Pinterest: da zero a cinque in un pin

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Pinterest è il social network del 2012. L’enorme bacheca mondiale degli interessi  sta prendendo piede anche in Italia. Ecco il nostro primo approccio.

I numeri, si sa, parlano chiaro e dati alla mano Pinterest viene già salutato da molti come il social network del momento (o dell’anno? ci chiediamo noi).

Con un traffico superiore a Google + e a Tumblr, Pinterest ha registrato  4000% utenti in più a fine 2011. Non solo.  Hitwise, azienda ben nota agli addetti ai lavori, ha fatto i conti in tasca al social network creato da Paul Sciarra, Evan Sharp e Ben Silbermann e ne è risultato che 11 milioni di utenti si sono iscritti solo nella settimana di Natale, e che sono oltre 10 milioni le pagine viste a dicembre.

Ci sembra utile ricordare che Pinterest è un social network su invito. I numeri ci sembrano così ancora più interessanti.

Una volta superato il passaggio dell’accesso su invito il primo approccio può sembrare un po’ faticoso e dispersivo. Ci si trova davanti a moltissime immagini (pin) catalogate in queste immense bacheche (pinboard) ognuna delle quali è dedicata ad uno specifico interesse (interest).

Home page di Pinterest

Siccome Pinterest non ci sembra molto generoso nel dare informazioni di utilizzo, ecco i cinque step che ci sembrano utili conoscere per riuscire ad approcciarsi al fenomeno social del momento.

  1. Intanto il nome. Pinterest è una parola che se cercate sul dizionario non troverete di sicuro, (almeno per ora). Si tratta del mash up di due parole inglesi pinboard (bacheca) e interest (interesse).
  2. Il concetto di Pinterest è molto semplice. Immaginatevi quelle enormi bacheche in sughero che molti di voi di sicuro hanno avuto e che usavano per appuntarci di tutto: dalla cartolina di Londra a quella ricetta mai fatta, dalla citazione preferita alla foto del proprio gatto. Pinterest è questo. Una bacheca digitale sulla quale appuntare i propri interessi opportunamente divisi per categoria. Il bello è che si possono esplorare anche gli interessi degli altri. Che social network sarebbe senza un pizzico di voyeurismo?
  3. Addentrandosi sempre di più nell’esplorazione ci si accorge, infatti,  che al momento dell’iscrizione bisogna segnalare quali sono i propri interessi e automaticamente Pinterest ci fa diventare follower di persone già molto attive in quel dato campo. Un po’ come Twitter. Una volta follower è possibile visualizzare le immagini delle varie bacheche, apporre un like alle foto o alle bacheche che ci interessano (Facebook insegna).
    Pinterest offre la possibilità di seguire una singola board oppure un utente (e quindi tutte le sue board). Un consiglio? cominciate a seguire le singole board per non trovarvi la bacheca invasa da milioni di immagini e video.
  4. Come incominciare a pinnare? (neologismo che, siamo sicuri, avrà un discreto successo nel 2012). Niente di più facile, si possono caricare foto dal proprio computer  oppure si può scaricare il “pin button”  per il proprio browser:  questo bottone consente di restringere i contenuti del sito che si sta navigando a sole immagini/video ciascuna pubblicabile nelle proprie bacheche, sia come immagine che come link. I temi ricorrenti sono legati essenzialmente alla sfera femminile, c’è chi ha usato Pinterest per organizzare il proprio matrimonio, per arredare casa o per scegliere gli outfit per il giorno dopo.
  5. Ovviamente più ci interessano cose particolari, meno saranno le board a cui guardare; questo però può tornarci utilissimo. Poniamo il caso che ci interessino solo le ricette a base di tofu o i vestiti in cotone organico. Benissimo. La popolarità della nostra bacheca per quel particolare argomento salirà alle stelle e molti saranno i like che riceveremo, ci aggiungeranno molti follower e avremo molte chance che una nostra immagine verrà repinnata (ovvero verrà copiata dalla nostra bacheca e incollata in quella di un nostro follower).

Per ora ci sembra abbastanza. Anche se le cose da dire sarebbero molte e quelle che ci passano per la testa ancora di più. Quello che abbiamo notato è che alcune aziende incominciano a comprendere le buone potenzialità di un social network come questo.  Per approfondire questo argomento è utile leggere cosa ha da dire l’esperto di Social media Marketing Davide Licordari qui.

Per gli amanti dei video tutorial vi consigliamo questo video.

Ora vorremmo lasciarvi con un’avvertenza. Pinterest, soprattutto all’inizio, provoca una vera e propria addiction. Una dipendenza che vi farà stare ore e ore a creare e a pensare quale immagine sarà perfetta per la board che state progettando.

Per il resto: happy pinning!