Essere una Twit-star è dura: il caso Charlie Sheen

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Charlie Sheen era un attore con molto potenziale. Sin dalla sua partecipazione a Wall Street del 1987 (Oliver Stone), i registi avevano visto in lui quell’aura maledetta, ma proficua, per sfondare a Hollywood. Eppure qualcosa è andato storto: la droga, l’alcol, le violenze sulle donne della sua vita, la carriera che va a rotoli, tutto in diretta Twitter. Perché Charlie Sheen, proprio come una serie di colleghi social-friendly (Ashton Kutcher e Demi Moore in prima linea), adora raccontare la propria vita sul social network, rivolgendosi a milioni di followers. Con qualche piccolo intoppo di percorso. Ecco come vive una Twit-star quando i fan gli voltano le spalle.


Con  3.471.383 followers, Charlie Sheen rientra a ragione tra i vip più seguiti su Twitter. Nonostante i suoi tweet poco chiari, spesso impastati dall’uso spropositato di alcool e droghe di cui l’attore fa uso, i fan lo adorano: da qui il suo successo, mondiale, nonostante la sua evidente disfatta. E si sa che Twitter è un po’ lo specchio della real-life: i fan possono darti un parere o un’opinione sul tuo ultimo film o sullo spettacolo teatrale che hai in programma senza troppi problemi e allo stesso tempo possono idolatrarti, facendo crescere il tuo personaggio a dismisura. Ed è proprio quello che è accaduto all’attore, fino all’inghippo finale: in teatro per presentare il suo ultimo lavoro, Sheen non ce l’ha fatta a sostenere il peso dell’intero spettacolo e degli insulti del pubblico che, oltre a fischiarlo in sala, ha continuato a sbeffeggiarlo anche su Twitter.

Non pago dell’immotivato amore che i fan gli avevano riservato nonostante il processo per violenze sulla sua ex moglie, ha cominciato a insultarli via tweet, perdendo così fama e notorietà, questa volta speriamo definitivamente.

Perché essere un vip è già difficile, figuriamoci esserlo su Twitter, dove solo Lady Gaga mantiene intatta la sua fama con oltre 9 milioni di fan adoranti.