Anobii vs Gooodreads: quale social per noi lettori?

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Leggere, leggere e ancora leggere: libri, saggi, fumetti, ogni pagina, ogni parola, è importante per il lettore, che dei suoi libri, da quelli più amati a quelli che non ha molto apprezzato, ha quasi una sorta di adorazione. La tecnologia – e i tablet, gli e-book reader, l’ iPad – è arrivata a modificare il rapporto tra lettore e libro, ma non per questo ne cambia l’intensità: leggere è ancora un piacere, così come è un piacere ricordare cosa si è letto e magari catalogarlo, recensirlo, dare un consiglio di lettura a un amico. Per questo sono arrivati i social networks come Anobii a dare una mano al’amante della lettura più incallito.

Unico nel suo genere, Anobii ha consentito dal 2005, anno del suo lancio, a milioni di utenti in tutto il mondo, di diventare dei veri e propri critici lettarari, con una marcia social in più: il calcolo automatico delle affinità tra lettori simili crea amicizie e alleanze, ampliando la rete del network fino a farlo diventare il più utile.

Eppure non tutti sono dello stesso avviso: i detrattori di Anobii lo accusano di essere “troppo caotico e confusionario” e cominciano a preferirgli soluzioni più snelle e scarne nella grafica, ma efficaci nella gestione dei libri inseriti dagli utenti e delle recensioni/opinioni relative. Ed è a questo punto che arriva Goodreads: nato nel 2006, sicuramente meno ricco da un punto di vista contenutistico (gli utenti non sono ancora moltissimi o comunque non possono competere con quelli di Anobii), è sicuramente l’avversario più agguerrito. Le sue funzionalità sono simili nei meccanismi ad Anobii e, in più, per tutti coloro che si fossero davvero stancati della confusione del primo, Goodreads dà anche la possibilità di importare la propria libreria già creata, senza rimettersi dal principio a crearla.

Anche i nuovi autori hanno un piccolo spazio su Goodreads: così come già Myspace per i gruppi musicali emergenti, anche questo  social network si propone come vetrina per gli scrittori in erba, dedicando loro una pagina in cui possono descrivere il loro lavoro e il loro progetto letterario.