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	<title>Gu! La comunicazione in jeans. &#187; Comunicazione &amp; Marketing</title>
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			<title>Gu! La comunicazione in jeans.</title>
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		<title>Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano
Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo ora. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_4720978" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano" href="http://www.slideshare.net/EdelmanDigital/six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano">Six Digital Trends To Watch by Steve Rubel and David Armano</a></strong><object id="__sse4720978" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="643" height="543" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" /><param name="name" value="__sse4720978" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4720978" type="application/x-shockwave-flash" width="643" height="543" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=srdaslides-100709105957-phpapp02&amp;stripped_title=six-digital-trends-to-watch-by-steve-rubel-and-david-armano" name="__sse4720978" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo <strong>ora</strong>. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e quindi poco strategica, del marketing non convenzionale.</p>
<p>Iniziamo l’analisi delle slide con il commento ai primi tre punti emersi:</p>
<p><strong>Il marketing in streaming: la strategia di comunicazione diventa flusso continuo</strong></p>
<p>L’obsoleto banner si è trasformato in web 2.0, un termine abusato e oramai vecchio che indica nientedimeno che l’attuale scenario: i Social Network hanno cambiato il modo di usufruire il web.<strong> L’utente è il protagonista della rete.</strong></p>
<p>Un brand vincente è quello che scende nell’arena mediatica e cattura l’attenzione dei clienti e dei potenziali tali offrendo contenuti interessanti e coinvolgenti, partecipando attivamente alle discussioni. Un rapporto alla pari che non deve dimenticare una regola fondamentale: rispondere sempre. La curiosità di un cliente va soddisfatta. <strong>Sempre</strong>, ripetiamo.</p>
<p>Acquista punti e reputazione un brand capace di mettersi in gioco offrendo un vero e proprio servizio clienti sui vari Social: non si tratta solo di educazione o, come volete chiamarla, netiquette… un cliente soddisfatto è un cliente che apprezzerà il vostro brand, ne parlerà bene e lo consiglierà ai propri amici creando quello che si dice WOM, word of mouth: il caro buon vecchio passaparola!</p>
<p><strong>La Googlizzazione</strong><strong> dei media: ovvero Content is the King</strong></p>
<p>Perdonatemi l’italianizzazione del già ostico, Googleization, ma il concetto è chiaro: le persone SONO al centro e il centro dei nuovi media. Come se non bastasse ciò, il nuovo  restyling di Google, con l’avvento di Caffeine, ha minato seriamente il lavoro degli esperti di SEO: non bastano più le parole chiave (anche se ricordiamo che una taggatura corretta e killer è sempre molto importante per la rilevanza di un contenuto) e i trucchi del mestiere a portare un brand in prima pagina su un motore di ricerca, ma sono i contenuti a farla da padrone.</p>
<p>In parole povere, conta la qualità di quello che si scrive: una risposta più pertinente e soddisfacente alla ricerca effettuata dal fruitore.</p>
<p><strong>I numeri sono importanti</strong></p>
<p>La qualità <strong>DEVE</strong> andare a braccetto con i numeri. Non fidatevi di chi vi propone mille campagne o mille tricks e non vi presenta una reportistica accurata: se la pagina fan di Facebook della vostra attività dopo mesi ha una manciata di fans significa che la vostra agenzia non sta lavorando bene. Se gli argomenti di cui parlate, in un sito, in un blog o in un vostro profilo Social, non riescono ad attrarre l’interesse degli altri utenti (quello che in linguaggio tecnico, si dice engagement) dovete raddrizzare il tiro. Se il vostro brand sul web è il Deserto dei Tartari, preoccupatevi. E non fidatevi di chi vi dice che l’editorialità non è importante: dei buoni contenuti associati a un’attività di scouting (sì, dovete essere i primi), associati a professionalità ed esperienza e a qualche trucco del mestiere, portano numeri.<br />
<strong>A settimana prossima, per il commento degli altri 3 trends!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1628" title="pc" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/pc.jpg" alt="pc Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte" width="632" height="299" /></a><br />
</strong></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-dei-6-web-trends-del-momento-%e2%80%93-prima-parte.html">Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte</a></p>
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		<title>Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 10:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Usai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[controllo social]]></category>
		<category><![CDATA[gatorade]]></category>
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		<description><![CDATA[Monitorare il social media marketing è la strada per relazionarsi in modo corretto alla rete. Le aziende che decidono di essere presenti sul web, dovrebbero tener conto degli effetti che lo stesso può "causare" al proprio brand, sia in termini positivi sia in termini negativi, ed interagire con le persone assecondando i loro desideri. Gatorade si è strutturata con il Gatorade's Social Control Center per migliorare e ridefinire immediatamente la propria comunicazione. In Italia il percorso per ottenere riscontri dalla rete è decisamente più articolato, ma viene fatto in modo accurato ed approfondito dalle agenzie che offrono questo servizio.<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html">Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ispirata da un nuovo, interessante, post di Carlo Mazzocco (che potete leggere <strong><a title="Carlo Mazzocco" href="http://carlomazzocco.blogspot.com/2010/07/gatorade-ha-un-centro-di-controllo-per.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+carlomazzocco+(Carlo+Mazzocco)" target="_blank">qui</a></strong>), vorrei invitare quanti di voi pensano al <strong>social media marketing</strong> in modo semplicistico a fare le opportune valutazioni per capire come un <strong>reale impegno</strong> sulla rete possa creare degli effetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo impegno è basato sull’<strong>ascolto in tempo reale</strong> di quanto viene “detto” sulla rete del proprio brand. L’azienda che decide di intraprendere il percorso del web, strutturandosi in modo tale da poter parlare al maggior bacino d’utenza consentito, deve essere disposta a <strong>migliorarsi ed a correggere il <em>tiro</em></strong><em> </em>secondo dati e statistiche che vengono rese dal proprio operato.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a queste forme di <strong>controllo e di adattamento</strong>, a livello di comunicazione, le aziende possono raggiungere le persone secondo i loro desideri espressi, preparandosi in modo evoluto ad <strong>assecondare le scelte</strong> dell’utente finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante aziende, oggi, in Italia fanno un’efficace azione sul web?</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strumenti per l’ascolto ed il monitoraggio, nel nostro paese, sono ancora un po’ “<a title="difficoltà nel monitorare la rete" href="http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/10/analisi-automatica-del-sentiment-su-twitter-tweetfeel/" target="_blank">rallentati</a>” ed a volte l’azione non è immediata come si potrebbe sperare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’epoca in cui l’autonomia di gestione <em>pare </em>bandire l’outsourcing, mirando ad ottimizzare al massimo i propri tempi e sfruttare il più possibile le proprie competenze, ci troviamo spesso a constatare come  delle <strong>buone idee non riescano a trovare il giusto sbocco</strong> e gli spazi idonei per mancanza di tempo di chi le gestisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di <a title="gatorade sito ufficiale" href="http://www.gatorade.com/default.aspx#home" target="_blank">Gatorade</a>, ovviamente, è una visione amplificata e in larga scala di quello che, di fatto, avviene all’interno di un’agenzia che offre questo tipo di servizi. <strong>Analisi, ricerca, controllo e pronta trasformazione dell’operato secondo i risultati d’azione ed i riscontri ottenuti</strong>, sono azioni da non sottovalutare per garantire la buona riuscita di una campagna di comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invito a dare uno sguardo al video &#8220;Gatorade&#8217;s Social Control Center&#8221; che, certamente, solleticherà la fantasia di molte agenzie che <em>guardano </em>al &#8220;social control&#8221; in modo snello ed evoluto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Cristina Usai</em></p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/controllare-i-social-media-per-garantirsi-una-buona-comunicazione.html">Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione</a></p>
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		<title>Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The Huffington Post fa una raccolta, gustosa e divertente, delle dichiarazioni rilasciate da Steve Jobs riguardo all’eterno concorrente Bill Gates. Uno scontro Apple Vs Microsoft che, oltre a battersi a colpi di software e di marketing, si gioca attraverso scambi di battute a dir poco al vetriolo. Dopo il salto, la cronistoria commentata di un [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html">Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.huffingtonpost.com/2010/07/04/steve-jobs-on-bill-gates_n_629238.html#s84658">The Huffington Post</a></strong> fa una raccolta, gustosa e divertente, delle dichiarazioni rilasciate da Steve Jobs riguardo all’eterno concorrente Bill Gates. Uno scontro Apple Vs Microsoft che, oltre a battersi a colpi di software e di marketing, si gioca attraverso scambi di battute a dir poco al vetriolo. Dopo il salto, la cronistoria commentata di un rapporto tempestoso con tanto di happy end finale.</p>
<div id="attachment_1604" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/gates_jobs.jpg"><img class="size-full wp-image-1604 " title="gates_jobs" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/07/gates_jobs.jpg" alt="gates jobs Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo" width="550" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Un giovane e brufoloso Bill Gates Vs un capellone Steve Jobs</p></div>
<p><span id="more-1603"></span></p>
<p>In un’intervista del <strong>1994</strong>, a Steve Jobs viene chiesto cosa ne pensa del successo del rivale:</p>
<p>“Come mi posso sentire riguardo al fatto che Bill Gates stia diventando sempre più ricco riguardo a un’idea che abbiamo avuto insieme… Beh, che dire, l’obiettivo non è essere l’uomo più ricco sepolto in un cimitero. Almeno, questo non è il mio obiettivo” (<em>Umorismo “inglese”? Non è dato saperlo, ndr</em>)</p>
<p>Nel <strong>1996</strong>, poco prima che Microsoft fosse accusata di monopolio, Steve Jobs, manco a farlo apposta gufa:  “Sono amareggiato- non dal successo di Microsoft – non ho nessun tipo di problema nei confronti del loro successo, se lo sono guadagnato perlopiù. Ecco ho un problema riguardo al fatto che i loro prodotti siano di terza categoria”</p>
<p>Nel <strong>1997</strong> Steve Jobs dà il suo secco giudizio su Gates e Microsoft (<em>probabilmente dopo aver ingerito cianuro, nd</em>r): “Auguro a Bill Gates il meglio. Veramente. Credo solo che lui e Microsoft siano un po’ fiacchi. Probabilmente sarebbe stato un ragazzo di più ampie vedute se si fosse fatto d’acido almeno una volta durante la sua giovinezza”</p>
<p>Nel <strong>2007</strong>, durante una conferenza, la <strong><a href="http://allthingsd.com/">AllThingsD</a></strong>, Steve Jobs scivola nella “cronaca rosa” e mette in chiaro la sua relazione con Bill Gates. Nonostante i due siano rivali in affari, la butta sulla simpatia dichiarando che “hanno tenuto segreto il loro matrimonio per ben 10anni” (<em>Ok, Steve riprovaci, ndr</em>)</p>
<p>Alla<strong> </strong><a href="http://developer.apple.com/wwdc/"><strong>WWDC</strong></a><strong> , </strong>il raduno degli sviluppatori delle applicazioni Apple<strong> </strong>del 2006, Steve Jobs si sfoga così: “I nostri amici (in Microsoft) spendono ben 5 milioni di dollari l’anno nella ricerca e nello sviluppo… e tutto quello che riescono a fare non è altro che copiare Google ed Apple!”</p>
<p>Nel <strong>2007</strong>, Steve Jobs e Bill Gates si ritrovano faccia a faccia, a 20 anni di distanza, sullo stesso palco. A risposta alla domanda riguardo alla dipartita di Gates da Microsoft, il CEO di Apple dichiara “Penso che il mondo sia un posto migliore perché Bill ha realizzato il suo obiettivo di non diventare il ragazzo più ricco sepolto in un cimitero, giusto?” La reazione di Gates non è data saperlo, anche se spereremmo in un bel gancio destro.</p>
<p>L’Huffington Post conclude il reportage con una chicca datata <strong>1983:</strong> “Il gioco delle coppie” tra un capellone Steve Jobs tronista e 3 pretendenti tra cui, indovinate chi? Un esile biondino occhialuto dal nome Bill Gates, che per accaparrarsi la preferenza del giovane presidente Apple, si lancia in dichiarazioni d’amore per Macintosh (“Di tutte le macchine che io abbia mai visto, Mac è l’unica in grado di catturare l’immaginazione”). Secondo voi Steve Jobs chi avrà scelto? Guardate il video e lo scoprirete.</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/steve-jobs-vs-bill-gates-20-anni-di-dichiarazioni-al-vetriolo.html">Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo</a></p>
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		<title>Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs</title>
		<link>http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiamano “Freedom from Porn” e, come si definiscono loro, sono dei ragazzi amanti del porno.
Steve Jobs, padre patron di Apple e autore della memorabile frase “Freedom from Porn” (a questo link trovate la diatriba) è l’oggetto della contestazione.
Appiccicare adesivi contenenti messaggi espliciti di “gallinelle in calore”, “casalinghe calde” e “nerd vogliose” e creare profili [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html">Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiamano <a href="http://freedom-from-porn.com/"><strong>“Freedom from Porn”</strong></a> e, come si definiscono loro, sono dei ragazzi amanti del porno.</p>
<p><strong>Steve Jobs</strong>, padre patron di Apple e autore della memorabile frase “Freedom from Porn” (<a href="http://gawker.com/5539717/steve-jobs-offers-world-freedom-from-porn">a questo link trovate la diatriba</a>) è l’oggetto della contestazione.</p>
<p>Appiccicare adesivi contenenti messaggi espliciti di “gallinelle in calore”, “casalinghe calde” e “nerd vogliose” e creare profili Social fake di un arrapato Steve Jobns all’interno della pubblicità che Apple ha fatto per le strade di San Francisco in occasione del WWDC (<a href="http://developer.apple.com/wwdc/">Apple Worldwide Developers Conference</a>) di questi giorni è la loro azione.</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>E, consci della chiusura del sistema Apple, ci si chiede se quella che è partita inizialmente come Rivoluzione non si stia trasformando in una dittatura. Illuminata, ma pur sempre tale.</p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/freedom-from-porn-guerrilla-a-san-francisco-contro-steve-jobs.html">Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 08:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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Dopo qualche mese di attesa, oggi esce, in versione beta, Cupidtino, il sito di dating per amanti del Mac. Inutile fingere: solo se si è in possesso di un Macbook, di un iMac, di un iPhone o di un iPad ci si può registrare al sito che gli altri siti di dating invidieranno presto. La [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/cupidtino-il-social-network-di-dating-per-amanti-del-mac.html">Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-104.png"><img class="size-full wp-image-1588 aligncenter" title="Immagine 104" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/06/Immagine-104.png" alt="Immagine 104 Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac" width="521" height="240" /></a></p>
<p>Dopo qualche mese di attesa, oggi esce, in versione beta, <a href="http://cupidtino.com/about"><strong>Cupidtino</strong></a>, il sito di dating per amanti del Mac. Inutile fingere: solo se si è in possesso di un Macbook, di un iMac, di un iPhone o di un iPad ci si può registrare al sito che gli altri siti di dating invidieranno presto. La grafica ricalca infatti in tutto per tutto l’essenzialità e il minimalismo che le applicazioni Apple ci hanno insegnato ad amare.</p>
<p>La filosofia che sta alla base del social è semplice: se hai sposato la filosofia Mac dovresti avere molti punti in comune con chi, come te, ha scelto la Mela.</p>
<p><em>Dopo il salto, la recensione di Cupidtino</em></p>
<p><span id="more-1587"></span></p>
<p><strong>Ma come funziona?</strong> Basta andare sul sito e registrarsi. Il passo successivo è inserire i propri interessi in modo cool come da suggerimento e stalkerare gli altri. A quest’ora, le 10 e 15 di un’assolata mattinata a Cologno Monzese, siamo in 10 Machearts ad essere presentati come “i più recenti”. Se si può parlare di percentuali siamo il 90% uomini e il 10% donna travestita da orso polare.</p>
<p>Se non fosse un sito di dating, si candiderebbe come uno dei più bei social network: unisce i pregi di Facebook, Twitter, FriendFeed con tanto di pulsante “Mac her!” o “Mac him!” integrato per tentare la scalata pubblica al rango di “Rubacuori”.</p>
<p>Inoltre ci sarà una funzione “Apple Gadgets” che al momento sembra tanto fumosa sulla sua natura, quanto appetibile a noi Machearts.</p>
<p>Il primo difetto riscontrato? La policy sul linguaggio. Mi hanno già censurata, ma lo ripeto qua: You’re my type if… you suck! <strong>Buon tacchinaggio a tutti!</strong></p>
<p><a href="http://cupidtino.com/">Per iscriverti a Cupidtino, clicca qui</a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 13:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avremmo potuto scrivere “La velocità corre sul filo della patata” ma non volevamo ricalcare i più beceri titoli dei siti di gossip: fatto sta, che è proprio la patata al centro del “contenzioso” tra Opera e Google Chrome. L’oggetto della sfida è la velocità del browser.
Tutto ha inizio da Google Chrome che il 3 maggio [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html">Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avremmo potuto scrivere “La velocità corre sul filo della patata” ma non volevamo ricalcare i più beceri titoli dei siti di gossip: fatto sta, che è proprio la patata al centro del “contenzioso” tra<a href="http://www.opera.com/"> Opera</a> e <a href="http://www.google.com/chrome">Google Chrome</a>.<strong> L’oggetto della sfida è la velocità del browser.</strong></p>
<p>Tutto ha inizio da<strong> Google Chrome</strong> che il 3 maggio esce con questo video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il 27 maggio<strong> Opera</strong>, browser norvegese, risponde a Google, con questo sarcastico video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/opera-vs-google-chrome-la-velocita-del-browser-corre-sul-filo-del-rasoio.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Come Davide contro Golia, <strong>Opera</strong>, grazie a questa intelligente operazione di marketing non convenzionale, ha tutti i numeri per guadagnare punti sul colosso dei browser. E tutto per merito della patata. (Una chiusa,questa, come i migliori siti di gossip insegnano.)</p>
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		<title>Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[impresa funebre]]></category>
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		<description><![CDATA[In Italia la riflessione sulla morte è sempre stata un tabù. Vuoi per scaramanzia, vuoi soprattutto per l’imperante cultura cattolica parlare tranquillamente e laicamente di morte non si fa. Se lo si fa, si viene tacciati di essere corvacci, menagrami, porta sfiga o, nella peggior delle ipotesi, emo, bambini di Satana o Isabella Santacroce.
Sul web, [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/quando-il-web-diventa-funebre-il-caso-torboli-zandonatti.html">Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In Italia la riflessione sulla morte è sempre stata un tabù. Vuoi per scaramanzia, vuoi soprattutto per l’imperante cultura cattolica parlare tranquillamente e laicamente di morte non si fa. Se lo si fa, si viene tacciati di essere corvacci, menagrami, porta sfiga o, nella peggior delle ipotesi, emo, bambini di Satana o <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y3FVCGlAjlQ">Isabella Santacroce</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul web, invece viviamo costantemente la morte virtuale. Ogni giorno cancelliamo profili, veniamo sbranati da zombies, clicchiamo su “ignora” o “delete” determinando la “morte” altrui. Nonostante questo viavai di identità, non riusciamo a parlare di morte. Sui mass media “tradizionali” le cose non vanno meglio. Usiamo metafore, allusioni, giochi di parole, poesie e tutti gli stratagemmi possibili per non dire le cose come stanno: che, prima o poi, tutti muoriamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ha provato la cybercultura a dare un senso a quello che in realtà un senso ha: fatti fummo di carbonio (e quindi destinati alla disgregazione molecolare), e non di silicio. Purtroppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ha provato<a href="http://lab.colorsmagazine.com/websites-archive"> il numero 24 di Colors</a>, il Death Issue, quando ancora era diretto da un Oliviero Toscani in ottima forma a scandagliare tutti gli ambiti, dall’antropologico all’irriverente, della morte. Ma niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ha provato pure Castelvecchi, cavalcando l’ondata nel 1998, pubblicando il trattato “Necrocultura – Estetica e Culture della Morte nell’immaginario di massa”. Ma vai a capire che c’è scritto</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni 2000 ci ha pensato la HBO a creare una serie tv, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Six_Feet_Under">Six Feet Under</a>, sulle vicende di una famiglia di impresari funebri. Una serie che fatto vedere quello che prima si poteva solo immaginare: dalle buffe morti accidentali ai processi di imbalsamazione del corpo. Una serie che è riuscita a mostrare, grazie a una eccellente sceneggiatura, un mondo sconosciuto ai più con un’eleganza e un senso della normalità mai visti prima in TV.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è, grazie anche alla visione di Six Feet Under, che mi sono sempre chiesta come mai in Italia non si sia mai pensato a fare qualcosa di diverso dallo standard nell’ambito della “comunicazione funeraria”. Con rispetto, tatto, eleganza, valori da cui non si deve prescindere. Io, nel dubbio, <a href="http://www.facebook.com/pages/DA-MORTO-VOGLIO-FARMI-CARAMELLARE/121098700197?ref=ts">da morta voglio farmi caramellare</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà in Italia,non è che nulla sia stato fatto: la creatività di alcune imprese funebri si è materializzata in gadget dal gusto discutibile, quali <a href="http://www.cofanifunebri.com/cofanifunebri-mania.htm">questi</a> o <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/multimedia/home/1784539/1/1">questi.</a></p>
<p style="text-align: justify;">La<a href="http://www.zandonatti.it/"> Torboli-Zandonatti</a>, un’impresa funebre di Mori, nel Trentino, si è mossa in maniera differente: ha utilizzato il web in maniera originale, ma in linea con l&#8217;azienda, riscuotendo così non solo l’attenzione dei media e dei blogger, ma anche dell’anziano alle pime armi con il PC.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonio Zandonatti spiega a CDCM Pro in cosa consiste la novità introdotta nella comunicazione dell’impresa funebre, sostenendo il proprio servizio con questa (illuminante) premessa: “La volonta di progredire in un azienda di onoranze funebri può sembrare una cosa superflua o addirittura controproducente dal punto di vista dell&#8217;immagine aziendale. Lo spazio per l&#8217;innovazione sembra non esistere ma non è così, per questo motivo alla Torboli &#8211; Zandonatti snc di Mori quando abbiamo deciso di innovare, si è pensato di puntare all&#8217;introduzione di un &#8220;servizio aggiuntivo&#8221; che conservasse le caratteristiche di semplicità e discrezione necessarie.” <em>Leggi l&#8217;intervista ad Antonio Zandonatti dopo il salto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1547"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_1548" class="wp-caption aligncenter" style="width: 637px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/1_Sixfeetunder1.jpg"><img class="size-full wp-image-1548 " title="1_Sixfeetunder1" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/1_Sixfeetunder1.jpg" alt="1 Sixfeetunder1 Quando il web diventa funebre: il caso Torboli Zandonatti" width="627" height="640" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Cover della prima serie di Six Feet Under</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Come è nata l&#8217;idea di un servizio online per i famigliari dei defunti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di realizzare un servizio online è nata osservando la difficoltà che incontravano molte persone (i congiunti) nel dover informare dell&#8217;accaduto non solo i parenti ma pure i conoscenti o gli amici che risiedono al di fuori del territorio coperto dai servizi di affissione o di stampa normalmente utilizzati. La cosa ha ancor più rilevanza in considerazione del fatto che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vallagarina">Vallagarina</a>, e non solo, è terra di emigranti che nel dopoguerra hanno dovuto recarsi altrove per lavorare. Per questo motivo crediamo che il servizio vada visto come strumento di comunicazione dal contesto locale verso l&#8217;esterno e viceversa dall&#8217;esterno al locale dando la possibilità a chi risiede lontano di informare con tempestività chi risiede nella terra d&#8217;origine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) In che cosa consiste il servizio che offrite?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio consiste semplicemente nell&#8217;offrire un ulteriore canale di divulgazione della notizia (funesta) attraverso la pubblicazione, all&#8217;interno dell&#8217;<a href="http://www.zandonatti.it/contenuto_ITA_6_Necrologie-e-messaggi-di-cordoglio.html" target="_blank">area apposita</a>, del manifesto funebre così come realizzato per la tradizionale affissione sulla pubblica via in modo tale da non ledere in alcun modo la privacy dei congiunti. Ad integrazione della pubblicazione sta la possibilità, ed è qui l&#8217;innovazione, di poter inviare immediatamente senza alcun costo o precedenti registrazioni da parte di chi interagisce, il proprio messaggio di cordoglio dierttamente ai familiari del defunto senza bisogno di conoscere dati personali relativi agli stessi. Quella di non voler assolutamente trasformare in un &#8220;blog&#8221; l&#8217;invio dei messaggi di cordoglio è quindi una scelta voluta e doverosa per tutelare la privacy di chi scrive e di chi riceve&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Vi aspettavate il riscontro su siti di comunicazione web?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intenzione era quella di fornire un servizio aggiuntivo locale ad integrazione del servizio di affissione e della normale necrologia sui quotidiani dando la possibilità di &#8220;interagire&#8221; con i congiunti, prevedendo una lenta crescita delle adesioni alla novità, ma il riscontro è stato pressochè immediato in quanto fin dalla prima settimana di pubblicazione si sono raggiunti valori di rilievo in merito al numero di visite e pure nel numero di messaggi inviati, sicuramente molto superiori alle aspettative. Certamente non ci aspettavamo un riscontro di questo livello mediatico come l&#8217;intervista del GR1. <em>(Giornale Radio 1, ndr)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) Quali reazioni suscitate nella gente comune, diffidente nei confronti del web? Avete mai subito critiche per questa vostra iniziativa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La gente ha subito mostrato un atteggiamento favorevole verso la novità, ovviamente non tutti sono abituati ad utilizzare il PC per le proprie relazioni ma chi lo fa è stato anche in grado di produrre delle critiche costruttive in merito come ad esempio l&#8217;inserimento del &#8220;suggeritore&#8221; perchè in certi casi non si sa proprio cosa dire&#8230; È nostra soddisfazione dire che finora abbiamo ricevuto soltanto elogi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5) Qualcuno potrebbe pensare che questo vostro servizio possa essere non rispettoso nei confronti di un avvenimento tragico quale la morte di un parente. Come convincete una persona del contrario?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È vero, qualcuno di primo acchito potrebbe pensare che questo servizio sia irrispettoso nei confronti di un avvenimento tragico ma probabilmente dovrebbe pensarlo anche di ogni altra attività mediatica quale la pubblicazione sui comuni necrologi&#8230; Questa va vista solamente come un&#8217;ulteriore opportunità di manifestare la propria partecipazione ad un lutto nella maniera meno invadente possibile, dando la piena libertà a chi scrive di farlo anche alle 2 di notte senza &#8220;disturbare&#8221;.</p>
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		<title>VIODIO: 5 domande sciocche a Gabriele Coletti</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIODIO è una fan page di Facebook che sta ottenendo un enorme successo. Siamo rancorosi e frustrati: dalla penna che scoppia nella borsa al monociglio, da Windows a Fabio Volo, dall&#8217;allergia ai pollini a Hello Kitty esiste sempre un motivo valido per esprimere il proprio odio. E la rete non si fa scappare un&#8217;occasione del [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/viodio-5-domande-sciocche-a-gabriele-coletti.html">VIODIO: 5 domande sciocche a Gabriele Coletti</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=17699&amp;id=119358954756289#!/pages/VIODIO/119358954756289"><strong>VIODIO</strong></a> è una fan page di Facebook che sta ottenendo un enorme successo. Siamo rancorosi e frustrati: dalla penna che scoppia nella borsa al monociglio, da Windows a Fabio Volo, dall&#8217;allergia ai pollini a Hello Kitty esiste sempre un motivo valido per esprimere il proprio odio. E la rete non si fa scappare un&#8217;occasione del genere: in pochi giorni la fan page è arrivata a quasi 90mila fans con una crescita di migliaia di fans all’ora e di almeno 500 commenti a post. Numeri da far girare la testa agli addetti ai lavori tanto da ricevere l&#8217;attenzione, tra gli altri, del <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_04/odio-facebook-elvira-pollina_e78071b6-5796-11df-8ce3-00144f02aabe.shtml">Corriere.it</a> con un tempismo insolito.  Ma chi c’è dietro a tutto questo? Gabriele Coletti, un non addetto ai lavori, la cui idea è nata così:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/29326_119404291418422_119358954756289_228894_3809640_n.jpg"><img class="size-full wp-image-1537 aligncenter" title="VIODIO" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/29326_119404291418422_119358954756289_228894_3809640_n.jpg" alt="29326 119404291418422 119358954756289 228894 3809640 n VIODIO: 5 domande sciocche a Gabriele Coletti" width="459" height="459" /></a></p>
<p>Dopo il salto, l&#8217;intervista di CDCM Pro a Gabriele Coletti, ideatore di VIODIO.</p>
<p><span id="more-1536"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>1)Presentati! Chi sei, cosa fai, qual è il tuo rapporto con la rete, in che modo vorresti morire, in quale boy band ti sarebbe piaciuto militare.</strong></p>
<p>Beh il mio nome lo sai già, quindi questa la salto. Sono un ragazzo di Verona, ho 24 anni, e in teoria sono uno studente di Design, ma al momento collaboro in vari progetti di Legambiente. Il mio rapporto con la rete si può definire di simbiosi, anche se non posseggo un iPhone o un portatile sono sempre connesso, ciò vuol dire che sto tutto il giorno davanti al computer (che vita triste), ho un blog, più 4 Tumblr, account Flickr, ovviamente FB, twitter e mi puoi trovare su qualsiasi social network disponibile.</p>
<p>Per via della mia dipartita, ho sempre sperato che la mia morte possa entrare in lizza per il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darwin_Awards">Darwin Award</a>.</p>
<p>….e mi sarebbe piaciuto essere uno dei Take That, solo per il coraggio che hanno avuto ad usare un nome come quello e nonostante ciò essere stati gli idoli delle teenager!</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>2)Com’è nata l’idea di creare una fan page catartica? Da cosa hai iniziato a sfogare il tuo odio?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Come si deduce dal primo post, tutto è iniziato da un viaggio in treno. Più che un viaggio una e vera e propria odissea in cui ho dovuto lottare contro il maltempo e un sistema ferroviario dell’800. Un Verona-Treviso e ritorno della durata complessiva di 11 ore…con due esami saltati a causa di ritardi e soppressioni di treni.</p>
<p>Da tutto ciò ho iniziato a sfogare le mie frustrazioni quotidiane su questo blog.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>3)Quanta consapevolezza che diventasse una fan page così virale? Ti aspettavi questi risultati?</strong></p>
<p>Mah, guarda, tutta questa visibilità non me la sono mai immaginata.  Soprattutto perché come piattaforma di blogging <a href="http://www.tumblr.com/">Tumblr</a> non ha mai sfornato risultati eclatanti. È molto di nicchia, per gente che si fa abbastanza i fatti suoi. Il tutto è dovuto all’assurda idea di creare una pagina su Facebook. 85000 preferenze in 5 giorni…pazzesco.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>4)Quali altre minacce mediatiche ci dobbiamo aspettare da <a href="http://thenothingcorporation.splinder.com/">The Nothing Corporation</a>? Sulla falsariga di VIODIO, sono nate  le fan page VIAMO e Ti Assolvo. A una vista poco esperta e disattenta, sembrano frutto della stessa mano, ma non è così. Quali sono le differenze? Che effetto ti fa essere citato e imitato in maniera così esplicita?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Al momento devo capirlo ancora io, tutta questa visibilità non me l’aspettavo davvero, e mi lascia molto perplesso, e soprattutto in uno stato catatonico, quindi riguardo ad altre “minacce”, nel mio cervello c’è solo un deserto con la paglia che rotola in stile western.</p>
<p>Riguardo alle “imitiazioni”, da un lato mi fanno morire dal ridere, veramente mi fanno spezzare, dall’altra, e qui entrano in gioco mie piccole manie, mi deprimono un po’; intendo nella veste grafica, quando sono partito ho fatto una determinata scelta stilistica con delle regole ben precise, tutte per dare un senso di regolarità, intendo carattere, allineamento ecc.</p>
<p>Ma sono soprattutto pare mie.</p>
<p>Comunque mi fa strano che qualcuno mi citi, di già.</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1538" class="wp-caption aligncenter" style="width: 514px"><a href="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/28947_121010054591179_119358954756289_236078_2441724_n.jpg"><img class="size-full wp-image-1538 " title="28947_121010054591179_119358954756289_236078_2441724_n" src="http://www.mediagu.com/wp-content/uploads/2010/05/28947_121010054591179_119358954756289_236078_2441724_n.jpg" alt="28947 121010054591179 119358954756289 236078 2441724 n VIODIO: 5 domande sciocche a Gabriele Coletti" width="504" height="504" /></a><p class="wp-caption-text">Domanda: &quot;Ci dedichi un VIODIO?&quot; Risposta: &quot;Questo è inedito: Guardare l’orologio e scoprire che al massimo dormirai 4 ore TI ODIO  Ovvero quello che mi è appena capitato!&quot;</p></div>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>4 ½: Come nasce la tua militanza su Lega Nerd? Fai scouting per noi: dicci 1 blog, 1 flickr, 1 video,1 sito da seguire (o vedere) assolutamente!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La “collaborazione” con <a href="http://www.mediagu.com/web/lega-nerd-alla-vigilia-della-terza-repubblica-intervista.html">Lega Nerd</a> nasce un po’ per caso. Incontrata in uno dei miei tanti momenti di procrastinazione, è diventata subito amore a prima vista!</p>
<p>E sono passato da un primo momento in cui facevo refresh continuo per vedere contenuti nuovi, a magicamente, dopo qualche Bazinga! a poter postare pure io! E rendendomi conto di quanto io sia nerd.</p>
<p>Il blog che tutti dovrebbero assolutamente seguire è <a href="http://tuttiamanoandreasesta.splinder.com/">“TUTTI AMANO ANDREA SESTA”</a> , di un mio amico scrittore geniale. Adoro il suo modo di scrivere, le storie surreali e la capacità di dire la cosa giusta al momento giusto,  sempre!</p>
<p>Il Flickr invece che consiglio è quello di <a href="http://www.flickr.com/photos/luca-beanone-barcellona/">Luca Barcellona</a> calligrafo e writer eccezionale, non ci sia una cosa che non mi piaccia…fantastico!</p>
<p>Per i video boh&#8230; non so…</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il sito da seguire assolutamente è<a href="http://www.polkadot.it/"> Polkadot </a> postano cose sempre superfiche!</p>
<p><strong>5)Una curiosità: vuoi diventare più popolare di Lady Gaga?</strong></p>
<p>Il numero dei miei fan è molto superiore alla popolazione di Bolzano, mi basta questo!</p>
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<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/viodio-5-domande-sciocche-a-gabriele-coletti.html">VIODIO: 5 domande sciocche a Gabriele Coletti</a></p>
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		<title>Flash Mob questo (s)conosciuto: intervista a Giorgio Marandola</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 15:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Freakologie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione & Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[cdcm pro]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Del Flash Mob oramai crediamo di sapere tutto. Da quello di Michael Jackson all’ultimo della Diesel, chiamato erroneamente così (si chiama performance), molti di noi se ne sono già fatti un’opinione, classificandolo o nella “figata” o nella “noia più totale”. Sempre nuovo, già vecchio, deserto, festaiolo, banale, sorprendente: un flash mob non è mai uguale [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html">Flash Mob questo (s)conosciuto: intervista a Giorgio Marandola</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob"><strong>Flash Mob</strong></a> oramai crediamo di sapere tutto. Da quello di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FzzhZauMf5Q">Michael Jackson</a> all’ultimo della<a href="http://www.youtube.com/watch?v=rQUgdBIV7Y4"> Diesel</a>, chiamato erroneamente così (si chiama performance), molti di noi se ne sono già fatti un’opinione, classificandolo o nella “figata” o nella “noia più totale”. Sempre nuovo, già vecchio, deserto, festaiolo, banale, sorprendente: un flash mob non è mai uguale a sé stesso. Ah, per chi se lo stesse chiedendo, i due Flash Mob citati appartengono alla categoria “di successo”.</p>
<p>Anche alcuni brand si sono accorti della forza di questo evento. Ma quanto può un evento organizzato spontaneamente (almeno nelle intenzioni) diventare un’arma a doppio taglio? Sia chiaro, le sibille della comunicazione sono spesso talmente subdole da rendere l’evento di 4 gatti, un evento di successo. Basta fotografare in maniera giusta e gonfiare i risultati et voilà: il Flash Mob è pronto.</p>
<p>Mi perdonino gli uomini di marketing, ma la cosa non sta affatto così. Oramai la rete è abbastanza attenta nel fiutare immediatamente gli insuccessi. Tempo fa mi è capitata una cosa del genere: la comunicazione sulla rete era gonfiata, l’evento in sé (un frozen) era già così visto che non se ne poteva più, la finestra sui social era praticamente un comunicato stampa da agenzia. Il contrario di quello che un flash mob deve essere: spontaneo, originale e, per usare un inglesismo che ne sottolinea l’impeto desiderato, un <em>breakthrough</em> nella quotidianità.</p>
<p>La realtà è stata ben diversa: 15 coppie che partecipavano, qualche curioso, qualche fotografo del team che scattava in maniera furba. Un evento decisamente sfigato: in linea con l’essere frozen, si è congelato come comunicazione. Un buco nell’acqua organizzato per una sorta di brand awareness di cui non si ha avuto traccia, né online né offline.</p>
<p><em>Dopo il salto, l&#8217;intervista a Giorgio Marandola.</em></p>
<p><span id="more-1530"></span></p>
<p>Il Flash Mob in Italia è esploso da un paio d’anni, giusto il tempo che tutti i creativi italiani si sporcassero la bocca con questa parola e diventasse automaticamente motivo di <em>coolness </em>tra gli aspiranti pubblicitari italiani. E poi, come se non bastasse, a rincarare la dose di “che palle sto flash mob” ci ha pensato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xymu42oqC7w">“Notte prima degli esami”</a>, film di Fausto Brizzi, che vede nel cast attori del calibro di Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi.</p>
<p>Ma sentiamo come si difende <strong>Giorgio Marandola</strong>, <a href="http://www.technicoblog.com/">blogger</a>, <a href="http://www.facebookcafe.net/">imprenditore</a>, <a href="http://www.facebook.com/pages/VIODIO/119358954756289?ref=search&amp;sid=1473502135.3174200013..1#!/photo.php?pid=996648&amp;op=11&amp;o=global&amp;view=global&amp;subj=1403390920&amp;id=1375721169">cazzeggiatore</a> e, non contento, agitatore della Capitale. Ha infatti ideato con altri ragazzi <a href="http://www.flashmobroma.it/">Flash Mob Roma</a>, ottenendo quasi immediatamente successo popolare e mediatico. L’ultimo evento organizzato dal gruppo è stato questo:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Vediamo cosa risponde<strong> Giorgio Marandola</strong> alle domande impertinenti di CDCM Pro! ( Per motivi tecnici, dovuti alla tecnologia di Skype e al maledetto lunedì, abbiamo avuto qualche problema nella registrazione. Abbiamo avuto comunque l’accortezza di eliminare, dal risultato finale, le nostre imprecazioni nei confronti di Pamela, software di registrazione, di cui per la buoncostume non riportiamo la nostra recensione.) Buona visione a tutti!</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/flash-mob-questo-sconosciuto-intervista-a-giorgio-marandola.html">Flash Mob questo (s)conosciuto: intervista a Giorgio Marandola</a></p>
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		<title>Video senza Senso, la demenza firmata Saatchi&amp;Saatchi corre sul web</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 09:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gu! Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi di Esperienze 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[adv]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketing 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[SPAZIO VIDEO]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la settimana della cultura, che si svolge in tutta Italia dal 16 al 25 aprile e che permette di partecipare gratuitamente a innumerevoli eventi quali mostre, laboratori didattici e convegni, il team creativo di Saatchi&#38;Saatchi di Milano ha ideato Video Senza Senso, una campagna web che si chiede: se guardi gratis video dementi, perchè [...]<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/video-senza-senso-la-demenza-firmata-saatchisaatchi-corre-sul-web.html">Video senza Senso, la demenza firmata Saatchi&#038;Saatchi corre sul web</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/index.html">la settimana della cultura</a>, che si svolge in tutta Italia dal 16 al 25 aprile e che permette di partecipare gratuitamente a innumerevoli eventi quali mostre, laboratori didattici e convegni, il team creativo di <a href="http://www.saatchi.com/">Saatchi&amp;Saatchi</a> di Milano ha ideato<strong> Video Senza Senso</strong>, una campagna web che si chiede: se guardi gratis video dementi, perchè non guardare allo stesso prezzo, un capolavoro dell&#8217;arte italiana?</p>
<p>Per chi non lo sapesse, Saatchi&amp;Saatchi si è sempre contraddistinta, nel mare magnum dell&#8217;adv made in Italy, per l&#8217;originalità (reale o solo inseguita) dei suoi lavori. Per la settimana della cultura, bisogna darle merito di avere creato una campagna web utilizzando il linguaggio e gli strumenti del web. Quest&#8217;ultima osservazione potrebbe sembrare scontata, se non ci trovassimo in un Paese che ancora considera la comunicazione web minore rispetto a televisione, stampa e radio. E i risultati, con una politica come questa, appaiono anni luce distanti dalla media europea. (e no, non siamo esterofili).</p>
<p><span id="more-1487"></span></p>
<p>Bando alle polemiche e parliamo della campagna: a partire dal 19 marzo, sono stati creati dei video di 1-2 minuti basati sul non-sense (a volte incomprensibile come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EyAN19W-5Ro">questo</a> o<a href="http://www.youtube.com/watch?v=evJ4fbu6YnA"> questo</a>) uploadati su un canale <a href="http://www.youtube.com/user/VIDE0SENZASENS0">Youtube</a> che ha avuto più di 40mila visualizzazioni in un mese. Contemporaneamente è stata creata una fan page su <a href="http://www.facebook.com/chiarazecchetto?ref=profile#!/pages/VIDEO-SENZA-SENSO-Un-Video-Senza-Senso-al-giorno/371238881738?ref=ts">Facebook</a> (con più di 3500 fans) e una splash <a href="http://www.videosenzasenso.com/">page</a> su cui poter caricare il proprio Video Senza Senso. Il 16 aprile, giorno d&#8217;inizio della settimana della cultura, è stato svelato il teaser con questo video:</p>
<p><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/video-senza-senso-la-demenza-firmata-saatchisaatchi-corre-sul-web.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nonostante qualche imprecisione di forma e qualche dubbio riguardo al dato ufficiale di centinaia di video ricevuti, non possiamo che riconoscere a Saatchi&amp;Saatchi il merito di aver avvicinato l’adv tradizionale al mondo del non convenzionale. Sperando &#8211; ci auguriamo &#8211; che sia il primo di una lunga serie.</p>
<address><strong><em>Credits</em></strong></address>
<address><em>Firmano la campagna Luca Lorenzini (copywriter) e Luca Pannese (art  director), che sono anche i registi dei soggetti tv. Ha collaborato alla  realizzazione del progetto un team creativo formato da Andrea Afeltra,  Davide Iacono, Riccardo Gianangeli. Direzione creativa di Agostino  Toscana e Alessandro Orlandi.</em></address>
<p>Post from: <a href="http://www.mediagu.com">Gu! La comunicazione in jeans.</a><br/><br/><a href="http://www.mediagu.com/comunica/analisi-di-esperienze-20/video-senza-senso-la-demenza-firmata-saatchisaatchi-corre-sul-web.html">Video senza Senso, la demenza firmata Saatchi&#038;Saatchi corre sul web</a></p>
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