Angry Birds, un caso di successo

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Anche voi ce l’avete a morte con i maialini verdi?

Non vedete l’ora di distruggerli tutti e di riconquistare le uova perdute?

Allora, come oltre 700 milioni di utenti, vi siete immedesimati negli uccellini di Angry Birds, il gioco per smartphone e tablet che fa impazzire il mondo.

Non è questione di pazzia: è che Angry birds crea dipendenza. Il meccanismo del gioco, di per sè nulla di complicato – piccoli uccellini con diversi “poteri” da usare come fionda per distruggere fortezze all’interno delle quali sono nascosti i maialini verdi – ha portato oltre 700 milioni di utenti (si è previsto di arrivare al miliardo entro la metà del 2012) ad aspettare tutte le novità che la Rovio, società produttrice con base in Finlandia, ha programmato di rilasciare.
Come Angry Birds Space, che ha accumulato più di 10 milioni di download in soli 3 giorni. Nuove regole (l’assenza di gravità cambia un po’ il meccanismo del gioco così come lo conosciamo) e nuove funzionalità, un divertimento ad alto tasso di dipendenza, appunto.

La Rovio, dal canto suo, partita come azienda di soli 20 dipendenti (ora ne conta 250) adesso gode i frutti dell’idea geniale sviluppata quando ancora del gioco si conosceva solo il potenziale: dall’accordo con l’App Store di Apple fino agli introiti derivanti dagli annunci pubblicitari visibili durante il gioco (ma per nulla invasivi) l’azienda ha saputo destreggiarsi – e affermarsi- pur non guadagnando nulla dai download effettivi del gioco.

Una bella storia di business e di marketing che non può che proseguire sulla strada del successo.