Cos’è GU?

è il blog di Creativi Digitali che parla in modo semplice di comunicazione non convenzionale e di nuove forme di marketing, offrendo case histories e andando a studiare ed analizzare anche le fonti internazionali più autorevoli.

Wikipedia: Il Primo Piano di Jimmy Wales Funziona!

Written by Elena. Posted in Marketing

L’ultima campagna di raccolta fondi di Wikipedia, con il primo piano di Jimmy Wales, sembra funzionare

Jimmy Wales

Jimmy Wales in primo piano chiede fondi per Wikipedia

Quando consultate la versione inglese di Wikipedia, in questi giorni venite colpiti subito dal banner usato per la raccolta fondi della popolare enciclopedia.

In primo piano, la faccia del fondatore, Jimmy Wales, che sembra guardarvi negli occhi chiedendo fondi per il progetto.

Sebbene questa particolare campagna abbia generato anche reazioni “ludiche” (ad esempio un’estensione per Google Chrome che portano il banner su qualunque sito visitiate, tanto per citarne una), sembra che la campagna stia avendo un discreto successo, dal momento che i click sul banner sono triplicati rispetto alle classiche campagne utilizzate da Wikipedia negli anni passati.

In pratica, il fatto di cercare di spingere la raccolta fondi sul “personale” (il banner cita “un appello personale da parte di Jimmy Wales“) sembra colpire maggiormente i visitatori di Wikipedia, che per questa ragione possono sentirsi più chiamati in causa e quindi più propensi alla donazione.

Questa è solo l’ennesima dimostrazione che, mettendoci la faccia, è possibile raccogliere maggiori adesioni, non solo per raccolte fondi, ma anche per generiche campagne pubblicitarie.
Se infatti l’utente vede una persona reale che gli si rivolge in modo diretto, si crea quasi un rapporto personale, e l’utente si sente più coinvolto, reagendo quindi in modo più positivo al messaggio veicolato.

[Urlesque]

English Please:

Jimmy Wales’s Staring Contest for Wikipedia’s Fund Raising Campaign

The latest Wikipedia Fundraising campaign uses a banner with Jimmy Wales’s face to get a more personal contact with the user, that feels more inclined to donate money to the free encyclopedia.

This is just one more proof that “going personal” in campaigns (not only fundraising ones, but also advertising campaigns) can be worth the effort; in these cases, the user feels more involved in the campaign and can have more positive reactions.

Asus: Come si Pronuncia? Un Divertente Video per Conoscere Meglio la Marca

Written by Elena. Posted in Marketing

Per una marca è importante anche che i propri utenti sappiano come si pronuncia, Asus ci mostra perché


Logo Asus

Asus


Quando pensiamo alla nostra azienda ed al nostro marchio, diamo per scontato che i nostri utenti e clienti sappiano come si pronuncia il nostro nome.

Purtroppo non sempre è così, e questo può portare a difficoltà nella comunicazione, soprattutto quando si arriva al passaparola tra amici al bar, come chiaramente dimostrato da questo video di Asus:

Come possiamo vedere, in lingua inglese una errata pronuncia di Asus può portare ad un discreto fraintendimento, e potenzialmente a situazioni imbarazzanti.

Immagine anteprima YouTube

 

 

 

Questo video, che fa parte della campagna di promozione Asus negli Stati Uniti, non si limita a mostrare i prodotti Asus, ma permette anche di conoscere meglio la marca, ed attraverso il divertente sketch fa sì che il nome Asus resti più facilmente impresso nella mente di chi visualizza il video.

Perché la Brand Awareness passa anche dalla pronuncia!

[GadgetBlog]

English Please:

Asus: How’s the pronounce again?

Knowing a brand doesn’t necessarily mean you also know how to speak the brand”s name.
This video, aired in the United States for Asus, shows what can happen if you mispronounce the company name.

Post-It: Ricorda di Comprarli!

Written by Elena. Posted in Marketing

I Post-It sono i foglietti che vengono utilizzati per la maggiore quando si devono lasciare messaggi su frigoriferi e monitor, ma cosa succede quando finiscono?

Siamo talmente abituati ai Post-It ed alla loro presenza in casa che raramente ci poniamo il dubbio di cosa fare nel caso si finissero (cosa che cerchiamo sempre di evitare).

L’ultima pubblicità di Post-It per il Belgio, ideata dalla Publicis, ci mostra cosa succede se i Post-It in casa (o in ufficio) finiscono veramente.
Saremmo “costretti” ad utilizzare banali foglietti di carta da attaccare con il nastro adesivo al frigorifero (o al monitor) proprio per ricordarci di comprare gli indispensabili foglietti adesivi.

E guardando le immagini ci rendiamo conto di quanto i Post-It siano migliori.

Infatti sono già tagliati, non lasciano residui, e quindi sono decisamente meno antiestetici di ciò che useremmo in queste situazioni per ricordarci che li dobbiamo prendere.

Il messaggio è chiaro, e chi fa largo uso dei fogliettini è portato a pensare quanti ne ha ancora a disposizione prima di trovarsi costretto a ripiegare sul nastro adesivo.

La campagna è stata creata dalla Publicis.
Direttori creativi: Alain Janssens e Paul Servaes
Direttore Artistico: Alex Gabriels
Copywriter: Wim Corremans
Fotografia: Fred Van Hoof e Kurt Stallaert

[I Believe in Advertising]

English Please:

Buy Post-It (before you run out of them)

The latest Publicis campaign for Post-It in Belgium shows the viewers what would happen if you forget to buy the popular paper notes.
As you can see from the images, using tape to fix a piece of paper on the fridge or the monitor can lead to bad results, talking about aesthetics.

And now, check if you have enough Post-It notes to make it to the end of the week!

Nuovo Video per il Samsung Galaxy Tab: Escursionismo “Estremo”

Written by Elena. Posted in Analisi di Esperienze 2.0

La nuova campagna video Samsung mostra al pubblico come sia possibile sfruttare appieno le caratteristiche del Galaxy Tab anche in situazioni piuttosto estreme.

Il Samsung Galaxy Tab non è un cellulare, ma non è nemmeno un semplice Tablet.
Sembra infatti essere quasi un incrocio tra i due tipi di dispositivi, anche dal punto di vista delle dimensioni.

E se le persone si chiedono perché mai dovrebbero portarsi dietro un oggetto tanto voluminoso quando gli Smartphone permettono di fare praticamente qualunque cosa con un ingombro sensibilmente inferiore, la risposta arriva da questo video:

Immagine anteprima YouTube

Il video, ideato e diretto da Rob Pearlstein e diffuso da The Viral Factory per Samsung, mostra un gruppo di impiegati in ritiro aziendale, che grazie al Samsung Galaxy Tab riescono a portare avanti le loro normali attività (posta elettronica, controllo portafoglio azionario, ed anche videochiamate con l’ufficio) pur trovandosi in un luogo decisamente ostile.

Certo, è difficile trovarsi in situazioni del genere, ma il video dimostra come anche (o forse soprattutto) in quelle situazioni un oggetto come il Galaxy Tab possa essere più utile di un Tablet (che non farebbe telefonate) e di uno Smartphone (che per leggere il giornale risulterebbe piuttosto scomodo, a causa delle dimensioni dello schermo).

Per avere una panoramica delle funzionalità del Galaxy Tab, è stato anche creato un minisito.

English Please:

Samsung Galaxy Tab can even be used in extreme situations

The Viral Factory produced a video showing the users how the new Samsung Galxy Tab can be more than a tablet and also more than a normal smartphone, showing how a user could benefit from the device’s features in extreme situations.

This video was created by Rob Pearlstein and promoted by The Viral Factory.

Diesel: Campagna Pubblicitaria Troppo “Forte”?

Written by Elena. Posted in Marketing

L’ultima campagna pubblicitaria Diesel, realizzata alla Brooklyn Law School, forse è troppo “Forte”.

Campagna Diesel
La Campagna Diesel, forse è un po’ “Forte”

Clickando sull’immagine a lato, potete vedere più in grande una delle immagini dell’ultima Campagna Pubblicitaria della Diesel.
Come sempre, il marchio ha utilizzato tinte forse un po’ “Forti” per questa sua campagna, realizzata alla Brooklyn Law School (con il permesso e la supervisione della scuola, ovviamente).

Il problema è affiorato dopo l’uscita della campagna, e le lamentele ci sono state, facilmente immaginabili viste le foto prodotte ed il fatto che è stata realizzata in una scuola di legge.

Questa polemica (ripresa anche da Repubblica qui in Italia) non danneggia però l’immagine di Diesel, che dal polverone sollevato dalla campagna e dalla scuola di legge può trarre vantaggio data la visibilità che ottiene proprio a causa delle polemiche.

E a poco serve la dichiarazione della scuola di legge, che pensava (forse troppo ingenuamente) che le fotografie avrebbero riguardato jeans e non biancheria intima, visto che si sa che le campagne di Diesel sono normalmente abbastanza “Forti“.
Piuttosto troviamo qui una ulteriore dimostrazione di come sia possibile ottenere pubblicità quasi gratuitamente grazie anche a polemiche.
Una ulteriore dimostrazione del fatto che “non importa se bene o male, l’importante è che se ne parli“.

[Be Pink Sheeps]

English Please:

Diesel “Law and Dis-Order”, and Brooklyn Law School argues about it

The latest Diesel advertising campaign, titled “Law and Dis-Order” used photos shoot at the Brooklyn Law School.
Seeing the images (here), you can easily imagine why the Law School argued about the use of its library for the photos, but this can be another chance for Diesel to get more media attention.