Chi seguire su Twitter? Ecco come scatta il follow-back e i consigli per farsi seguire

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Frequento Twitter da tre anni ormai, e, piano piano, i contatti e le interazioni sono cresciute, raggiungendo numeri molto alti e dandomi la possibilità di “incontrare” persone sempre nuove e interessanti. Ma come funziona il meccanismo del follow, con quali criteri si scelgono le persone da seguire e come decidere se diventare followers a propria volta dell’utente che ha deciso di collegarsi con noi? Ecco cosa ne pensano gli utenti, quali tattiche usano per cercare nuovi followers  e per accrescere il proprio numero di contatti e quale tipologia di tweeters non seguirebbero mai.


Con il passare degli anni, i numeri di Twitter sono cresciuti e, ad oggi, non ha nulla da invidiare a Facebook come intensità di interazioni e qualità di contenuti (anzi, il più delle volte, quelli del primo superano quelli del secondo). La rete di contatti che si può raggiungere è potenzialmente vastissima, se non infinita, e le tipologie di utenti presente sul social network è varia e difficilmente identificabile.

Oggi esploreremo quel meccanismo, chiamato follow back, con cui ogni giorno gli utenti Twitter si confrontano, ovvero: con quale criterio seguire i followers che ci hanno seguito a loro volta? E’ bene lasciarsi influenzare magari dalla bio (se è troppo scarna non lo seguo a mia volta, se è troppo tecnica immagino sia una persona noiosa e via dicendo) o dagli ultimi tweets scritti? O peggio, dal numero di contatti che il nostro nuovo followers ha (se sono pochi non è un utente popolare, quindi non vale la pena seguirlo)?

Alcuni di loro si lasciano prendere dall’istinto, come Pellicano60: “Nessun criterio. L’istinto, una foto, una frase…i motivi sono i più’ vari“. La Vanda, invece, è più risoluta: “Io seguo quelli che mi seguono (persone, no brand), almeno per un po’. se mi interessa quello che scrivono, bene, se no smetto!“.

Riccardo_Iommi invece ammette: “Mi casca l’occhio sulle bio e tendo a chi fa cose molto diverse dalle mie“, mentre Clikca aggiunge: “Ovviamente guardo se scrivono qualcosa di sensato, niente follow back a chi ha solo link!“. Altri ancora si mettono a fare calcoli matematici, come Aristocles1981: “Guardo anche il rapporto followers/following, se e’ molto minore di 1 diffido“, mentre Cromobox, forse rappresentando la tendenza media di tutti gli utenti Twitter, dice con semplicità: “In genere contraccambio subito il follow, lascio al tempo dire se sono followers interessanti, nel caso defollow“.