Wikipedia, il ciclo di vita di una Fondazione in mano agli utenti

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Dopo gli appelli dei fondatori e dei sostenitori di Wikipedia, ecco che gli obiettivi economici della Fondazione sono stati raggiunti.

Il merito? Tutto degli utenti.

Per un po’ di mesi il tormentone è stato: “Quanti soldi chiederà ai suoi utenti Jimmy Wales oggi?“, e se non sapete di chi stiamo parlando, probabilmente è da un po’ che non consultate Wikipedia.

Il suo fondatore, ovvero Wales, ha infatti attuato negli scorsi mesi una campagna di sensibilizzazione per la Wikimedia Foundation, per cercare fonti di sostentamento al progetto che non ha altre entrate se non quelle che arrivano volontariamente dagli utenti.

Considerato che Wikipedia è l’enciclopedia libera più famosa, consultata e utile del mondo, non è stato difficile per il team racimolare in pochissimo tempo venti milioni di dollari da investire tutte in questo grandioso progetto. Eppure le polemiche non sono mancate: per quanto ognuno di noi consulti almeno una volta al giorno una pagina di Wikipedia, non è stato affatto semplice subire gli sguardi inquisitori dello staff che, con un semplice messaggio e un header molto impattante, hanno “tormentato” le coscienze degli utenti chiedendo delle donazioni.

Con uno script, per un certo periodo, era stato anche possibile eliminare la faccia di Wales durante la navigazione. Un tormentone che ha avuto anche i suoi riscontri comici: su Facebook è ancora visibile una fan page dedicata, ovvero “L’insostenibile bruttezza dei collaboratori di Wikipedia“, dove è possibile scorrere in una gallery i volti di tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta fondi, mettendoci la faccia.

Raggiunti i venti milioni di dollari, ecco che il faccione di Wales è sparito, così come le sue richieste, lasciando un vuoto incolmabile. La cosa interessante di questa campagna è la partecipazione attiva degli utenti che, con le loro donazioni, hanno contribuito a tenere in vita un progetto fondamentale per la distribuzione democratica della cultura e la libera diffusione del sapere.