e quindi poco strategica, del marketing non convenzionale.</p>
<p>Iniziamo l’analisi delle slide con il commento ai primi tre punti emersi:</p>
<p><strong>Il marketing in streaming: la strategia di comunicazione diventa flusso continuo</strong></p>
<p>L’obsoleto banner si è trasformato in web 2.0, un termine abusato e oramai vecchio che indica nientedimeno che l’attuale scenario: i Social Network hanno cambiato il modo di usufruire il web.<strong> L’utente è il protagonista della rete.</strong></p>
<p>Un brand vincente è quello che scende nell’arena mediatica e cattura l’attenzione dei clienti e dei potenziali tali offrendo contenuti interessanti e coinvolgenti, partecipando attivamente alle discussioni. Un rapporto alla pari che non deve dimenticare una regola fondamentale: rispondere sempre. La curiosità di un cliente va soddisfatta. <strong>Sempre</strong>, ripetiamo.</p>
<p>Acquista punti e reputazione un brand capace di mettersi in gioco offrendo un vero e proprio servizio clienti sui vari Social: non si tratta solo di educazione o, come volete chiamarla, netiquette… un cliente soddisfatto è un cliente che apprezzerà il vostro brand, ne parlerà bene e lo consiglierà ai propri amici creando quello che si dice WOM, word of mouth: il caro buon vecchio passaparola!</p>
<p><strong>La Googlizzazione</strong><strong> dei media: ovvero Content is the King</strong></p>
<p>Perdonatemi l’italianizzazione del già ostico, Googleization, ma il concetto è chiaro: le persone SONO al centro e il centro dei nuovi media. Come se non bastasse ciò, il nuovo  restyling di Google, con l’avvento di Caffeine, ha minato seriamente il lavoro degli esperti di SEO: non bastano più le parole chiave (anche se ricordiamo che una taggatura corretta e killer è sempre molto importante per la rilevanza di un contenuto) e i trucchi del mestiere a portare un brand in prima pagina su un motore di ricerca, ma sono i contenuti a farla da padrone.</p>
<p>In parole povere, conta la qualità di quello che si scrive: una risposta più pertinente e soddisfacente alla ricerca effettuata dal fruitore.</p>
<p><strong>I numeri sono importanti</strong></p>
<p>La qualità <strong>DEVE</strong> andare a braccetto con i numeri. Non fidatevi di chi vi propone mille campagne o mille tricks e non vi presenta una reportistica accurata: se la pagina fan di Facebook della vostra attività dopo mesi ha una manciata di fans significa che la vostra agenzia non sta lavorando bene. Se gli argomenti di cui parlate, in un sito, in un blog o in un vostro profilo Social, non riescono ad attrarre l’interesse degli altri utenti (quello che in linguaggio tecnico, si dice engagement) dovete raddrizzare il tiro. Se il vostro brand sul web è il Deserto dei Tartari, preoccupatevi. E non fidatevi di chi vi dice che l’editorialità non è importante: dei buoni contenuti associati a un’attività di scouting (sì, dovete essere i primi), associati a professionalità ed esperienza e a qualche trucco del mestiere, portano numeri.<br />
<strong>A settimana prossima, per il commento degli altri 3 trends!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1628" title="pc" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg" alt="pc Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte" width="632" height="299" /></a><br />
</strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 10:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[controllo social]]></category>
		<category><![CDATA[gatorade]]></category>
		<category><![CDATA[impegno aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[monitorare la rete]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1610</guid>
		<description><![CDATA[Monitorare il social media marketing è la strada per relazionarsi in modo corretto alla rete. Le aziende che decidono di essere presenti sul web, dovrebbero tener conto degli effetti che lo stesso può "causare" al proprio brand, sia in termini positivi sia in termini negativi, ed interagire con le persone assecondando i loro desideri. Gatorade si è strutturata con il Gatorade's Social Control Center per migliorare e ridefinire immediatamente la propria comunicazione. In Italia il percorso per ottenere riscontri dalla rete è decisamente più articolato, ma viene fatto in modo accurato ed approfondito dalle agenzie che offrono questo servizio.<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html">Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ispirata da un nuovo, interessante, post di Carlo Mazzocco (che potete leggere <strong><a title="Carlo Mazzocco" href="http://carlomazzocco.blogspot.com/2010/07/gatorade-ha-un-centro-di-controllo-per.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+carlomazzocco+(Carlo+Mazzocco)" target="_blank">qui</a></strong>), vorrei invitare quanti di voi pensano al <strong>social media marketing</strong> in modo semplicistico a fare le opportune valutazioni per capire come un <strong>reale impegno</strong> sulla rete possa creare degli effetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo impegno è basato sull’<strong>ascolto in tempo reale</strong> di quanto viene “detto” sulla rete del proprio brand. L’azienda che decide di intraprendere il percorso del web, strutturandosi in modo tale da poter parlare al maggior bacino d’utenza consentito, deve essere disposta a <strong>migliorarsi ed a correggere il <em>tiro</em></strong><em> </em>secondo dati e statistiche che vengono rese dal proprio operato.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a queste forme di <strong>controllo e di adattamento</strong>, a livello di comunicazione, le aziende possono raggiungere le persone secondo i loro desideri espressi, preparandosi in modo evoluto ad <strong>assecondare le scelte</strong> dell’utente finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante aziende, oggi, in Italia fanno un’efficace azione sul web?</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strumenti per l’ascolto ed il monitoraggio, nel nostro paese, sono ancora un po’ “<a title="difficoltà nel monitorare la rete" href="http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/10/analisi-automatica-del-sentiment-su-twitter-tweetfeel/" target="_blank">rallentati</a>” ed a volte l’azione non è immediata come si potrebbe sperare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’epoca in cui l’autonomia di gestione <em>pare </em>bandire l’outsourcing, mirando ad ottimizzare al massimo i propri tempi e sfruttare il più possibile le proprie competenze, ci troviamo spesso a constatare come  delle <strong>buone idee non riescano a trovare il giusto sbocco</strong> e gli spazi idonei per mancanza di tempo di chi le gestisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di <a title="gatorade sito ufficiale" href="http://www.gatorade.com/default.aspx#home" target="_blank">Gatorade</a>, ovviamente, è una visione amplificata e in larga scala di quello che, di fatto, avviene all’interno di un’agenzia che offre questo tipo di servizi. <strong>Analisi, ricerca, controllo e pronta trasformazione dell’operato secondo i risultati d’azione ed i riscontri ottenuti</strong>, sono azioni da non sottovalutare per garantire la buona riuscita di una campagna di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invito a dare uno sguardo al video &#8220;Gatorade&#8217;s Social Control Center&#8221; che, certamente, solleticherà la fantasia di molte agenzie che <em>guardano </em>al &#8220;social control&#8221; in modo snello ed evoluto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Cristina Usai</em></p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html">Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[bill gates]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[macintosh]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[SPAZIO VIDEO]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1603</guid>
		<description><![CDATA[The Huffington Post fa una raccolta, gustosa e divertente, delle dichiarazioni rilasciate da Steve Jobs riguardo all’eterno concorrente Bill Gates. Uno scontro Apple Vs Microsoft che, oltre a battersi a colpi di software e di marketing, si gioca attraverso scambi di battute a dir poco al vetriolo. Dopo il salto, la cronistoria commentata di un [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html">Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.huffingtonpost.com/2010/07/04/steve-jobs-on-bill-gates_n_629238.html#s84658">The Huffington Post</a></strong> fa una raccolta, gustosa e divertente, delle dichiarazioni rilasciate da Steve Jobs riguardo all’eterno concorrente Bill Gates. Uno scontro Apple Vs Microsoft che, oltre a battersi a colpi di software e di marketing, si gioca attraverso scambi di battute a dir poco al vetriolo. Dopo il salto, la cronistoria commentata di un rapporto tempestoso con tanto di happy end finale.</p>
<div id="attachment_1604" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/gates_jobs.jpg"><img class="size-full wp-image-1604 " title="gates_jobs" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/gates_jobs.jpg" alt="gates jobs Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo" width="550" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Un giovane e brufoloso Bill Gates Vs un capellone Steve Jobs</p></div>
<p><span id="more-1603"></span></p>
<p>In un’intervista del <strong>1994</strong>, a Steve Jobs viene chiesto cosa ne pensa del successo del rivale:</p>
<p>“Come mi posso sentire riguardo al fatto che Bill Gates stia diventando sempre più ricco riguardo a un’idea che abbiamo avuto insieme… Beh, che dire, l’obiettivo non è essere l’uomo più ricco sepolto in un cimitero. Almeno, questo non è il mio obiettivo” (<em>Umorismo “inglese”? Non è dato saperlo, ndr</em>)</p>
<p>Nel <strong>1996</strong>, poco prima che Microsoft fosse accusata di monopolio, Steve Jobs, manco a farlo apposta gufa:  “Sono amareggiato- non dal successo di Microsoft – non ho nessun tipo di problema nei confronti del loro successo, se lo sono guadagnato perlopiù. Ecco ho un problema riguardo al fatto che i loro prodotti siano di terza categoria”</p>
<p>Nel <strong>1997</strong> Steve Jobs dà il suo secco giudizio su Gates e Microsoft (<em>probabilmente dopo aver ingerito cianuro, nd</em>r): “Auguro a Bill Gates il meglio. Veramente. Credo solo che lui e Microsoft siano un po’ fiacchi. Probabilmente sarebbe stato un ragazzo di più ampie vedute se si fosse fatto d’acido almeno una volta durante la sua giovinezza”</p>
<p>Nel <strong>2007</strong>, durante una conferenza, la <strong><a href="http://allthingsd.com/">AllThingsD</a></strong>, Steve Jobs scivola nella “cronaca rosa” e mette in chiaro la sua relazione con Bill Gates. Nonostante i due siano rivali in affari, la butta sulla simpatia dichiarando che “hanno tenuto segreto il loro matrimonio per ben 10anni” (<em>Ok, Steve riprovaci, ndr</em>)</p>
<p>Alla<strong> </strong><a href="http://developer.apple.com/wwdc/"><strong>WWDC</strong></a><strong> , </strong>il raduno degli sviluppatori delle applicazioni Apple<strong> </strong>del 2006, Steve Jobs si sfoga così: “I nostri amici (in Microsoft) spendono ben 5 milioni di dollari l’anno nella ricerca e nello sviluppo… e tutto quello che riescono a fare non è altro che copiare Google ed Apple!”</p>
<p>Nel <strong>2007</strong>, Steve Jobs e Bill Gates si ritrovano faccia a faccia, a 20 anni di distanza, sullo stesso palco. A risposta alla domanda riguardo alla dipartita di Gates da Microsoft, il CEO di Apple dichiara “Penso che il mondo sia un posto migliore perché Bill ha realizzato il suo obiettivo di non diventare il ragazzo più ricco sepolto in un cimitero, giusto?” La reazione di Gates non è data saperlo, anche se spereremmo in un bel gancio destro.</p>
<p>L’Huffington Post conclude il reportage con una chicca datata <strong>1983:</strong> “Il gioco delle coppie” tra un capellone Steve Jobs tronista e 3 pretendenti tra cui, indovinate chi? Un esile biondino occhialuto dal nome Bill Gates, che per accaparrarsi la preferenza del giovane presidente Apple, si lancia in dichiarazioni d’amore per Macintosh (“Di tutte le macchine che io abbia mai visto, Mac è l’unica in grado di catturare l’immaginazione”). Secondo voi Steve Jobs chi avrà scelto? Guardate il video e lo scoprirete.</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html">Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[marketing non convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>
		<category><![CDATA[wwdc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1599</guid>
		<description><![CDATA[Si chiamano “Freedom from Porn” e, come si definiscono loro, sono dei ragazzi amanti del porno.
Steve Jobs, padre patron di Apple e autore della memorabile frase “Freedom from Porn” (a questo link trovate la diatriba) è l’oggetto della contestazione.
Appiccicare adesivi contenenti messaggi espliciti di “gallinelle in calore”, “casalinghe calde” e “nerd vogliose” e creare profili [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html">Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiamano <a href="http://freedom-from-porn.com/"><strong>“Freedom from Porn”</strong></a> e, come si definiscono loro, sono dei ragazzi amanti del porno.</p>
<p><strong>Steve Jobs</strong>, padre patron di Apple e autore della memorabile frase “Freedom from Porn” (<a href="http://gawker.com/5539717/steve-jobs-offers-world-freedom-from-porn">a questo link trovate la diatriba</a>) è l’oggetto della contestazione.</p>
<p>Appiccicare adesivi contenenti messaggi espliciti di “gallinelle in calore”, “casalinghe calde” e “nerd vogliose” e creare profili Social fake di un arrapato Steve Jobns all’interno della pubblicità che Apple ha fatto per le strade di San Francisco in occasione del WWDC (<a href="http://developer.apple.com/wwdc/">Apple Worldwide Developers Conference</a>) di questi giorni è la loro azione.</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>E, consci della chiusura del sistema Apple, ci si chiede se quella che è partita inizialmente come Rivoluzione non si stia trasformando in una dittatura. Illuminata, ma pur sempre tale.</p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html">Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 08:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi di Esperienze 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[cupidtino]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1587</guid>
		<description><![CDATA[
Dopo qualche mese di attesa, oggi esce, in versione beta, Cupidtino, il sito di dating per amanti del Mac. Inutile fingere: solo se si è in possesso di un Macbook, di un iMac, di un iPhone o di un iPad ci si può registrare al sito che gli altri siti di dating invidieranno presto. La [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html">Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-104.png"><img class="size-full wp-image-1588 aligncenter" title="Immagine 104" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-104.png" alt="Immagine 104 Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac" width="521" height="240" /></a></p>
<p>Dopo qualche mese di attesa, oggi esce, in versione beta, <a href="http://cupidtino.com/about"><strong>Cupidtino</strong></a>, il sito di dating per amanti del Mac. Inutile fingere: solo se si è in possesso di un Macbook, di un iMac, di un iPhone o di un iPad ci si può registrare al sito che gli altri siti di dating invidieranno presto. La grafica ricalca infatti in tutto per tutto l’essenzialità e il minimalismo che le applicazioni Apple ci hanno insegnato ad amare.</p>
<p>La filosofia che sta alla base del social è semplice: se hai sposato la filosofia Mac dovresti avere molti punti in comune con chi, come te, ha scelto la Mela.</p>
<p><em>Dopo il salto, la recensione di Cupidtino</em></p>
<p><span id="more-1587"></span></p>
<p><strong>Ma come funziona?</strong> Basta andare sul sito e registrarsi. Il passo successivo è inserire i propri interessi in modo cool come da suggerimento e stalkerare gli altri. A quest’ora, le 10 e 15 di un’assolata mattinata a Cologno Monzese, siamo in 10 Machearts ad essere presentati come “i più recenti”. Se si può parlare di percentuali siamo il 90% uomini e il 10% donna travestita da orso polare.</p>
<p>Se non fosse un sito di dating, si candiderebbe come uno dei più bei social network: unisce i pregi di Facebook, Twitter, FriendFeed con tanto di pulsante “Mac her!” o “Mac him!” integrato per tentare la scalata pubblica al rango di “Rubacuori”.</p>
<p>Inoltre ci sarà una funzione “Apple Gadgets” che al momento sembra tanto fumosa sulla sua natura, quanto appetibile a noi Machearts.</p>
<p>Il primo difetto riscontrato? La policy sul linguaggio. Mi hanno già censurata, ma lo ripeto qua: You’re my type if… you suck! <strong>Buon tacchinaggio a tutti!</strong></p>
<p><a href="http://cupidtino.com/">Per iscriverti a Cupidtino, clicca qui</a><strong><br />
</strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html">Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 13:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi di Esperienze 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Google Chrome]]></category>
		<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1581</guid>
		<description><![CDATA[Avremmo potuto scrivere “La velocità corre sul filo della patata” ma non volevamo ricalcare i più beceri titoli dei siti di gossip: fatto sta, che è proprio la patata al centro del “contenzioso” tra Opera e Google Chrome. L’oggetto della sfida è la velocità del browser.
Tutto ha inizio da Google Chrome che il 3 maggio [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html">Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avremmo potuto scrivere “La velocità corre sul filo della patata” ma non volevamo ricalcare i più beceri titoli dei siti di gossip: fatto sta, che è proprio la patata al centro del “contenzioso” tra<a href="http://www.opera.com/"> Opera</a> e <a href="http://www.google.com/chrome">Google Chrome</a>.<strong> L’oggetto della sfida è la velocità del browser.</strong></p>
<p>Tutto ha inizio da<strong> Google Chrome</strong> che il 3 maggio esce con questo video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il 27 maggio<strong> Opera</strong>, browser norvegese, risponde a Google, con questo sarcastico video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Come Davide contro Golia, <strong>Opera</strong>, grazie a questa intelligente operazione di marketing non convenzionale, ha tutti i numeri per guadagnare punti sul colosso dei browser. E tutto per merito della patata. (Una chiusa,questa, come i migliori siti di gossip insegnano.)</p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html">Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</title>
		<link>http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi media]]></category>
		<category><![CDATA[fabio ghioni]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[hacker]]></category>
		<category><![CDATA[hacker republic]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[privcay policy]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1573</guid>
		<description><![CDATA[Fabio Ghioni è uno dei massimi esperti, a livello mondiale, di sicurezza informatica. In una parola: l&#8217;hacker più famoso d&#8217;Italia, finito in carcere in isolamento per un poco chiaro affaire Telecom e oggi assoldato da Dell come eccellenza nell&#8217;ambito della security. Suo è &#8220;Hacker Republic&#8221;, appena pubblicato da Sperling &#38; Kupfer, in cui viene sostenuto [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html">La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fabio Ghioni</strong> è uno dei massimi esperti, a livello mondiale, di sicurezza informatica. In una parola: l&#8217;hacker più famoso d&#8217;Italia, finito in carcere in isolamento per un poco chiaro <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Dio-patria-e-spioni/1503447/16/0">affaire Telecom</a> e oggi assoldato da Dell come <a href="http://www.fabioghioni.net/2010/05/dell-ripensa-la-sicurezza-e-in-italia-sceglie-fabio-ghioni/">eccellenza nell&#8217;ambito della security</a>. Suo è &#8220;Hacker Republic&#8221;, appena pubblicato da Sperling &amp; Kupfer, in cui viene sostenuto quello che tutti noi abbiamo paura ad ammettere a noi stessi: l&#8217;inesistenza della privacy. Dopo il salto  l&#8217;intervista a Fabio Ghioni realizzata da CDCM Pro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-21.png"><img class="size-full wp-image-1574 aligncenter" title="Immagine 21" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-21.png" alt="Immagine 21 La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni" width="517" height="269" /></a></p>
<p><span id="more-1573"></span></p>
<div><strong>1)Non è un paradosso la questione privacy sulla rete? Un esempio quotidiano: quando noi flagghiamo un &#8220;Accetto le condizioni&#8221; spesso non leggiamo che in realtà è come se stessimo vendendo l&#8217;anima e i diritti sulle nostre pubblicazioni (siano immagini, video, testi) non esistono. </strong></div>
<p>In effetti, la privacy è un concetto superato. Dovremmo sapere che tutto ciò che facciamo con un dispositivo connesso a una rete, sia un cellulare o un computer, lascia una traccia che può essere ricondotta a noi. In realtà, anche quando usiamo la tessera del supermercato o quella dei trasporti pubblici le nostre azioni vengono registrate e finiscono in un database. Non è molto difficile tracciare un profilo di una persona, le sue generalità, le sue relazioni, i suoi movimenti e i suoi gusti. E in molti casi non è necessario essere un hacker, perché queste informazioni sono reperibili da fonti open source, dai nostri profili pubblici nei social network, dalle migliaia di tracce che lasciamo inconsapevolmente in rete. I disclaimer che si accettano senza nemmeno averli letti sono solo un esempio di quanta poca consapevolezza ci sia a riguardo. Ma c&#8217;è di più. In molti casi, non rinunciamo alla nostra privacy solo per negligenza o per pigrizia. Sempre più spesso siamo noi stessi a chiedere di essere controllati, perché questo ci fa sentire più al sicuro. Pensa ai body scanner negli aeroporti, o alla videosorveglianza onnipresente. A Chicago, come in molte altre città del mondo, decine di migliaia di videocamere riprendono ogni angolo di strada ventiquattro ore su ventiquattro. E sono gli stessi abitanti a chiedere di installarle nel proprio quartiere.</p>
<p><strong>2)Sono convinta che le strategie di comunicazione sulla privacy siano comunicazioni volte a farci sentire più sicuri, più che a esserlo veramente. Sei d’accordo con questo? Quali informazioni dovremmo evitare di dare su di noi?</strong></p>
<p>Sì, tutte le informative sulla privacy ci dicono in realtà che la privacy non esiste, che stiamo affidando le nostre vite a qualcuno che si impegna a non utilizzarle oltre certi limiti. Tuttavia, il mercato delle informazioni sensibili è oggi il più fiorente. Inoltre, se anche un&#8217;azienda come Google si impegna a garantire la nostra privacy (cosa che nella realtà dei fatti non fa), purtroppo Google è fatta di persone e chi garantisce sui singoli individui che ci lavorano? Pensa a quell&#8217;ex-dipendente della HSBC, che prima di andarsene ha fatto un copia-incolla dal database della banca, per poi offrire ai governi stranieri le informazioni sui loro cittadini che evadevano il fisco. Per quanto riguarda le informazioni che non dovremmo dare in rete, oltre a quelle che già diamo senza accorgerne ogni volta che ci connettiamo, direi di darne il meno possibile. Ricordate che i social network sono una piazza pubblica a cui chiunque – ripeto: chiunque – può avere accesso.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1575" class="wp-caption aligncenter" style="width: 549px"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-22.png"><img class="size-full wp-image-1575 " title="Immagine 22" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/Immagine-22.png" alt="Immagine 22 La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni" width="539" height="372" /></a><p class="wp-caption-text">Fabio Ghioni ritratto da http://www.flickr.com/photos/lastknight/</p></div>
<p><strong>3)Esiste un modo per navigare in maniera consapevole? O è nell’essere consapevole di essere costantemente spiati “da un grande occhio” la nostra forza come users attivi?</strong></p>
<p>Diciamo che la consapevolezza di essere sotto gli occhi di chiunque è fondamentale. Da qui, tutto il resto viene da sé: se io so di essere in una piazza pubblica, mi sentirò ancora a mio agio nel raccontare i miei segreti su Facebook?</p>
<p><strong>4)Come si comporta un motore di ricerca quando navighiamo? Come vengono archiviati i nostri dati? Come Google ha costruito la sua fortuna diventando il motore leader?</strong></p>
<p>L&#8217;esempio di Google è emblematico, perché è una vera e propria fonte di intelligence open source. Ogni volta che facciamo una ricerca, il nostro computer invia delle informazioni a Google, localizzandoci. Se poi abbiamo effettuato il login al nostro account, allora associati al luogo da cui siamo connessi ci sono tutte le informazioni del nostro profilo. E siccome con l&#8217;account di Google si accedono a tanti altri servizi, come Gmail e YouTube, la quantità di informazioni che Google ha su di noi diventa notevole. Se a ciò aggiungi il fatto che con Street View possono riprenderci anche sulla porta di casa&#8230; be&#8217;, mettendo insieme tutti questi dati, possiamo dire che Google può sapere praticamente tutto di noi. La sua fortuna, oltre che all&#8217;efficienza del motore di ricerca, è appunto la quantità di applicazioni che offre, utilissime ma anche molto, molto intrusive per la nostra privacy, e alla comodità di doverti registrare a un solo account per accedere a tutte.</p>
<p><strong>5)La consapevolezza porta a un grande problema: la lucidità di vivere in una realtà costituita da quelli che erano i peggiori incubi cyberpunk (controllo, schedatura, libertà minata). Esiste una via d’uscita a tutto questo?</strong></p>
<p>Scusa se ti rispondo con un&#8217;altra domanda, ma perché la lucidità dovrebbe essere un problema? Se io so che c&#8217;è un animale feroce nascosto dietro al cespuglio, ho una chance per non essere mangiato. <strong>La consapevolezza non è un problema, è la soluzione.</strong></p>
<p><a href="http://www.fabioghioni.net/"><strong>Fabio Ghioni website</strong></a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html">La privacy non esiste, parola di Fabio Ghioni</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/media/la-privacy-non-esiste-parola-di-fabio-ghioni.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy</title>
		<link>http://www.mediagu.com/web/quit-facebook-day-uccidi-il-tuo-account-per-la-privacy.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/web/quit-facebook-day-uccidi-il-tuo-account-per-la-privacy.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0 e tools online]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[flickr]]></category>
		<category><![CDATA[ning]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1560</guid>
		<description><![CDATA[Il 31 maggio sarà il “Quit Facebook Day”: chi vorrà potrà dire addio alle foto in cui è stato taggato in situazioni imbarazzanti, a ex-fidanzati stalker, ad amicizie tra il serio e il faceto e a spam molesta. Come? Dichiarando al sito la propria volontà e cancellando, nella data del suicidio virtuale di massa, il [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/web/quit-facebook-day-uccidi-il-tuo-account-per-la-privacy.html">Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31 maggio sarà il<strong> <a href="http://www.quitfacebookday.com/">“Quit Facebook Day”</a></strong>: chi vorrà potrà dire addio alle foto in cui è stato taggato in situazioni imbarazzanti, a ex-fidanzati stalker, ad amicizie tra il serio e il faceto e a spam molesta. Come? Dichiarando al sito la propria volontà e cancellando, nella data del suicidio virtuale di massa, il proprio account.</p>
<p>L’accusa al social network più popolare del mondo è una, e insindacabile: <strong>il discutibile trattamento dei propri dati personali.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook-is-more-addictive-than-crack-front.jpg"><img class="size-full wp-image-1561 aligncenter" title="facebook-is-more-addictive-than-crack-front" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/facebook-is-more-addictive-than-crack-front.jpg" alt="facebook is more addictive than crack front Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy" width="541" height="600" /></a></strong></p>
<p><em>Dopo il salto, tutti i motivi per cui dovresti cancellarti da Facebook.</em><strong> </strong></p>
<p><strong><span id="more-1560"></span></strong></p>
<p><strong>Privacy questa sconosciuta</strong></p>
<p>Troppo spesso accettiamo le fantomatiche “condizioni di utilizzo” senza leggerle: basta flaggare “I agree” per vendere la propria anima al diavolo. Le lacrime da coccodrillo del giorno dopo servono a ben poco: è stato dimostrato, che anche se cancellati, i nostri dati fluttuano nel mare magnum di Google per almeno due anni. La vogliamo flaggare questa consapevolezza quando carichiamo online qualsiasi contenuto che riteniamo discutibile per la nostra reputazione online e, soprattutto, offline? Non siamo soggetti passivi: un bel mea culpa è spesso più saggio di un’accusa al sistema.</p>
<p><strong>Perché lasciare Facebook</strong></p>
<p>Nel manifesto del “Quit Facebook Day” innumerevoli e sensate sembrerebbero le motivazioni per cancellare, il 31 maggio, il proprio account:</p>
<p>-  Facebook è una droga: è innegabile che crei dipendenza, soprattutto tra coloro che non l’ammettono;</p>
<p>-  Facebook danneggia la salute, smettere di usarlo è come smettere di fumare: a parte il famoso studio per il quale in Inghilterra,<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/03/24/visualizza_new.html_1736629106.html"> “grazie” al social network</a> sarebbero aumentati i casi di sifilide, è un’esagerazione;</p>
<p>-  Facebook cambia le tue abitudini: diciamo che le facilita, stalking compreso;</p>
<p>-  Facebook sembrerebbe ignorare la questione privacy: come tutta la rete, aggiungiamo.</p>
<p>Facebook è maledettamente divertente, aggiungiamo noi: questo può provocare risate compulsive e chiacchierate in stile “L’ho visto/letto/taggato su FB”, provocando (giustamente) lo scherno dei vostri amici.</p>
<p><strong>Quali alternative a Facebook?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il Quit Facebook Day propone nell’ordine una combinazione di mail+Twitter+Flickr o l&#8217;utilizzo di<a href="http://www.ning.com/"> Ning</a> (quest’ultimo, oltre a performare male, dopo aver licenziato il 40% del personale, diventa a pagamento). Come questi trick, nemmeno tanto geniali, possano bypassare la questione  privacy non ci è dato saperlo. Chissà se i 2531 (dato in crescita) aspiranti suicidi eseguiranno il gesto estremo? Chi stalkererà, vedrà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/69tx0t.png"><img class="size-full wp-image-1562 aligncenter" title="69tx0t" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/69tx0t.png" alt="69tx0t Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy" width="460" height="345" /></a></p>
<p><strong>Italian for dummies version</strong></p>
<p>31st May will be the “Quit Facebook Day”. These are the reasons  why you should have to delete your FB account, according to the manifesto:</p>
<p>-   Facebook is a drug:  it gives addiction. Oh yeah!</p>
<p>-    Facebook is like smoking: no good for health</p>
<p>-  Facebook changes your habits:  it’s easier to stalk, we say</p>
<p>-   Facebook ignore privacy, like Internet does</p>
<p>The solution to avoid FB would be a mix of mailing-Twitter-Flickr or Ning. We don’t know how this solution will be better for privacy. But we will follow if 2531 (right now) “virtual suicides” will happen. Who stalks, will see. You can find all the information you need to delete your account,<a href="http://www.quitfacebookday.com/"> here</a>.</p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/web/quit-facebook-day-uccidi-il-tuo-account-per-la-privacy.html">Quit Facebook Day: uccidi il tuo account per la privacy</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/web/quit-facebook-day-uccidi-il-tuo-account-per-la-privacy.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/quando-il-web-diventa-funebre-il-caso-torboli-zandonatti.html</link>
		<comments>http://www.mediagu.com/comunica/quando-il-web-diventa-funebre-il-caso-torboli-zandonatti.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[impresa funebre]]></category>
		<category><![CDATA[marketing non convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[six feet under]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediagu.com/?p=1547</guid>
		<description><![CDATA[In Italia la riflessione sulla morte è sempre stata un tabù. Vuoi per scaramanzia, vuoi soprattutto per l’imperante cultura cattolica parlare tranquillamente e laicamente di morte non si fa. Se lo si fa, si viene tacciati di essere corvacci, menagrami, porta sfiga o, nella peggior delle ipotesi, emo, bambini di Satana o Isabella Santacroce.
Sul web, [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/quando-il-web-diventa-funebre-il-caso-torboli-zandonatti.html">Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In Italia la riflessione sulla morte è sempre stata un tabù. Vuoi per scaramanzia, vuoi soprattutto per l’imperante cultura cattolica parlare tranquillamente e laicamente di morte non si fa. Se lo si fa, si viene tacciati di essere corvacci, menagrami, porta sfiga o, nella peggior delle ipotesi, emo, bambini di Satana o <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y3FVCGlAjlQ">Isabella Santacroce</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul web, invece viviamo costantemente la morte virtuale. Ogni giorno cancelliamo profili, veniamo sbranati da zombies, clicchiamo su “ignora” o “delete” determinando la “morte” altrui. Nonostante questo viavai di identità, non riusciamo a parlare di morte. Sui mass media “tradizionali” le cose non vanno meglio. Usiamo metafore, allusioni, giochi di parole, poesie e tutti gli stratagemmi possibili per non dire le cose come stanno: che, prima o poi, tutti muoriamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ha provato la cybercultura a dare un senso a quello che in realtà un senso ha: fatti fummo di carbonio (e quindi destinati alla disgregazione molecolare), e non di silicio. Purtroppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ha provato<a href="http://lab.colorsmagazine.com/websites-archive"> il numero 24 di Colors</a>, il Death Issue, quando ancora era diretto da un Oliviero Toscani in ottima forma a scandagliare tutti gli ambiti, dall’antropologico all’irriverente, della morte. Ma niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ha provato pure Castelvecchi, cavalcando l’ondata nel 1998, pubblicando il trattato “Necrocultura – Estetica e Culture della Morte nell’immaginario di massa”. Ma vai a capire che c’è scritto</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni 2000 ci ha pensato la HBO a creare una serie tv, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Six_Feet_Under">Six Feet Under</a>, sulle vicende di una famiglia di impresari funebri. Una serie che fatto vedere quello che prima si poteva solo immaginare: dalle buffe morti accidentali ai processi di imbalsamazione del corpo. Una serie che è riuscita a mostrare, grazie a una eccellente sceneggiatura, un mondo sconosciuto ai più con un’eleganza e un senso della normalità mai visti prima in TV.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è, grazie anche alla visione di Six Feet Under, che mi sono sempre chiesta come mai in Italia non si sia mai pensato a fare qualcosa di diverso dallo standard nell’ambito della “comunicazione funeraria”. Con rispetto, tatto, eleganza, valori da cui non si deve prescindere. Io, nel dubbio, <a href="http://www.facebook.com/pages/DA-MORTO-VOGLIO-FARMI-CARAMELLARE/121098700197?ref=ts">da morta voglio farmi caramellare</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà in Italia,non è che nulla sia stato fatto: la creatività di alcune imprese funebri si è materializzata in gadget dal gusto discutibile, quali <a href="http://www.cofanifunebri.com/cofanifunebri-mania.htm">questi</a> o <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/multimedia/home/1784539/1/1">questi.</a></p>
<p style="text-align: justify;">La<a href="http://www.zandonatti.it/"> Torboli-Zandonatti</a>, un’impresa funebre di Mori, nel Trentino, si è mossa in maniera differente: ha utilizzato il web in maniera originale, ma in linea con l&#8217;azienda, riscuotendo così non solo l’attenzione dei media e dei blogger, ma anche dell’anziano alle pime armi con il PC.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonio Zandonatti spiega a CDCM Pro in cosa consiste la novità introdotta nella comunicazione dell’impresa funebre, sostenendo il proprio servizio con questa (illuminante) premessa: “La volonta di progredire in un azienda di onoranze funebri può sembrare una cosa superflua o addirittura controproducente dal punto di vista dell&#8217;immagine aziendale. Lo spazio per l&#8217;innovazione sembra non esistere ma non è così, per questo motivo alla Torboli &#8211; Zandonatti snc di Mori quando abbiamo deciso di innovare, si è pensato di puntare all&#8217;introduzione di un &#8220;servizio aggiuntivo&#8221; che conservasse le caratteristiche di semplicità e discrezione necessarie.” <em>Leggi l&#8217;intervista ad Antonio Zandonatti dopo il salto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1547"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_1548" class="wp-caption aligncenter" style="width: 637px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/1_Sixfeetunder1.jpg"><img class="size-full wp-image-1548 " title="1_Sixfeetunder1" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/1_Sixfeetunder1.jpg" alt="1 Sixfeetunder1 Quando il web diventa funebre: il caso Torboli Zandonatti" width="627" height="640" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Cover della prima serie di Six Feet Under</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Come è nata l&#8217;idea di un servizio online per i famigliari dei defunti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di realizzare un servizio online è nata osservando la difficoltà che incontravano molte persone (i congiunti) nel dover informare dell&#8217;accaduto non solo i parenti ma pure i conoscenti o gli amici che risiedono al di fuori del territorio coperto dai servizi di affissione o di stampa normalmente utilizzati. La cosa ha ancor più rilevanza in considerazione del fatto che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vallagarina">Vallagarina</a>, e non solo, è terra di emigranti che nel dopoguerra hanno dovuto recarsi altrove per lavorare. Per questo motivo crediamo che il servizio vada visto come strumento di comunicazione dal contesto locale verso l&#8217;esterno e viceversa dall&#8217;esterno al locale dando la possibilità a chi risiede lontano di informare con tempestività chi risiede nella terra d&#8217;origine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) In che cosa consiste il servizio che offrite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio consiste semplicemente nell&#8217;offrire un ulteriore canale di divulgazione della notizia (funesta) attraverso la pubblicazione, all&#8217;interno dell&#8217;<a href="http://www.zandonatti.it/contenuto_ITA_6_Necrologie-e-messaggi-di-cordoglio.html" target="_blank">area apposita</a>, del manifesto funebre così come realizzato per la tradizionale affissione sulla pubblica via in modo tale da non ledere in alcun modo la privacy dei congiunti. Ad integrazione della pubblicazione sta la possibilità, ed è qui l&#8217;innovazione, di poter inviare immediatamente senza alcun costo o precedenti registrazioni da parte di chi interagisce, il proprio messaggio di cordoglio dierttamente ai familiari del defunto senza bisogno di conoscere dati personali relativi agli stessi. Quella di non voler assolutamente trasformare in un &#8220;blog&#8221; l&#8217;invio dei messaggi di cordoglio è quindi una scelta voluta e doverosa per tutelare la privacy di chi scrive e di chi riceve&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Vi aspettavate il riscontro su siti di comunicazione web?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intenzione era quella di fornire un servizio aggiuntivo locale ad integrazione del servizio di affissione e della normale necrologia sui quotidiani dando la possibilità di &#8220;interagire&#8221; con i congiunti, prevedendo una lenta crescita delle adesioni alla novità, ma il riscontro è stato pressochè immediato in quanto fin dalla prima settimana di pubblicazione si sono raggiunti valori di rilievo in merito al numero di visite e pure nel numero di messaggi inviati, sicuramente molto superiori alle aspettative. Certamente non ci aspettavamo un riscontro di questo livello mediatico come l&#8217;intervista del GR1. <em>(Giornale Radio 1, ndr)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) Quali reazioni suscitate nella gente comune, diffidente nei confronti del web? Avete mai subito critiche per questa vostra iniziativa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La gente ha subito mostrato un atteggiamento favorevole verso la novità, ovviamente non tutti sono abituati ad utilizzare il PC per le proprie relazioni ma chi lo fa è stato anche in grado di produrre delle critiche costruttive in merito come ad esempio l&#8217;inserimento del &#8220;suggeritore&#8221; perchè in certi casi non si sa proprio cosa dire&#8230; È nostra soddisfazione dire che finora abbiamo ricevuto soltanto elogi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5) Qualcuno potrebbe pensare che questo vostro servizio possa essere non rispettoso nei confronti di un avvenimento tragico quale la morte di un parente. Come convincete una persona del contrario?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È vero, qualcuno di primo acchito potrebbe pensare che questo servizio sia irrispettoso nei confronti di un avvenimento tragico ma probabilmente dovrebbe pensarlo anche di ogni altra attività mediatica quale la pubblicazione sui comuni necrologi&#8230; Questa va vista solamente come un&#8217;ulteriore opportunità di manifestare la propria partecipazione ad un lutto nella maniera meno invadente possibile, dando la piena libertà a chi scrive di farlo anche alle 2 di notte senza &#8220;disturbare&#8221;.</p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/quando-il-web-diventa-funebre-il-caso-torboli-zandonatti.html">Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediagu.com/comunica/quando-il-web-diventa-funebre-il-caso-torboli-zandonatti.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
