Twitter arriva dove non possono i giornali: il caso Ryan Giggs

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Se il nome Ryan Giggs non vi dice niente, vi basti sapere che è un calciatore molto famoso del Manchester, che ha una carriera molto intensa alle spalle, una moglie e anche un’amante. Quest’ultimo dettaglio è venuto fuori da Twitter, dove da giorni il nome di questo giocatore rimbalza tra i tweets, provocando un vero e proprio pandemonio. Nel frattempo, i giornali di gossip tacciono.

Dove non arriva la stampa tradizionale arriva Twitter, potremmo dire alla luce del caso Giggs. Un calciatore con una doppia vita, sbugiardata sul social network, mentre tutto intorno a lui – stampa tradizionale e online – tace, grazie a una clausola inglese che vieta ai giornali di parlare di un vip, se questi non è d’accordo.

Il povero Giggs non era ovviamente d’accordo a lasciar trapelare la sua storia d’amore parallela (al suo matrimonio, ovviamente) con una starlette del Grande Fratello inglese, ma più di 100 mila tweets lo incastrano definitivamente. Cosa fare allora se non denunciare Twitter e l’anonimo (un giornalista piuttosto sveglio?) che, primo, aveva fatto circolare quelle voci?

Per fortuna, c’è chi, in Inghilterra, conosce ancora il significato di parità di diritti: un vip che chiede un’ingiunzione per non apparire sui giornali quando fa qualcosa di molto poco etico e si permette anche di denunciare il (più) libero social network che ha osato parlare e il Primo Ministro Cameron ha dichiarato che trova assurdo non poter parlare pubblicamente di una storia che è già di dominio pubblico (almeno su Twitter).

E se è vera la storia che i giornalisti sono sempre più convinti che la fonte di informazione di questa nuova epoca siano i social network, allora non c’è che dire: il caso Giggs è destinato ai giornali, come storia qualunque di un vip qualunque che, come tale, può ritrovarsi sui giornali di gossip se commette uno sgarro.

La svolta, dopo le dichiarazioni del Primo Ministro, ha visto la Camera dei comuni imporsi contro l’ingiunzione e dare il via libera ai giornali e alle loro copertine. Peccato siano arrivati troppo tardi: su Twitter quella di Giggs è già storia vecchia.