Niente social newtork per i politici: una riflessione

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Sui social network ci sono tutti, con Obama in prima linea, a tener testa all’avanzata dei nuovi media. I membri del G8 sono tutti presenti con account Twitter o Facebook e un canale Youtube. Ma non tutti i politici hanno capito il potenziale dei social network: come potrebbero usarlo per dare una mano ai cittadini?

Secondo una recentissima ricerca neanche troppo articolata nel reperimento dei dati, sarebbero pochissimi i politici presenti sui social network in modo attivo: tra i membri del G8, solo Obama pare aver capito il potenziale sociale di queste piattaforme, mentre tutti gli altri, Premier italiano compreso, non sembrano voler accettare che i processi di comunicazione, oggi, passano anche per Facebook e Co.

A differenza del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha presentato su YouTube il video per la cadidatura alle elezioni presidenziali del 2012 mostrandosi molto preparato sul mezzo (lui o i suoi collaboratori, poco importa, l’importante è esserci), molti altri suoi colleghi non hanno un account e, se presente, in realtà interagiscono poco e in modo del tutto poco costruttivo, per paura dell’interazione con gli elettori e gli utenti. Ma sarà davvero poi paura, o solo pigrizia?

Innanzitutto, una buona campagna social potrebbe essere usata a scopi elettorali: la comunicazione del programma e delle attività del politico in questione  arriverebbero più facilmente  a un maggior numero di persone e soprattutto ai giovani, che usano il web anche come fonte di informazione.

E poi, le interazioni dirette con gli elettori, più veloci e tracciabili, potrebbero essere un buon motivo per cui i politici nostrani e internazionali dovrebbero voler approdare sui social network, con account non istituzionali ma informali, amichevoli e soprattutto aggiornati.