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Archive for the ‘Comunicazione & Marketing’ Category

Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte

martedì, luglio 13th, 2010

Prendo spunto da questa slide che mette a fuoco, in maniera esaustiva, i trends del web che stanno accadendo ora. E’ importante, infatti, contestualizzare sempre i dati che si hanno in mano: il rischio è quello, altrimenti, di offrire al clienti una visione passata, e quindi poco strategica, del marketing non convenzionale.

Iniziamo l’analisi delle slide con il commento ai primi tre punti emersi:

Il marketing in streaming: la strategia di comunicazione diventa flusso continuo

L’obsoleto banner si è trasformato in web 2.0, un termine abusato e oramai vecchio che indica nientedimeno che l’attuale scenario: i Social Network hanno cambiato il modo di usufruire il web. L’utente è il protagonista della rete.

Un brand vincente è quello che scende nell’arena mediatica e cattura l’attenzione dei clienti e dei potenziali tali offrendo contenuti interessanti e coinvolgenti, partecipando attivamente alle discussioni. Un rapporto alla pari che non deve dimenticare una regola fondamentale: rispondere sempre. La curiosità di un cliente va soddisfatta. Sempre, ripetiamo.

Acquista punti e reputazione un brand capace di mettersi in gioco offrendo un vero e proprio servizio clienti sui vari Social: non si tratta solo di educazione o, come volete chiamarla, netiquette… un cliente soddisfatto è un cliente che apprezzerà il vostro brand, ne parlerà bene e lo consiglierà ai propri amici creando quello che si dice WOM, word of mouth: il caro buon vecchio passaparola!

La Googlizzazione dei media: ovvero Content is the King

Perdonatemi l’italianizzazione del già ostico, Googleization, ma il concetto è chiaro: le persone SONO al centro e il centro dei nuovi media. Come se non bastasse ciò, il nuovo  restyling di Google, con l’avvento di Caffeine, ha minato seriamente il lavoro degli esperti di SEO: non bastano più le parole chiave (anche se ricordiamo che una taggatura corretta e killer è sempre molto importante per la rilevanza di un contenuto) e i trucchi del mestiere a portare un brand in prima pagina su un motore di ricerca, ma sono i contenuti a farla da padrone.

In parole povere, conta la qualità di quello che si scrive: una risposta più pertinente e soddisfacente alla ricerca effettuata dal fruitore.

I numeri sono importanti

La qualità DEVE andare a braccetto con i numeri. Non fidatevi di chi vi propone mille campagne o mille tricks e non vi presenta una reportistica accurata: se la pagina fan di Facebook della vostra attività dopo mesi ha una manciata di fans significa che la vostra agenzia non sta lavorando bene. Se gli argomenti di cui parlate, in un sito, in un blog o in un vostro profilo Social, non riescono ad attrarre l’interesse degli altri utenti (quello che in linguaggio tecnico, si dice engagement) dovete raddrizzare il tiro. Se il vostro brand sul web è il Deserto dei Tartari, preoccupatevi. E non fidatevi di chi vi dice che l’editorialità non è importante: dei buoni contenuti associati a un’attività di scouting (sì, dovete essere i primi), associati a professionalità ed esperienza e a qualche trucco del mestiere, portano numeri.
A settimana prossima, per il commento degli altri 3 trends!

pc Analisi dei 6 web trends del momento – Prima parte

Controllare i social media per garantirsi una buona comunicazione

venerdì, luglio 9th, 2010

Ispirata da un nuovo, interessante, post di Carlo Mazzocco (che potete leggere qui), vorrei invitare quanti di voi pensano al social media marketing in modo semplicistico a fare le opportune valutazioni per capire come un reale impegno sulla rete possa creare degli effetti.

Questo impegno è basato sull’ascolto in tempo reale di quanto viene “detto” sulla rete del proprio brand. L’azienda che decide di intraprendere il percorso del web, strutturandosi in modo tale da poter parlare al maggior bacino d’utenza consentito, deve essere disposta a migliorarsi ed a correggere il tiro secondo dati e statistiche che vengono rese dal proprio operato.

Grazie a queste forme di controllo e di adattamento, a livello di comunicazione, le aziende possono raggiungere le persone secondo i loro desideri espressi, preparandosi in modo evoluto ad assecondare le scelte dell’utente finale.

Quante aziende, oggi, in Italia fanno un’efficace azione sul web?

Gli strumenti per l’ascolto ed il monitoraggio, nel nostro paese, sono ancora un po’ “rallentati” ed a volte l’azione non è immediata come si potrebbe sperare.

Nell’epoca in cui l’autonomia di gestione pare bandire l’outsourcing, mirando ad ottimizzare al massimo i propri tempi e sfruttare il più possibile le proprie competenze, ci troviamo spesso a constatare come  delle buone idee non riescano a trovare il giusto sbocco e gli spazi idonei per mancanza di tempo di chi le gestisce.

Il progetto di Gatorade, ovviamente, è una visione amplificata e in larga scala di quello che, di fatto, avviene all’interno di un’agenzia che offre questo tipo di servizi. Analisi, ricerca, controllo e pronta trasformazione dell’operato secondo i risultati d’azione ed i riscontri ottenuti, sono azioni da non sottovalutare per garantire la buona riuscita di una campagna di comunicazione.

Vi invito a dare uno sguardo al video “Gatorade’s Social Control Center” che, certamente, solleticherà la fantasia di molte agenzie che guardano al “social control” in modo snello ed evoluto.

A presto, Cristina Usai

Immagine anteprima YouTube

Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo

martedì, luglio 6th, 2010

The Huffington Post fa una raccolta, gustosa e divertente, delle dichiarazioni rilasciate da Steve Jobs riguardo all’eterno concorrente Bill Gates. Uno scontro Apple Vs Microsoft che, oltre a battersi a colpi di software e di marketing, si gioca attraverso scambi di battute a dir poco al vetriolo. Dopo il salto, la cronistoria commentata di un rapporto tempestoso con tanto di happy end finale.

gates jobs Steve Jobs Vs Bill Gates: 20 anni di dichiarazioni al vetriolo

Un giovane e brufoloso Bill Gates Vs un capellone Steve Jobs

(continua…)

Freedom from Porn, guerrilla a San Francisco contro Steve Jobs

venerdì, giugno 11th, 2010

Si chiamano “Freedom from Porn” e, come si definiscono loro, sono dei ragazzi amanti del porno.

Steve Jobs, padre patron di Apple e autore della memorabile frase “Freedom from Porn” (a questo link trovate la diatriba) è l’oggetto della contestazione.

Appiccicare adesivi contenenti messaggi espliciti di “gallinelle in calore”, “casalinghe calde” e “nerd vogliose” e creare profili Social fake di un arrapato Steve Jobns all’interno della pubblicità che Apple ha fatto per le strade di San Francisco in occasione del WWDC (Apple Worldwide Developers Conference) di questi giorni è la loro azione.

http://www.vimeo.com/12402075

E, consci della chiusura del sistema Apple, ci si chiede se quella che è partita inizialmente come Rivoluzione non si stia trasformando in una dittatura. Illuminata, ma pur sempre tale.

Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac

martedì, giugno 8th, 2010

Immagine 104 Cupidtino, il social network di dating per amanti del Mac

Dopo qualche mese di attesa, oggi esce, in versione beta, Cupidtino, il sito di dating per amanti del Mac. Inutile fingere: solo se si è in possesso di un Macbook, di un iMac, di un iPhone o di un iPad ci si può registrare al sito che gli altri siti di dating invidieranno presto. La grafica ricalca infatti in tutto per tutto l’essenzialità e il minimalismo che le applicazioni Apple ci hanno insegnato ad amare.

La filosofia che sta alla base del social è semplice: se hai sposato la filosofia Mac dovresti avere molti punti in comune con chi, come te, ha scelto la Mela.

Dopo il salto, la recensione di Cupidtino

(continua…)

Opera Vs Google Chrome: la velocità del browser corre sul filo del rasoio

martedì, giugno 1st, 2010

Avremmo potuto scrivere “La velocità corre sul filo della patata” ma non volevamo ricalcare i più beceri titoli dei siti di gossip: fatto sta, che è proprio la patata al centro del “contenzioso” tra Opera e Google Chrome. L’oggetto della sfida è la velocità del browser.

Tutto ha inizio da Google Chrome che il 3 maggio esce con questo video:

Immagine anteprima YouTube

Il 27 maggio Opera, browser norvegese, risponde a Google, con questo sarcastico video:

Immagine anteprima YouTube

Come Davide contro Golia, Opera, grazie a questa intelligente operazione di marketing non convenzionale, ha tutti i numeri per guadagnare punti sul colosso dei browser. E tutto per merito della patata. (Una chiusa,questa, come i migliori siti di gossip insegnano.)

Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti

venerdì, maggio 7th, 2010

In Italia la riflessione sulla morte è sempre stata un tabù. Vuoi per scaramanzia, vuoi soprattutto per l’imperante cultura cattolica parlare tranquillamente e laicamente di morte non si fa. Se lo si fa, si viene tacciati di essere corvacci, menagrami, porta sfiga o, nella peggior delle ipotesi, emo, bambini di Satana o Isabella Santacroce.

Sul web, invece viviamo costantemente la morte virtuale. Ogni giorno cancelliamo profili, veniamo sbranati da zombies, clicchiamo su “ignora” o “delete” determinando la “morte” altrui. Nonostante questo viavai di identità, non riusciamo a parlare di morte. Sui mass media “tradizionali” le cose non vanno meglio. Usiamo metafore, allusioni, giochi di parole, poesie e tutti gli stratagemmi possibili per non dire le cose come stanno: che, prima o poi, tutti muoriamo.

Ci ha provato la cybercultura a dare un senso a quello che in realtà un senso ha: fatti fummo di carbonio (e quindi destinati alla disgregazione molecolare), e non di silicio. Purtroppo.

Ci ha provato il numero 24 di Colors, il Death Issue, quando ancora era diretto da un Oliviero Toscani in ottima forma a scandagliare tutti gli ambiti, dall’antropologico all’irriverente, della morte. Ma niente.

Ci ha provato pure Castelvecchi, cavalcando l’ondata nel 1998, pubblicando il trattato “Necrocultura – Estetica e Culture della Morte nell’immaginario di massa”. Ma vai a capire che c’è scritto

Negli anni 2000 ci ha pensato la HBO a creare una serie tv, Six Feet Under, sulle vicende di una famiglia di impresari funebri. Una serie che fatto vedere quello che prima si poteva solo immaginare: dalle buffe morti accidentali ai processi di imbalsamazione del corpo. Una serie che è riuscita a mostrare, grazie a una eccellente sceneggiatura, un mondo sconosciuto ai più con un’eleganza e un senso della normalità mai visti prima in TV.

Ed è, grazie anche alla visione di Six Feet Under, che mi sono sempre chiesta come mai in Italia non si sia mai pensato a fare qualcosa di diverso dallo standard nell’ambito della “comunicazione funeraria”. Con rispetto, tatto, eleganza, valori da cui non si deve prescindere. Io, nel dubbio, da morta voglio farmi caramellare.

In realtà in Italia,non è che nulla sia stato fatto: la creatività di alcune imprese funebri si è materializzata in gadget dal gusto discutibile, quali questi o questi.

La Torboli-Zandonatti, un’impresa funebre di Mori, nel Trentino, si è mossa in maniera differente: ha utilizzato il web in maniera originale, ma in linea con l’azienda, riscuotendo così non solo l’attenzione dei media e dei blogger, ma anche dell’anziano alle pime armi con il PC.

Antonio Zandonatti spiega a CDCM Pro in cosa consiste la novità introdotta nella comunicazione dell’impresa funebre, sostenendo il proprio servizio con questa (illuminante) premessa: “La volonta di progredire in un azienda di onoranze funebri può sembrare una cosa superflua o addirittura controproducente dal punto di vista dell’immagine aziendale. Lo spazio per l’innovazione sembra non esistere ma non è così, per questo motivo alla Torboli – Zandonatti snc di Mori quando abbiamo deciso di innovare, si è pensato di puntare all’introduzione di un “servizio aggiuntivo” che conservasse le caratteristiche di semplicità e discrezione necessarie.” Leggi l’intervista ad Antonio Zandonatti dopo il salto.

(continua…)

VIODIO: 5 domande sciocche a Gabriele Coletti

mercoledì, maggio 5th, 2010

VIODIO è una fan page di Facebook che sta ottenendo un enorme successo. Siamo rancorosi e frustrati: dalla penna che scoppia nella borsa al monociglio, da Windows a Fabio Volo, dall’allergia ai pollini a Hello Kitty esiste sempre un motivo valido per esprimere il proprio odio. E la rete non si fa scappare un’occasione del genere: in pochi giorni la fan page è arrivata a quasi 90mila fans con una crescita di migliaia di fans all’ora e di almeno 500 commenti a post. Numeri da far girare la testa agli addetti ai lavori tanto da ricevere l’attenzione, tra gli altri, del Corriere.it con un tempismo insolito.  Ma chi c’è dietro a tutto questo? Gabriele Coletti, un non addetto ai lavori, la cui idea è nata così:

29326 119404291418422 119358954756289 228894 3809640 n VIODIO: 5 domande sciocche a Gabriele Coletti

Dopo il salto, l’intervista di CDCM Pro a Gabriele Coletti, ideatore di VIODIO.

(continua…)

Flash Mob questo (s)conosciuto: intervista a Giorgio Marandola

martedì, maggio 4th, 2010

Del Flash Mob oramai crediamo di sapere tutto. Da quello di Michael Jackson all’ultimo della Diesel, chiamato erroneamente così (si chiama performance), molti di noi se ne sono già fatti un’opinione, classificandolo o nella “figata” o nella “noia più totale”. Sempre nuovo, già vecchio, deserto, festaiolo, banale, sorprendente: un flash mob non è mai uguale a sé stesso. Ah, per chi se lo stesse chiedendo, i due Flash Mob citati appartengono alla categoria “di successo”.

Anche alcuni brand si sono accorti della forza di questo evento. Ma quanto può un evento organizzato spontaneamente (almeno nelle intenzioni) diventare un’arma a doppio taglio? Sia chiaro, le sibille della comunicazione sono spesso talmente subdole da rendere l’evento di 4 gatti, un evento di successo. Basta fotografare in maniera giusta e gonfiare i risultati et voilà: il Flash Mob è pronto.

Mi perdonino gli uomini di marketing, ma la cosa non sta affatto così. Oramai la rete è abbastanza attenta nel fiutare immediatamente gli insuccessi. Tempo fa mi è capitata una cosa del genere: la comunicazione sulla rete era gonfiata, l’evento in sé (un frozen) era già così visto che non se ne poteva più, la finestra sui social era praticamente un comunicato stampa da agenzia. Il contrario di quello che un flash mob deve essere: spontaneo, originale e, per usare un inglesismo che ne sottolinea l’impeto desiderato, un breakthrough nella quotidianità.

La realtà è stata ben diversa: 15 coppie che partecipavano, qualche curioso, qualche fotografo del team che scattava in maniera furba. Un evento decisamente sfigato: in linea con l’essere frozen, si è congelato come comunicazione. Un buco nell’acqua organizzato per una sorta di brand awareness di cui non si ha avuto traccia, né online né offline.

Dopo il salto, l’intervista a Giorgio Marandola.

(continua…)

Video senza Senso, la demenza firmata Saatchi&Saatchi corre sul web

lunedì, aprile 19th, 2010

Per la settimana della cultura, che si svolge in tutta Italia dal 16 al 25 aprile e che permette di partecipare gratuitamente a innumerevoli eventi quali mostre, laboratori didattici e convegni, il team creativo di Saatchi&Saatchi di Milano ha ideato Video Senza Senso, una campagna web che si chiede: se guardi gratis video dementi, perchè non guardare allo stesso prezzo, un capolavoro dell’arte italiana?

Per chi non lo sapesse, Saatchi&Saatchi si è sempre contraddistinta, nel mare magnum dell’adv made in Italy, per l’originalità (reale o solo inseguita) dei suoi lavori. Per la settimana della cultura, bisogna darle merito di avere creato una campagna web utilizzando il linguaggio e gli strumenti del web. Quest’ultima osservazione potrebbe sembrare scontata, se non ci trovassimo in un Paese che ancora considera la comunicazione web minore rispetto a televisione, stampa e radio. E i risultati, con una politica come questa, appaiono anni luce distanti dalla media europea. (e no, non siamo esterofili).

(continua…)